Home Attualità Ciambella: “La loggia papale non si salva con l’ego e il protagonismo di qualcuno”.
Ciambella: “La loggia papale non si salva con l’ego e il protagonismo di qualcuno”.

Ciambella: “La loggia papale non si salva con l’ego e il protagonismo di qualcuno”.

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Viterbo – “Nessuno mi ha chiesto di firmare la nota stampa. Lo avrei valutato. Non devo giustificarmi dell’assenza in consiglio comunale al momento della votazione dell’emendamento che stanziava 25 mila euro per il recupero della loggia papale. Sono tra i più presenti, ma a volte, anche a me, capita di avere impegni personali”. Luisa Ciambella (Pd) spiega perché la sua firma non compare in calce al comunicato stampa che ha lanciato una dura critica nei confronti di Giovanni Arena per non essere intervenuto all’incontro organizzato dalla curia per relazionare sullo stato della loggia papale, e verso Chiara Frontini, al contrario, per avere partecipato, per una comparsata, dopo che il suo gruppo è uscito dal consiglio comunale sull’emendamento di 25 mila euro a favore della loggia presentato dal resto dell’opposizione.

“Avrei votato l’emendamento per solidarietà di gruppo – dice Ciambella – e perché sarebbe stato utile a dimostrare ancora una volta tutta l’inadeguatezza di questa maggioranza, che è il nulla assoluto. A parte questo, va detto, però, che non mi sembra questo emendamento un intervento risolutivo. Lo dico anche da ex assessore al bilancio: per mettere i soldi dei contribuenti viterbesi su un bene non di proprietà del Comune, bisogna seguire determinate procedure. Non si può fare in modo così semplicistico. Occorre un progetto e una giustificazione. Che non può essere solo quella, seppur importante, della salvaguardia e del recupero della loggia papale. Necessaria è anche la presenza di una convenzione. Un emendamento del genere, pertanto, non mi sembra di certo l’uovo di colombo.  Piuttosto rischia di apparire come lo strumento a servizio del protagonismo di qualcuno che, evidentemente, doveva essere assecondato. Il progetto di recupero della loggia papale è un lavoro complesso che va oltre l’iniziativa individuale. Si colloca su un piano di interlocuzione tra diverse istituzioni e necessita di una visione inevitabilmente più ampia. La via maestra è, dunque, un’altra: aprire un dialogo con il ministero e la sovrintendenza. La politica, ora, deve dimostrare di avere questa forza e questa credibilità, di chiedere e ottenere aiuto presso il ministero. In caso contrario rischiamo di fare la solita sagra paesana. Ma Viterbo è un comune capoluogo. E la loggia papale è un bene inestimabile. È la storia della città. L’approccio alla problematica non può ridursi banalmente alla risposta all’ego di qualcuno”.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.