Viterbo – Una storia visibile, un’altra un po’ meno. La fontana del Sepale, che più comunemente dà il nome a piazza Fontana Grande, è una delle testimonianze storiche viterbesi più importanti e maestose. Tutto ciò, però, non le è valsa una tutela particolare. La monumentale fontana, come tutte le altre, continua ad essere esposta alle barbare abitudini di chi tiene poco conto della storia e del pregio artistico, arrivando anche a parcheggiare fin sopra i gradini con le proprie auto. Scene, purtroppo, viste più volte nel centro storico, e che hanno anche sollevato un dibattito circa la necessità di salvaguardare le fontane in qualche modo. Ma a parte il divieto di comportamenti dannosi, soluzioni più incisive non se ne sono ancora viste. Arriva, invece, stamattina l’intervento di recupero del danno causato proprio alla fontana del Sepale la notte dell’8 settembre 2018 da un’auto che salì sui gradini staccando un pezzo di peperino. Una parte del restauro è già stata effettuata, si passerà, quindi, alla stuccatura delle gradinate e dell’esterno della vasca. L’amministrazione comunale spenderà 3.825 euro. La fontana del Sepale è stata oggetto di molti studi da parte di esperti e appassionati. Uno, recente, la vede al centro di un’interessante lettura che ne rivela il simbolismo nascosto e la dimensione esoterica di un’opera realizzata in un’epoca in cui era una regola affidare alle proprie realizzazioni un messaggio ermetico, immortale, a beneficio delle generazioni presenti e future. (Leggi l’articolo “La Rosa e la Croce, esoterismo della fontana di Piazza Fontana Grande).