Home Cronaca Loggia papale: “Un malato grave”. Il vescovo: “C’è bisogno di tutti per salvarla”.
Loggia papale: “Un malato grave”. Il vescovo: “C’è bisogno di tutti per salvarla”.

Loggia papale: “Un malato grave”. Il vescovo: “C’è bisogno di tutti per salvarla”.

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Viterbo – La magnifica loggia di Palazzo Papale, simbolo di Viterbo, è oramai un “malato grave”. Lancia l’allarme addirittura il vescovo Lino Fumagalli in persona durante un incontro presso il Cedido. A dire la verità, la magnifica architettura che impreziosisce piazza San Lorenzo ha sempre dato problemi di stabilità e conservazione anche nel lontano passato. La sua particolare fattura, con colonnine sottilissime che sorreggono una pesante architrave, nel tempo ha spesso accusato erosione, fessurazioni, cedimenti. Tanto che la loggia, in origine, presentava due facciate, una su piazza San Lorenzo, l’altra su Valle Faul, quest’ultima definitivamente scomparsa. E ora che si parla di restauro, perché non lanciare un sogno: ripristinare anche l’odine di colonnine che si affacciava su Valle Faul? A causare il grave stato della loggia papale anche ai nostri giorni, denunciato oggi dal vescovo  e da massimi esperti del settore, ci sono innanzitutto le condizioni atmosferiche. Il sole cocente che determina dilatamenti del peperino, poi battuto dal freddo. Alternanze termiche che determinano delle fessurazioni nella pietra. Anche la pioggia fa la sua parte. C‘è poi la particolare esposizione della loggia da un lato rivolta a nord e dall’altro a sud, esposta a forti venti, che dà il colpo di grazia all’elegante arcata formata da colonne binate. Insomma, se la loggia papale, a occhio nudo ci pare meravigliosa, a un’osservazione più attenta, portata al minimo dettaglio, come hanno fatto gli esperti in questo periodo, appare in tutto il suo stato di degrado. Durante l’incontro sono state proiettate le foto di vistose aperture nelle colonnine, elementi architettonici in fase di erosione. Tutti i presenti all’incontro presso il Cedido hanno concordato nel definire la loggia papale: “Un malato grave”. Un pezzo di storia di impareggiabile bellezza e dal fortissimo senso identitario per la città che rischia di scomparire. Per sempre. Da qui l’appello lanciato dal vescovo: “Le difficoltà  economiche sono davanti agli occhi di tutti – ha detto -. La sovrintendenza dice sempre “avremmo il desiderio di...”, poi, però, il desiderio viene ridimensionato dalle disponibilità finanziarie che sono quello che sono. Abbiamo bisogno della collaborazione di tutti i soggetti, pubblici e privati per la conservazione di questo  patrimonio. Lo dobbiamo tutelare e salvaguardare con grande senso di responsabilità, consapevoli di ciò che rappresenta per la nostra storia. Stiamo attenzionando molte situazioni ed opere, con una certa fatica. La nostra diocesi nel Lazio è forse quella con più cantieri aperti. L’8% per mille ci permette di fare molte cose, ma copre solo il 70%”. Per la loggia c’è bisogno di tutti. L’intervento stimato è “dai 300 mila euro in su”, informa il vescovo. La questione ora è ufficialmente aperta. La loggia, tratto “somatico” tra i più caratterizzanti della città di Viterbo, come è già accaduto in passato, anche oggi  ha di nuovo bisogno di aiuto. 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.