Viterbo – “Mai con Nocchi, mai con il PD, mai con Panunzi”. Lo dichiara il consigliere provinciale uscente, Gianluca Grancini, candidato anche alle prossime elezioni provinciali, durante la presentazione della lista di Fratelli d’Italia: Tuscia Tricolore. I meloniani non sono confluiti nel listone formato da Lega, Forza Italia e Fondazione. Ma lo schema del centrodestra è comunque unitario. “Andiamo divisi per colpire uniti“, dice Massimo Giampieri, portavoce provinciale. La decisione di Fratelli d’Italia di presentarsi con una sua lista è molto più banale e semplice delle macchinazioni circolate in questi giorni per cui i meloniani sarebbero andati da soli per dare il sostegno a Nocchi. Ipotesi che Fratelli d’Italia esclude con forza, e approfitta della presentazione della lista per ribadirlo. “Come possiamo dare il sostegno a Nocchi se finora lo abbiamo combattuto con ogni mezzo in consiglio provinciale?”, commenta Grancini. “Anche dopo le elezioni – riprende – lo scontro sarà totale. Smonteremo tutto quello che hanno fatto e che stanno cercando di fare in questo scorcio di consiliatura”. In proposito è argomento del giorno il bilancio 2020-2023 che il presidente Nocchi vorrebbe approvare prima delle elezioni dl 15 dicembre che potrebbero consegnare il consiglio provinciale al centrodestra. “L’atto peggiore che stanno cercando di portare a compimento è questo”, dice Grancini. Della questione è già stato investito il prefetto di Viterbo.
“Secondo noi il bilancio non può essere fatto – continua Grancini – Lo abbiamo fatto presente a prefetto e segretario. Il 29 novembre ho ricevuto la mail avente per oggetto l’approvazione del bilancio. Siccome non può essere discusso prima di 15 giorni, si arriva al 14 dicembre, il 15 dicembre si vota, il primo giorno utile per l’approvazione del bilancio è il 16 dello stesso mese. Secondo noi non ci sono i tempi per votare il documento”. Grancini, poi, emana una dura condanna sull’operato della coalizione di centrosinistra a Palazzo Gentili, guidata in questi anni da Nocchi. “Non hanno fatto niente”, dice, “A parte le cose che interessavano al presidente ombra. In questo bilancio prevedono 400 mila euro per le strade. Ci sono 220 ponti nella Provincia, ma loro riescono ad attenzionarne non più di 7. Con il nuovo bilancio pensano anche di assumere 12 persone, tra cui il dirigente finanziario. Le stanno provando tutte. È vero che Pietro Nocchi può governare anche a colpi di decreti presidenziali – continua Grancini -. Ma lo voglio vedere ad assumersi in solitaria la gestione dell’ente con il consiglio provinciale contro, e i sindaci del territorio molti dei quali passati al centrodestra. Tutti noi ci auguriamo che abbia un po’ di pudore e rassegni le sue dimissioni”. Giampieri, da parte sua, spiega i motivi della presentazione di una lista da soli e non insieme agli alleati. “Gli spazi erano limitati – dice -. In una lista di 12 posti, 5 dei quali riservati alle donne per le quote rosa, non riuscivamo a garantire un’adeguata rappresentanza al territorio. Andando tutti insieme, avremmo potuto mettere in lista solo 4 candidati. Confrontandoci con il territorio abbiamo, quindi, deciso di mettere in piedi una lista autonoma. Puntiamo ad avere tre candidati eletti”. Anche Giampieri lancia strali sugli attuali inquilini di maggioranza a Palazzo Gentili: il Pd. “Stanno facendo delle cose vergognose per blindare Nocchi due anni. Come il governo che non ha consenso, ma vuole governare“.
Lista Tuscia Tricolore
Gianluca Grancini (Viterbo),
Cecilia Paolucci (consigliera di Castel Sant’Elia),
Leopoldo Liberati (vicesindaco di Tuscania),
Alberigo Boccolini (Monterosi),
Roberto Camilli (vicesindaco di Soriano nel Cimino),
Sandro Leonardi (Montefiascone),
Simona Fabi (San Lorenzo nuovo),
Claudia Mercuri (Sutri),
Alessandro Pontuale (Caprarola),
Tatiana De Masi (Monterosi),
Pietro Maria Ferri (Civitella d’Agliano),
Simonetta Coletta (Civita Castellana).