Senato, Conte si dimette. Salvini: “Non rispondo a Merkel e Macron”. Seduta in tempo reale.
Ore 20.10 – Giuseppe Conte – Non rinnego nulla di quello che abbiamo fatto. Mi assumo tutte le responsabilità. Quando parliamo di politica del governo in fatto di immigrazione, sin dal mio primo incontro al consiglio europeo nel giugno 2018 ho portato una piattaforma articolata di obiettivi. Sull’immigrazione questo governo ha avuto la capacità di affrontarla: dalla cooperazione con i paesi in cui si originano i traffici, con quelli dove transitano. E sostengo che accoglienza indiscriminata, equivale a non accogliere. Non ho nessuna questione personale con la Lega, tantomeno con Salvini. Spesso mi sono fermato con lui a fare una chiacchierata e a comunicargli il mio dissenso su delle questioni. Il governo del cambiamento altro non è che la strada della buona politica.
Ore 20,06 – Stefano Patuanelli (M5) – Grazie presidente Conte perché è riuscito a strappare a dei tweet e alle spiagge la crisi parlamentare e l’ha portata nelle aule, dove si affrontano temi anche com questi. Lei, Conte, ha citato spesso la necessità di leale collaborazione. In questi mesi ho cercato di fare mie queste parole. C’è stata tra i gruppi parlamentari e per questo ringrazio la Lega per il lavoro svolto in questi 14 mesi. Avete fatto una legge elettorale insieme al Pd che non ci ha permesso di governare da soli. E abbiamo dimostrato responsabilità.
Ore 19.56 – Andrea Marcucci (PD) – Abbiamo sempre sostenuto una politica diversa da quella portata avanti dal suo governo, presidente Conte. Abbiamo sempre fatto una critica a lei e alla sua maggioranza di agire in maniera scorretta verso il Paese. Avete fatto finta di avere una dialettica molto forte, poi avete sempre votato insieme provvedimenti sbagliati per il nostro Paese. Il vice premier ha fatto qualcosa di gravissimo. Quando è stato chiesto di riferire su un tema specifico, lui si è rifiutato. Io non lo so cosa c’è stato con la Russia, ma doveva riferire in Parlamento.
Ore 19.38 – Paola Taverna (M5S) – Lei, ministro Salvini, è stato al Viminale 10 giorni al mese e ha una media di presenze di 1,29% in Parlamento. Forse era in giro per spiagge e piazze a farsi campagna elettorale a spese dei contribuenti. Forse aveva già programmato tutto da prima. Siamo passati da “Prima gli italiani” a “Prima Salvini“. Mia nonna diceva che quando un politico vuole fare una porcata, la fa a Ferragosto o quando c’è la Nazionale. Quest’ultima non ci dà molte soddisfazioni in questo periodo. Quindi non restava che Ferragosto. Questo, Salvini, era un governo che funzionava. Il cambiamento che lo vuole fare con Berlusconi? Il “No” è arrivato da Salvini. Un no al futuro. Poi il teatrino dell’assurdo, quando ha smentito di aver detto che voleva staccare la spina a Conte. Salvini dice che noi siamo attaccati alla poltrona, ma lui la sua non l’ha ancora lasciata.
Ore 19,20 – Alberto Bagnai (Lega) – L’Italia è andata inesercizio provvisorio 33 volte, la durata media di una legislatura è di 4,3 anni, in 8 anni ci sono state elezioni anticipate. Non siamo nella patologia, ma nella fisiologia presidente Conte. Quel suo anelito verso la trasparenza non c’è stato nel negoziato con l’Europa, fatto con opacità senza il necessario coinvolgimento parlamentare.
Ore 19.12 – Isabella Rauti (FDI) – Non volevamo che nascesse il governo giallo – verde, perché è una coalizione contro natura politica e basata su un contratto. Lo abbiamo ribattezzato governo Frankenstein. Se avevate un guastatore al governo, un pierino, perché avete aspettato 14 mesi per dirlo? I cittadini come le avrebbero espresso la fiducia, presidente Conte, che non è stato eletto? Forse sulla piattaforma che lei tanto contesta? Alleanza Ursula e simili sono solo inciuci e alleanze di poltrone, accrocchi obbrobriosi. Questo Paese merita elezioni. L’ultimo governo eletto è stato quello del presidente Berlusconi, in una democrazia parlamentare si toglie voce ai cittadini per alimentare alchimie di palazzo.
