Provincia, è scontro: centrosinistra accelera sul bilancio, il centrodestra insorge: “Non ci sono i termini”.
Viterbo – Scontro in Provincia sull’approvazione del bilancio. Muro contro muro tra centrodestra e centrosinistra sulla procedura seguita per la discussione del documento di programmazione economico – finanziaria. Secondo Romoli (FI) e Grancini (FdI) non ci sarebbero i termini per approvarlo prima delle elezioni provinciali del 15 dicembre che porteranno a Palazzo Gentili una nuova maggioranza, che, visti i numeri, molto probabilmente non sarà più di centrosinistra come quella che sostiene il presidente Pietro Nocchi che, al contrario, resterà in carica altri due anni, seppur con un altro consiglio, anche di diverso colore. Lettura diversa, sul rispetto dei termini, quella fornita stamattina in apertura di consiglio dal segretario generale. Tutto ruota sull’invio delle mail con cui è stato comunicato ai consiglieri provinciali l’avvenuto deposito degli atti di bilancio, in modo tale da dare loro la possibilità di visionarlo ed arrivare in consiglio provinciale con adeguata conoscenza della pratica. Secondo Grancini (FdI) e Romoli (FI) le mail sono arrivate solo il 29 novembre all’indirizzo di posta elettronica dei consiglieri provinciali di minoranza. “Il regolamento di contabilità – dichiara Romoli – prevede un limite minimo di 15 giorni concessi ai consiglieri per prendere atto dei documenti. Abbiamo ricevuto comunicazione del deposito degli atti solo il 29 novembre. Il primo giorno utile per la discussione di bilancio è il 15 dicembre. Per quale motivo avete deciso di convocare il consiglio provinciale oggi per la discussione?“. Ma il segretario ha un asso nella manica: “Il 12 novembre è stato depositato un avviso, come avvenuto lo scorso anno. Dalle verifiche effettuate, abbiamo in effetti riscontrato che queste comunicazioni ai consiglieri provinciali non c’erano state. C’è stato il deposito sul sito istituzionale dell’ente. Ma il 22 novembre sono stati avvisati tutti i sindaci del deposito degli atti. E tra i sindaci c’era anche Alessandro Romoli, che è anche il capogruppo dei consiglieri provinciali di minoranza. Abbiamo preso come punto di riferimento questa data e, pertanto, abbiamo posticipato il consiglio provinciale dal 3 dicembre al 6. Mi pare che i termini ci siano”. Ma la minoranza non concorda. “Io che non sono sindaco, non ho ricevuto alcuna comunicazione”, dice Grancini. La discussione si avvita su se stessa. “Inutile cercare di convincerli del contrario”, dice Eugenio Stelliferi (Pd). “Prendiamo atto della posizione della minoranza e andiamo avanti“. Stessa linea Lina Novelli (Pd): “Andiamo avanti, diamo gambe a questo ente per dare risposte ai cittadini”. Più perentorio Maurizio Palozzi (Pd): “Di qualunque colore sia la prossima maggioranza, la legge Delrio dà al presidente Nocchi (Pd), la possibilità di andare avanti e governare anche da solo. Noi lo sosterremo sempre, di qua o di là”, cioè in maggioranza o in opposizione”. Nel frattempo circola la notizia che dalla Prefettura sia arrivata una lettera sulla richiesta di un parere di regolarità della procedura seguita, inoltrata dai consiglieri di minoranza. La discussione del bilancio comincia. A inizio seduta l’appello del presidente Nocchi: “Lo dobbiamo approvare, perché questo significa dare alla macchina amministrativa uno strumento necessario per realizzare opere che i territori attendono. Cito, ad esempio, il ponte dell’Abadia”. “Non si comprende, però, come tutta questa fretta l’abbiate solo quest’anno – è la replica della minoranza – negli anni scorsi avete approvato il bilancio una volta ad aprile e un’altra a giugno. Non sarà che state accelerando i tempi perché tra dieci giorni temete di non avere più la maggioranza?“. Dall’altra parte dei banchi, sulla parte del centrosinistra, attuale maggioranza, il consigliere Carlo Postiglioni alza le mani, come a dire, se la legge ce lo consente, lo facciamo.