Viterbo – Pure se il clima fuori non è dei più miti, quello che si respira all’interno della sala del consiglio comunale è addirittura glaciale. Il gelo scende dopo che il capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Bianchini, ha letto l’elenco dei beni da alienare. Tra questi c’è “un deposito in piazza Luigi Concetti”. Qualcuno, Letizia Chiatti (Viterbo 2020) dai banchi dell’opposizione si insospettisce: c’è una rendita catastale di 449 euro. Un po’ strano per un deposito. Qualche verifica e si scopre che ad essere stata messa in vendita è addirittura la ex chiesa della Pace, quella in cui i facchini di Santa Rosa fanno ogni anno la prova di portata, ma anche le assemblee. Un luogo simbolo della storia della macchina di santa Rosa. La maggioranza ammutolisce. Bianchini spiega che: “Non avevamo nessuna intenzione di andare contro i facchini, né di vendere la chiesa“. Sarebbe stato, quindi, un errore. Lo chiarisce meglio l’assessore al Patrimonio, Paolo Barbieri. “Quando sono stati fatti gli emendamenti – dice – i consiglieri comunali hanno preso dall’archivio l’elenco dei beni comunali. Nel 2018 non abbiamo avuto possibilità di aggiornarlo. Nell’elenco era riportato un deposito a piazza Luigi Concetti per un valore di circa 19 mila euro. Nella descrizione, poi, ci siamo accorti che era un locale di 300 metri quadrati con una rendita catastale 449 euro. Non era possibile. Abbiamo verificato che a piazza Luigi Concetti c’è il numero civico 2,3,5 ma non il 4 che è la chiesa della Pace. È stato un equivoco. Tra l’altro il locale non poteva essere venduto perché c’è un problema legato alle guarantigie del 1870. La chiesa è legata ancora alle vecchie proprietà ecclesiastiche oppure per le guarentigie è del Comune? È una situazione che approfondiremo. Per quanto riguarda gli elenchi catastali provvederemo ad aggiornare gli archivi, gli accatastamenti e l’ape, personale permettendo. Posso assicurare, però, che non c’era alcuna persecuzione contro i facchini”.