Home Attualità Bilancio, consiglio comunale, Purchiaroni: “C’è un’aria angosciante, non serena”.
Bilancio, consiglio comunale, Purchiaroni: “C’è un’aria angosciante, non serena”.

Bilancio, consiglio comunale, Purchiaroni: “C’è un’aria angosciante, non serena”.

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Viterbo – Palazzo dei Priori, inizia la discussione degli emendamenti e con essi la “baraonda”. A vedere dall’esterno la sala del consiglio comunale, pare veramente di stare in una bettola. Consiglieri che si alzano, chiacchierano dei fatti loro, gridano, girano in continuazione da una parte all’altra. Certo la discussione di bilancio è lunga ed estenuante, ore e ore, dalla mattina alla sera, praticamente tutti i giorni. Le giornate sembrano non finire mai, è comprensibile che si senta la necessità di alzarsi di tanto in tanto, staccare la spina, fare due chiacchiere. Ma farlo con un certo modo, con garbo e discrezione, avendo rispetto di un assessore o di un consigliere che in quel momento sta parlando, è quanto meno “doveroso” affinché la sala del consiglio comunale resti tale, e non diventi, appunto, una bettola. Il chiacchiericcio urlato, invece, si sovrappone spesso ai vari interventi e offusca, insieme ai contenuti, quando ci sono, la solennità di un luogo in cui vengono prese le decisioni che riguardano un’intera comunità. Ma a Palazzo dei Priori si va oltre. Descrive il quadro Fabrizio Purchiaroni: “Mi sembra di vivere una situazione kafkiana – dice –  in questo consiglio comunale c’è un’aria surreale, una situazione angosciante, perché non si riesce a discutere con serenità di temi che i consiglieri cercano di proporre all’attenzione di tutto il consiglio.  Spero che si eviti un po’ di ostruzionismo – dice Purachiaroni riguardo alla minoranza che, tuttavia, ha votato diversi suoi emendamenti -. Ci sono continuamente scontri, polemiche, storie su pareri, regolamenti o altre cose che lasciano poco spazio alle problematiche delle gente che vive Viterbo. Il mio rammarico è proprio questo: la mancanza di rispetto. Si offende la dignità delle persone: quando qualcuno parla, altri si alzano, se ne vanno, non ascoltano. ci vorrebbe un po’ più di rispetto per le istituzioni e i cittadini”. Quella di oggi è stata una giornata segnata da scontri molto accesi, alcuni degenerati in parole grosse. “O ci mettiamo una pezza subito o questa questione finisce da un’altra parte – dice Giacomo Barelli  piuttosto adirato, insieme al resto dell’opposizione, verso i pareri rilasciati dai dirigenti sugli emendamenti. Secondo  la minoranza i pareri sarebbero più politici che tecnici: “Il dirigente fa le veci della politica, scrivendo cose che sono illecite“, dice Barelli. Rincara la dose Alvaro Ricci (Pd) che si scaglia contro il presidente del consiglio, Stefano Evangelista: “Lei deve tutelare le prerogative del consiglio comunale”. L’opposizione vorrebbe che il dirigente cambiasse il parere negativo di un emendamento. In soccorso di Evangelista arriva Gianmaria Santucci (Fondazione): “Alvaro, ma che deve fare? Mica può dire al dirigente di cambiare il parere negativo?”. In sala sale il tono, volano grida, da una parte all’altra. Viene chiesta la posizione sui pareri del segretario generale che richiama alcune norme di legge, e stigmatizza il termine usato da Barelli: “In questa aula si è parlato di  ben altro – dice la segretaria generale -. Si è parlato di illecito, non di legittimità, si sta andando su altri campi. E richiama gli articoli che definiscono l'”oltraggio a pubblico ufficiale” e la “diffamazione”.  Il clima a questo punto si fa teso e improvvisamente silenzioso, ma almeno si placano le grida. La discussione va avanti. Proseguono gli emendamenti. L’opposizione ricorre a tutta la tattica possibile, come chiedere il numero legale per poi uscire dall’aula. La segretaria generale cerca di fare il suo mestiere come meglio può in mezzo a quella giostra che gira vertiginosamente, tanto che è lo stesso Santucci ad accorrere in suo aiuto: “Non si fa così – dice ai colleghi in opposizione – uscite, entrate, decidete cosa dovete fare”. La giornata se ne va tra polemiche, scontri, sospensioni, discussioni interminabili su come procedere nei lavori, su come debba funzionare il consiglio comunale, sui regolamenti da seguire, insomma si parla, per ore, una giornata intera, di come organizzarsi per dibattere gli emendamenti, che alla fine, il vero dibattito diventa proprio e solo questo, lasciando veramente poco spazio alla disamina dei temi cittadini. La giornata termina senza nessuna accordo tra maggiorana e minoranza sulla possibilità di accogliere alcuni emendamenti e far decadere tutti gli altri. Si andrà, quindi, avanti a oltranza, fino a Pasquetta, quando, a ridosso del termine intimato dalla prefettura per l’approvazione del bilancio, scatterà la “tagliola” su tutti gli emendamenti.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.