Reddito di cittadinanza anche agli extracomunitari: in arrivo card e arretrati.
Roma – De-salvinizzata anche la misura del reddito di cittadinanza, fortemente voluta dal Movimento Cinque Stelle, e decisamente emendata dalla Lega, quando era al governo con i grillini. Ma ora che il Carroccio è all’opposizione, e al suo posto è subentrato il Pd al governo, vale a dire un altro universo ideologico, anche i Cinque Stelle, su alcune cose, si preparano a cambiare pelle. Ed ecco una delle prime giravolte da destra a sinistra: il reddito di cittadinanza agli stranieri. In proposito era previsto l’obbligo di essere residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in via continuativa. Pertanto il reddito, almeno sulla carta, era destinato anche ai cittadini di stati extra UE. Di fatto, però, non riuscivano a percepirlo per un emendamento della Lega, appunto, che richiedeva “una certificazione dell’autorità estera competente, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare italiana” sul possesso dei requisiti reddituali e patrimoniali. Lo stesso emendamento derogava dall’obbligo i rifugiati politici e i cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea nei quali è oggettivamente impossibile acquisire le certificazioni. La norma, inoltre, rimandava a un apposito decreto interministeriale che avrebbe dovuto chiarire tutta la questione. Nel frattempo, così, l’Inps aveva sospeso l’istruttoria di tutte le domande presentate da cittadini di Stati extra-Ue che, pertanto, finora non hanno percepito un soldo. Con il decreto 21 ottobre 2019 il ministero del Lavoro ha reso noto l’elenco di 19 Stati i cui cittadini sono tenuti a produrre la certificazione richiesta. Si tratta di: Regno del Bhutan; Repubblica di Corea; Repubblica di Figi; Giappone; Regione amministrativa speciale di Hong Kong della Repubblica popolare cinese; Islanda; Repubblica del Kosovo; Repubblica del Kirghizistan; Stato del Kuwait; Malaysia; Nuova Zelanda; Qatar; Repubblica del Ruanda; Repubblica di San Marino; Santa Lucia; Repubblica di Singapore; Confederazione svizzera; Taiwan; Regno di Tonga. I cittadini di questi stati dovranno presentare la certificazione sul possesso di requisiti reddituali e patrimoniali necessari, mentre quelli appartenenti ad altri Paesi non sono tenuti ad alcuna certificazione. Vista la nuova normativa, l’Inps ha comunicato le modalità di erogazione del reddito di cittadinanza agli extracomunitari che ora potranno accedere al beneficio. Chi ha presentato domanda dopo il 1° aprile avrà a breve la rdc card e la prima “ricarica”. Non solo: l’ente previdenziale ha anche disposto, “previa verifica della permanenza dei requisiti” il pagamento “delle eventuali mensilità arretrate maturate”. Chi invece ha presentato domanda prima del 1° aprile (ovvero a marzo), per ottenere il beneficio (e gli arretrati) dovrà prima effettuare una integrazione delle dichiarazioni di responsabilità. I richiedenti interessati, spiega l’Inps, riceveranno, un sms/e-mail con il quale verranno invitati a produrre la certificazione integrativa presso le Strutture territoriali dell’Istituto.
Sulla comunicazione Inps 4516 si legge: “Le domande presentate da aprile 2019 dai cittadini extracomunitari degli Stati o territori non inclusi nell’allegato al decreto interministeriale in parola, per le quali è già stata effettuata l’istruttoria per la verifica dei requisiti normativamente previsti per l’accesso al beneficio, saranno disposti il rilascio della carta Rdc e il contestuale invio della prima disposizione di pagamento a Poste Italiane S.p.A. Previa verifica della permanenza dei requisiti, si provvederà al successivo invio – con cadenza quindicinale – delle eventuali mensilità arretrate maturate”.