Shoah in commissione, Galati (Lega): “E le Foibe? I morti non sono di serie A e B”.
Viterbo – Sembrava un giorno come un altro. Una seduta piatta. La richiesta della cittadinanza onoraria per Liliana Segre, la discussione di due regolamenti: il primo per la costituzione, gestione e sviluppo di relazioni internazionali con città, comunità e territori, il secondo per l’Arte di strada, entrambi non discussi per assenza dei presentatori, rispettivamente Andrea Micci (Lega) e Sergio Insogna (Fondazione). E, invece, la prima commissione qualche effervescenza l’ha dispensata. Pochi in sala. Sufficienti, però, per aprire un veloce rimpallo su Shoah e Foibe. Dai toni pacati. Quasi impercettibili. Inizia tutto con la “scoperta” che lo statuto comunale vieta di conferire la cittadinanza onoraria a qualcuno che non ha legami con la città di Viterbo, quindi nemmeno a Liliana Segre, per quanto l’iniziativa possa essere lodevole. Tutti votano comunque sì al conferimento con l’impegno a “modificare” lo statuto comunale. Nel frattempo Luisa Ciambella (Pd) chiede di aggiungere un altro punto: “Istituzionalizzare campagne di sensibilizzazione nelle scuole sui diritti umani, contro ogni forma di discriminazione”, e, in particolare, visto che si parla di Segre, sulla storia della Shoah. In un primo momento sui banchi dei consiglieri di maggioranza non accade nulla. Poi ad Antonio Scarrozzi (FdI) si accende una lampadina: “E perché le foibe no?“. Dai banchi dell’opposizione di centrosinistra/civica annuiscono tiepidi. E rilanciano: “Togliamo tutte e due. Restiamo sul generico, parlando di discriminazione senza specificare“, è la proposta di Lina delle Monache. Dall’altro lato, sui banchi della maggioranza, un’altra lampadina si accende. “Mettiamo anche le Foibe – insiste Vittorio Galati che sottolinea – “Non ci possono essere morti di serie A e morti di Serie B”. Alla fine l’emendamento passa citando accanto ai fenomeni di discriminazione, violenza e intolleranza sia la Shoah sia le Foibe.