Ore 19.09 – Maurizio Gasparri (FI) – Il Pd come sempre cerca di andare al potere senza passare dal voto, perché di democratico avete solo il nome. Vogliamo andare al voto e bloccare un governo Pd -M5S che sarebbe un incubo per l’Italia.
Ore 17,53 – Gregorio De Falco (Misto) – Salvini non è stato mai contrastato né dal presidente Conte, né tantomeno è stato arginato dal Movimento Cinque Stelle, largamente maggioritario in questo Parlamento, ma incapace di imporre la propria proposta al partner della Lega. Salvini, minoritario, ha sempre dato le carte lui. Il governo Conte va archiviato. Ha lavorato sempre verso la demolizione dello Stato di diritto, sostituendolo con uno stato confusionale. Preludio a uno stato di polizia.
Ore 17.43 – Luigi Zanda (PD) – Brandire i crocefissi quando si fa politica è un atto sacrilego. La frase di Salvini che ha detto: ‘In questo Senato ci sono senatori liberi e altri no”, è grave.Da parte sua, presidente Casellati, mi sarei atteso una reazione. Tutti i senatori che sono qui sono liberi. Secondo lui Salvini i senatori liberi sono quelli della Lega che chiedono il voto domani. Tutti gli altri, secondo lui non sono liberi. Ritengo che questa sia una posizione pericolosa. Vorrei ricordare a Salvini, che chiede elezioni ogni due minuti, che la nostra Costituzione le prevede ogni 5 anni. Quelle che vengono fatte prima, sono decise dal Presidente della Repubblica. I senatori che rispondono alle sue indicazioni (Salvini ndr) non sono liberi. Ritengo che sia una buona notizia quella delle dimissioni di questo governo. Avete fatto un governo sulla base di un contratto è uno sfregio alla nostra Costituzione.
Ore 17.00 – Anna Maria Bernini (FI) – Ma lei Conte in questo anno dove stava? Sulla Luna? Si è lamentato del suo vice premier. Lo ha anche accusato dell’ostensione dei simboli religiosi da parte di Matteo Salvini. Ma quando sono successe queste cose? Ieri? Non pensa che tutto il tempo che ci avete fatto perdere in questi giorni , signor presidente del consiglio, vada a danno degli italiani? Non pensa che sia meglio andare il più velocemente possibile al voto?. Lei Conte ha detto: ‘Di fronte ai due vice premier che non fanno altro che litigare, mi vedrò costretto a dare le mie dimissioni”. Ma non l’ha fatto. Le sue parole sono evaporate.
16.48 – Ignazio La Russa (FDI) – Abbiate rispetto per le nostre intelligenze. Qui si è creato il partito di chi ha terrore del voto. Evidente che non c’è nessun’altra argomentazione che oggi unisce il M5S il Pd e l’estrema sinistra del terrore del responso elettorale. Presidente Conte ti sei accorto ora che avevi vicino uno (Salvini) vacanziero, usurpatore dei simboli religiosi, animato da tornaconto personale…raramente ho sentito in un intervento solo tante accuse verso una sola persona, con la quale hai condiviso l’attività del governo fino all’altro giorno. Non te ne sei accorto? O mentivi prima o menti ora. Non si può fare bene il presidente del consiglio senza il voto della gente. Unico rimprovero che mi sento di fare a Salvini è quello di avere tardato troppo ad aprire la crisi. All’indomani delle europee è stato palese che è cambiato il consenso nel corpo elettorale. Nessuno si è opposto a questo obbrobrio di legge elettorale che impedisce di governare a chi è scelto dagli elettori. Se oggi si andare a votare i grillini sarebbero quasi la metà e i parlamentari dem forse risponderebbero a qualcun altro (Zingaretti e non Renzi ndr). Noi di Fratelli d’Italia non siamo mai stati insieme né al Cinque Stelle, né al Pd. Noi pensiamo che il governo non può essere di “contratto“. Un governo è figlio di un programma coeso, di una visione comune. E voi volete fare un altro contratto. Peggio di quello di prima. Salvini; errare è umano, perseverare è diabolico. Noi n un governo con i Cinque Stelle non ci staremo mai. Siamo alle comiche finali.
