Home Attualità Sicurezza a Viterbo: la Lega detta le linee. Maggioranza, compatta, approva.
Sicurezza a Viterbo: la Lega detta le linee. Maggioranza, compatta, approva.

Sicurezza a Viterbo: la Lega detta le linee. Maggioranza, compatta, approva.

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Viterbo – Consiglio straordinario sulla sicurezza. A richiederlo è stata la Lega che ha portato  un proprio ordine del giorno con delle iniziative da mettere in atto. Viterbo, purtroppo, negli ultimi mesi è stata spesso sulle cronache nazionali per drammatici eventi, culminati con l’omicidio di via San Luca di un noto commerciante. Un gesto efferato che si innesca in un sottobosco di episodi, a volte denunciati altre no: furti, scippi, droga, vandalismo. Viterbo non è più quella di prima. “La gente ha paura”, dice Vittorio Galati (Lega), in consiglio comunale, replicando all’opposizione che dice di vedere nella tematica della sicurezza, toni propagandistici, e, punta, quindi, su una cultura della legalità e misure sociali da promuovere e diffondere tra la popolazione. Argomento su cui anche la Lega concorda, ma nel breve termine richiede “rimedi” più immediati: “L’istituzione di una postazione mobile interforze nei quartieri ritenuti maggiormente a rischio, ricorrere, d’accordo con il Prefetto, alle associazioni d’arma  per creare un organismo di osservatori volontari, non armati, dotati di apparecchiature radio, che possano collaborare, facendo un’attività di informazione, con le forze di Polizia”, qualcuno dai banchi dell’opposizione di centrosinistra grida “ronde”, manifestando disappunto. La Lega non batte ciglio e chiede anche l’incremento delle telecamere di sorveglianza, e la contestuale adozione di un protocollo di intesa ministeriale che preveda il collegamento radio con le centrali operative delle  forze dell’ordine, ma anche con i sistemi di sorveglianza dei privati”. C’è poi la richiesta di assumere “ulteriori unità di polizia a tempo determinato per un maggiore presidio delle vie del centro storico, maggiormente interessate dalla frequentazione notturna, al fine di garantire la tutela dei residenti e fungere da deterrente a schiamazzi e problemi di ordine pubblico”. Dai banchi dell’opposizione replica Ricci (Pd): “Non possiamo mettere un carabiniere per ogni famiglia – dice -, ma possiamo tenere pulita la città, lavorare sulla riqualificazione e il decoro urbano, affinché non si creino sacche di degrado”. Per Erbetti (M5S): “Avete chiesto un consiglio straordinario sulla sicurezza, ma avete portato solo fuffa”. Lina delle Monache (Impegno Comune), invece, si dichiara concorde all’istituzione  del poliziotto di quartiere e al ricorso alle associazioni d’arma. Chiara Frontini, (Viterbo 2020) invece, punta su altro: “La sicurezza dei cittadini non aumenta con l’aumento dei controlli – dice – ma ci sono anche misure di natura sociale. La soluzione non può essere solo telecamere e presidi”. Serra (Pd), da parte sua, mette in evidenza che: “Gli episodi criminosi sono correlati allo stato di degrado delle zone,  per esempio la macanza di illuminazione può favorirli. E, facciamo attenzione, spesso l’italiano che grida allo straniero è colui che affitta le case in nero agli extracomunitari”. L’ordine del giorno della Lega viene approvato  maggioranza. L’opposizione aveva chiesto di redigere una proposta condivisa: dal dibattito in aula, non si comprende proprio come ciò sarebbe potuto avvenire. Tra la visione di sicurezza della Lega, e quella delle forze di opposizione, la distanza è siderale. Il Carrocco ha quindi mantenuto le sue posizioni, recependo solo l’emendamento di Fratelli d’Italia circa l’opportunità di valutare l’istituzione di un manager della sicurezza.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.