Home Cronaca Santa Barbara, sfilano i mini facchini, Terzoli: “Siate fieri e orgogliosi di essere facchini”.
Santa Barbara, sfilano i mini facchini, Terzoli: “Siate fieri e orgogliosi di essere facchini”.

Santa Barbara, sfilano i mini facchini, Terzoli: “Siate fieri e orgogliosi di essere facchini”.

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Viterbo – “Camminate a testa alta, siate fieri e orgogliosi di essere facchini“. Il capo facchino di Santa Barbara, Diego Terzoli, ci tiene che il concetto sia scolpito bene in testa dei suoi mini facchini. Capire questo, significa comprendere il senso della divisa bianca con la fascia rossa che si indossa. E non si è mai troppo piccoli per capirlo. Anzi, se c’è una particolarità che merita di essere menzionata, insieme a molte altre che danno il volto alla  tradizione di  Santa Rosa è proprio che essa inizia ad affondare le sue radici già nei bambini, nei mini facchini, appunto, e lo fa con la stessa forza con cui si radica nello spirito e nella mente degli adulti, molti dei quali, il seme di quella Rosa lo portano già nel cuore da piccoli, proprio sotto le mini macchine. E così oggi l’onda gioiosa dei fazzoletti bianchi e della fascia rossa ha marciato per le vie del quartiere Santa Barbara. “Gli iscritti crescono”, dice don Claudio, parroco che supervisiona la preparazione anche “spirituale” dei piccoli cavalieri di Rosa. Da quest’anno Santa Barbara ha anche un corteo storico proprio in costumi d’epoca medioevale. “Ha sfilato qualche giorno fa – dice don Claudio – Hanno partecipato 80 persone. Hanno lavorato molto per fare i costumi. Dal prossimo anno sfileranno insieme ai mini facchini“. E sono sempre di più anche le persone che scendono in strada e che si affacciano alle finestre del quartiere ad acclamare i piccoli facchini. Lungo il percorso anche le mamme di molti di loro si sono organizzate e fanno trovare dei tavoli imbanditi con leccornie di tutti i tipi. I bambini e i ragazzi che sfilano li guardano con occhi affamati, ma aspettano il segnale per rifocillarsi, durante la sosta. Si controlla che i mini facchini non mangino troppo, visto la serata impegnativa che li attende, ma qualcuno dei più piccoli sgattaiola via verso i tavoli e fa il pieno di dolcetti su un piattino, finché non viene fermato da uno dello staff che gli sventola il dito a pochi centimetri dal naso per poi girarlo in un punto più lontano: lì c’è “Miracolo di Fede” che attende che il suo motore umano si allinei sotto di essa.  C’è tempo per festeggiare. Ora è il momento del raccoglimento e della concentrazione. I mini facchini ritornano tutti allineati e ripartono per completare la marcia lungo il quartiere. “Sinistro, sinistro, sinistro”, dà il tempo il capo facchino.  Mentre si approssimano  al ritiro, sentono che il momento del “sollevate e fermi” si avvicina e il piede viene battuto con più forza sulla strada asfaltata. Sembra di sentire il cuore del quartiere che pulsa con loro. Il sole sull’orizzonte inizia a scendere. Ancora qualche ora e al suo posto sorgerà  la prima delle lunghe notte di Rosa, con la mini macchina di Santa Barbara, Miracolo di Fede, di Luca di Prospero, che apre questo trasporto 2019.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.