L’odissea della tassa di soggiorno: gli uffici non inviano l’allegato, salta nuovamente la commissione.
Viterbo – L’ennesimo disguido degli uffici comunali sulla proposta della destinazione della tassa di soggiorno, mette a dura prova la commissione consiliare che doveva discuterla. La delibera era stata esaminata giorni fa e modificata dai consiglieri. La commissione attendeva il testo aggiornato. Ma gli uffici avevano mandato la stessa delibera senza correzioni. Ne era scaturita una bagarre in commissione, terminata con il rinvio della seduta a quando ci sarebbe stato il nuovo testo. Ma ieri pomeriggio l’ennesimo disguido. La proposta di delibera arriva 24 ore prima alla maggioranza e non all’opposizione. Dagli uffici la spiegazione è che: “Si è trattato di un mero errore materiale”. Nel copia e incolla degli indirizzi mail si sarebbero persi alcuni nominativi. Quelli dell’opposizione e quelli dei capigruppo di maggioranza. E così esplode nuovamente la polemica. L’opposizione si rifiuta di discutere l’argomento, non avendo ricevuto la proposta di delibera e24 ore prima e non avendola, quindi, potuta esaminare. Dalla maggioranza replicano che il testo delle delibera è noto anche all’opposizione, pur non avendolo ricevuto, e quindi si può votare. Ma la minoranza non arretra. Minchella grida “Inaccettabile. L’errore umano ci può stare, ma dovevate rimandare la discussione“. Il capogruppo di FdI, Paolo Bianchini, sembra aver trovato, a un certo punto, il cavillo per mettere nel “sacco” l’opposizione. “Il 28 marzo – dice – il dirigente ha firmato la proposta di delibera, e nello stesso giorno è stato emesso il parere contabile. Già dal 29 marzo la delibera era a disposizione dei consiglieri. Nemmeno io l’ho ricevuta, ma sapendo che c’era la commissione sono venuto in Comune a prendere gli atti. Voi non lo avete fatto”, dice Bianchini che chiede se l’obbligo delle 24 scatti da quando i documenti sono disponibili negli uffici comunali, e in questo caso dal 29 marzo, o da quando vengono inviati ai consiglieri”. Sul punto interroga la segretaria generale che risponde: “L’art 12 prevede che l’avviso della convocazione della commissione debba essere notificato. Ed è stato fatto. Per quando riguarda gli allegati, essi erano in ufficio, quindi il requisito della legittimità è soddisfatto. Le opportunità tra maggioranza e opposizione, però, devono essere paritetiche. Nel caso specifico la prima ha ricevuto gli allegati e la seconda no. C’è un difetto nella riconoscibilità della delibera“. Alla fine vince l’orientamento più ortodosso: niente proposta di delibera, niente voto. Tutti a casa. La proposta di delibera, sarà portata in commissione nuovamente oggi con l’auspicio che riesca a sovvertire il detto: “non c’è due senza tre”, arrivando sui banchi dell’opposizione dopo du tentativi falliti.