Violenza sessuale su due bambine, Salvini: “Pakistano aveva ottenuto il soggiorno dichiarandosi gay. Ora espulsione”.
Roma – “Ha ottenuto la protezione dichiarando di essere omosessuale, ma questa mattina è stato arrestato per violenza sessuale su due ragazzine di nemmeno 14 anni”. Il capo del viminale, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, interviene con una nota ufficiale sulla vicenda del pakistano finito in manette con l’accusa della presunta violenza sessuale ai danni di due bambine di 11 e 13 anni. “È regolare sul territorio nazionale per decisione del tribunale di Firenze – prosegue la nota -. L’ordinanza a favore del pakistano è del 5 aprile 2017: nel primo semestre di quell’anno il tribunale toscano aveva accolto l’87,5% dei ricorsi di chi non vuole lasciare l’Italia”.
“È il tribunale – ricorda il Viminale – in cui, ad agosto 2017, è stata istituita la sezione specializzata sull’immigrazione presieduta dalla dottoressa Luciana Breggia, relatrice della sentenza che ha escluso il Viminale dal giudizio sull’iscrizione anagrafica di un immigrato. La dottoressa Breggia è il magistrato che ha partecipato a dibattiti con le Ong, ha presentato un libro contro i respingimenti e i porti chiusi e in un dibattito sul tema “Migranti alla frontiera dei diritti. Una questione storica-giuridica-culturale” dell’8 aprile 2019 ha sostenuto che nessuno è clandestino sulla terra. La commissione territoriale – prosegue la nota – aveva respinto la richiesta di asilo del pakistano, ma l’immigrato aveva fatto ricorso. Tenuto conto della gravità dei fatti, grazie al Decreto Sicurezza – sottolinea il Viminale – verrà richiesta alla Commissione Nazionale la revoca del permesso che comunque scade il 24 luglio 2019. Fatte salve le esigenze cautelari, il pakistano potrà essere espulso”.