Viterbo – Con la riforma partorita dal ministro della Giustizia, ora i processi “dureranno all’infinito“. “Altro che certezza della pena, qui non c’è più nemmeno la certezza del processo“. “Lo Stato Italiano sta commettendo un errore gravissimo con l’abolizione della prescrizione“.
Gli avvocati sono sul piede di guerra contro la nuova disciplina in vigore da gennaio 2020 sulla sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado. In sostanza si realizza l’abolizione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado. La prescrizione non potrà più maturare nei giudizi di appello e di cassazione, producendo il rischio di un allungamento incontrollato della durata dei processi. E così con delibera del 30 settembre scorso l‘Unione delle camere penali ha proclamato l’astensione degli avvocati dai processi dal 21 al 25 ottobre 2019. “Ci dobbiamo difendere da una norma ingiusta che mina i diritti fondamentali di ogni persona – ha detto l’avvocato Marco Prosperoni, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Viterbo ieri in conferenza stampa – Tutti devono avere un processo giusto e in tempi certi. Siamo passati dal ‘fine pena mai’ al ‘fine processo mai’. Concetti sovrapponibili, ma mentre il primo riguardava i reati più efferati, il secondo finirà per colpire ogni persona, innocente o colpevole, che sia sottoposta a un procedimento penale. Abolire la prescrizione è un errore gravissimo che lo Stato italiano sta compiendo a danno dei suoi cittadini. Voglio fare tre riflessioni: non è vero che la prescrizione è un trucco a vantaggio dei colpevoli. È solo uno slogan. La prescrizione è un diritto di ogni cittadino. Di ogni essere umano. Non è un’invenzione degli avvocati, è presente nella Costituzione e in ogni altra carta a tutela dei diritti umani. La seconda riflessione è che non è vero che questa modifica accelererà o processi. La presenza delle prescrizione, al contrario, spinge a stringere i tempi. Se sarà abolita, questo stimolo verrà a mancare, e ogni processo, dal più piccolo al più grande, rischierà di durare all’infinito. La richiesta di giustizia deve avere una risposta rapida”. Gli fa eco il presidente della Camera Penale “E.Mangani Camilli” l’avvocato Roberto Alabiso: “L’analisi condotta da Eurispes su 13.500 processi penali dice che il 63% di essi subisce rinvii per errori nelle notifiche e incompletezza del fascicolo. La totalità degli avvocati si è resa conto e vuole dimostrare ai cittadini il gravissimo atto che si sta perpetrando a danno di tutti. È un ulteriore passo indietro rispetto alla richiesta della certezza della pena. Oggi non c’è più nemmeno la certezza del processo. Pensiamo alle ricadute pratiche: per partecipare ad appalti pubblici e concorsi occorre produrre un certificato che testimoni l’assenza di carichi pendenti. Se un processo durerà 25 anni, pensate a quanti verranno tagliati fuori dalla vita economica del Paese. Ci dobbiamo battere contro questa legge anche con iniziative clamorose. Battaglie soprattutto di informazione. Da gennaio 2020 finisce il diritto”. Sulla stessa linea l’avvocato Luigi Sini, delegato per il distretto Lazio dell’Organismo Congressuale Forense: “Dietro qualsiasi riforma ci sono le persone – dice – L’abrogazione della prescrizione è un atto sciagurato che va contro i principi che questa legge avrebbe voluto esprimere e cioè velocizzare i processi. Dietro la giustizia – prosegue Sini – ci sono le persone, non parliamo di mercati o finanza, dove dominano i calcoli. La propaganda non porta a niente. Il popolo voleva il sangue nell’arena nell’antica Roma, oggi lo vuole nei processi. Se la ratio dietro la legge è solo quella di punire, non siamo d’accordo. Viviamo fianco a fianco con i nostri clienti e conosciamo le loro sofferenze”. Interviene anche l’Aiga, Associazione Italiana Giovani Avvocati, sezione di Viterbo con il presidente, l’avvocato Angelo Poli: “Siamo di fronte a una deriva populista e forcaiola lontana anni luce dai principi costituzionali che ci hanno garantito i nostri antenati, pagando con la loro vita . Sembra di essere tornati agli anni in cui le spinte forcaiole inneggiavano alla pena di morte, in spregio al sangue versato dai nostri padri per la conquista dei diritti fondamentali dell’uomo. L’Aiga chiede la modifica ordinata e completa dei codici e non interventi fatti solo alla luce di mere campagne elettorali”, conclude Poli. “Non è una battaglia degli avvocati, ma per i cittadini – aggiunge Rosita Ponticiello, presidente della Camera Civile di Viterbo – Ci saranno effetti evidenti anche nel campo civilistico. I processi devono avere tempi certi”. Conclude Elisa Tosini, presidente dell’ Aiaf Lazio, associazione Italiana Avvocati per la Famiglia e Minori sezione Viterbo: “Questa norma – dice – avrà effetti gravissimi e lesivi anche in materia di famiglia, perché significa esporla al rischio gravissimo di perdurare del conflitto. Esso non si andrebbe ad attenuare con il tempo, ma persisterà per tutta la durata del procedimento. È necessario rimettere questa riforma nei giusti binari”.
Tiziana Mancinelli
mancinelli@gmail.com
Di seguito la nota stampa ufficiale
Il consiglio dell’Ordine del Avvocati di Viterbo con delibera del 14 ottobre 2019 ha inteso esprimere la ferma contrarietà alle modifiche apportate alla disciplina dell’istituito della prescrizione con Legge 9 gennaio 2019, n.3. in supporto alle iniziative della Camera Penale “Ettore Magnani Camilli” di Viterbo iscritta all’Unione Nazionale Camere Penali, nonché dell’Organismo Congressuale Forense.
Detta estemporanea modifica, non inserita in un più ampio ed organico disegno di potenziamento delle risorse economiche ed umane disponibili per l’amministrazione della giustizia, appare inutile e dannosa rispetto al fine dichiarato e auspicato da tutti gli operatori della giustizia: ossia una giusta, corretta e legittima decisione definitiva in ordine alla responsabilità penale di un individuo.
Piuttosto la riforma risulta lesiva del diritto costituzionalmente garantito alla ragionevole durata del processo, diritto espressamente sancito dall’art. 111 della Costituzione, in base al quale l’imputato non può rimanere tale a tempo indeterminato. In nessun modo, peraltro, viene tutelato e garantito il diritto sia degli imputati, sia delle persone offese, stante la concreta possibilità che un procedimento penale possa dilatarsi a tempo sostanzialmente indeterminato, mortificando così i principi fondamentali contenuti oltre che nella Carta Costituzionale anche in disposizioni di sovranazionali come nel Patto Internazionale sui Diritti civili e politici (art. 14), nella Carta dei diritti dell’Unione Europea (art. 47), sino alla Convenzione Europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (art. 6). All’iniziativa aderiscono e partecipano l’Organismo Congressula Forense , la Camera Civile, l’Associazione Italiana Giovani Avvocati e l’Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i Minori. Al fine di manifestare il proprio aperto e fermo dissenso rispetto a detto intervento normativo, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Viterbo ha, dunque, aderito all’astensione dalle udienze penali proclamata dall’Unione Camere Penali dal 21 al 25 ottobre 2019 e a quella da tutte le udienze e dalla Giurisdizione proclamata dall’Organismo congressuale forense per il giorno 25 ottobre 2019.