16.43 – Emma Bonino – La sua dissociazione, presidente del consiglio Conte, è un po’ tardiva. Le dissociazioni postume sembrano un po’ di comodo. Tutti quanti dobbiamo contrastare le politiche che avete fin qui attuato. E i valori che avete calpestato. Anche la sua lettera sui migranti, Conte, era tardiva e postuma. Ne dovrà fare un’altra voto che c’è un’altra nave in arrivo con 314 migranti.
16.30 – Matteo Renzi (PD) – Dicevate che avreste governato 30 anni e invece avete governato 14 mesi. Il primo giorno della riunione dei ministri Salvini ha distribuito una foto mia dicendo che non avreste fatto la mia fine. Abbiamo preso un Paese con una produzione industriale con segno negativo e lo abbiamo portato positivo, la pressione fiscale è stata ridotta di due punti, avete evitato la procedura di infrazione grazie alla nostra riforma della fatturazione elettronica. Siete un fallimento. Il decreto sicurezza è stato una ferita profonda. Avete diffuso un clima di odio. Un ragazzo di colore non può entrare in una spiaggia. Una mamma si lamenta del clima di odio a scuola verso suo figlio di colore. La invito a guardare i versetti del Vangelo 42 e 43 secondo Matteo: “Avevo sete e mi avete dissetato, avevate fame e vi ho fatto mangiare”, se ha fede Salvini, faccia sbarcare quei migranti che ancora sono a bordo di quella nave. È un colpo di sole aprire una crisi ad agosto. Non siamo al Papeete siamo al Parlamento. Non abbiamo paura di sfidarla Salvini nel seggio di Firenze, di Arezzo e nemmeno in quello di Bibbiano. Lei Salvini ha fatto un governo con il 17% e non con il 50%. Ministro Salvini faccia chiarezza sulla questione della Russia. Non so se voteremo il prossimo governo. Io non ne farò parte. Imparate che dietro agli insulti scatenati sui social ci sono gli affetti più cari, ci sono le persone. Prima delle legittime ambizioni, delle ripicche, io ho servito questo Paese come Presidente del consiglio. So che è in arrivo una recessione in questa parte di occidente preoccupante. Potremmo avere conseguenze serie. Per questo prima delle ripicche, vengono le istituzioni. Noi ci saremo per evitare che i danni della vostra sciagurata crisi ricadano sulle famiglie e sui lavoratori. Siamo felici, però, che il governo populista sia finito.
16.00 – Matteo Salvini (LEGA) – Non voglio padroni “giusti”, non voglio padroni. Non voglio il guinzaglio lungo, non lo voglio per niente. Siamo o non siamo un Paese libero di difendere i propri confini, il proprio territorio? Io non ho mai chiesto alla Merkel consigli per vincere la campagna elettorale perché Salvini ha chiuso i porti. Non ho mai preso caffè con la Merkel. Se qualcuno voleva togliersi dai piedi la Lega pur di ingoiare il Pd, poteva dirlo. Vi vedo a riformare la giustizia con Lotti e il lavoro con Renzi, il papà del job acts. Si vota e il destino del Paese va in mano agli italiani non di trenta senatori che pur di non lasciare la poltrona voterebbero anche un governo con la fata Turchina. Non voglio nel 2050 l’Italia disegnata dall’Istat, subordinata alle regolette dell’Europa per ogni cosa. Nel 2050, si avrà una riduzione della popolazione lavorativa di 6 milioni di persone tra i 15 e i 60 anni. 4 milioni e mezzo italiani emigreranno e in cambio importeremo 10 milioni e mezzo di immigrati. Non mi rassegno a un Paese impaurito e sempre più anziano che si deve difendere dai nuovi schiavi che fanno comodo a qualcuno. Per questo stavamo preparando una manovra economica coraggiosa su cui stavamo lavorando da mesi. Emergenza di questo Paese è che non nascono più bambini. La Lega è pronta a sostenere una manovra economica con 50 miliardi in bilancio per ridurre le tasse agli italiani. Questo governo è finito perché ci sono dei signor No che bloccano tutto. Ho detto a miei uomini e donne andiamo avanti ho deciso. E ho sempre sentito dire la stessa cosa: “No, no, no”. Solo qualche giorno fa questa aula le ha votato la sfiducia dicendo “No alla Tav”. Nei prossimi anni mancheranno 20 mila medici, 40 mila uomini e donne delle forze dell’ordine, assumiamoli, mettiamo i soldi in bilancio, altrimenti facciamo come il Pd che ha bloccato il Paese per anni. Ma come si fa a pensare di riportare Renzi al governo che gli italiani lo hanno buttato fuori in continuazione. La protezione del cuore Immacolato di Maria per il popolo lo chiedo finché campo. Non me ne vergogno dei simboli religiosi. Avete scelto il bersaglio. Eccomi. Avete scelto il nemico dell’Italia e dell’Europa. Eccomi. Gli uomini e le donne della Lega sono liberi e non temono di lasciare la poltrona. Non rispondono alla Merkel e a Macron. Hanno un’idea di futuro, di famiglia, con una mamma e un papà, se proprio dobbiamo dirla tutta. E buon lavoro con il partito di Bibbiano. Siamo gli unici fascisti, dittatori, che vogliono il voto. Pensate che cosa incredibile. O il M5S ha già un accordo per spartirsi le poltrone con il Pd. O, se non è così e c’è voglia di terminare il percorso intrapreso, e le riforme iniziate, tagliamo i parlamentari e andiamo al voto. Mica siamo Renzi che fino a ieri ha votato contro, e ora vota sì, perché ha cambiato idea. Per il taglio dei parlamentari e una manovra economica coraggiosa ci siamo. Altrimenti governate con il Pd e spiegatelo agli italiani.
15.10 – Giuseppe Conte – “In seguito alla mozione di sfiducia della Lega che ha chiesto l’immediata calendarizzazione, insieme alle dichiarazioni e i comportamenti chiari e univoci posti in essere in queste settimane, mi impongono di interrompere qui questa esperienza di governo. Mi recherò alla fine del dibattito parlamentare dal President del consiglio per rassegnare nelle sue mani le mie dimissioni”.
Ho chiesto di intervenire in seguito alla crisi di governo innescata sulle dichiarazioni del ministro dell’Interno. Matteo Salvini. L’8 agosto 2019 il ministro Salvini, dopo avermi anticipato la decisione nel corso di un lungo colloquio, ha diramato una nota con cui affermava che la Lega non era più disponibile a proseguire l’esperienza di governo, sollecitando il ritorno alle urne elettorali. A conferma della decisione, ha depositato in parlamento una mozione di sfiducia e ne ha chiesto l’immediato calendarizzazione. Una decisione così grave, che comporta conseguenze molto rilevanti per la vita politica ed economica del paese, merita di essere chiarita in un pubblico dibattito, e non in conciliaboli riservati o sui social o con dichiarazioni per strada o nelle piazze, senza un ufficiale contraddittorio. La decisione della Lega di interrompere questa esperienza di governo, la reputo oggettivamente grave. Già il primo anno molti sono stati i risultati conseguiti e molti ne stava realizzando. Il contratto di governo con il M5S prevede in caso di divergenze l’ impegno delle parti a discuterne con la massima sollecitudine e rispetto dei principi di buona fede e leale cooperazione. Per i tempi con cui è maturata questa decisione, si sta esponendo il Paese a gravi rischi, primo quello di ritrovarsi in esercizio provvisorio, che è altamente probabile, la difficoltà a contrastare aumento Iva, speculazioni finanziarie e sbalzi di spread. Un momento delicato anche per le interlocuzione istituzioni europee: in questi giorni si stanno per concludere le trattative sulle nomine dei commissari. L’apertura della crisi non facilita la presenza dell’Italia. Mi sono adoperato per assicurare all’Italia, un rilievo centrale nei nuovi assetti in linea con il prestigio e il potere economico del nostro Paese. Ma con questa crisi l’Italia corre il rischio di partecipare a questa trattativa in posizione di debolezza. Il ministro dell’Interno ha mostrato di inseguire interessi personali e di partito. È legittimo incrementare il consenso elettorale, ma per inseguire il bene comune, ogni partito è chiamato a operare una mediazione, filtrando il proprio interesse alla luce di quelli generali del Paese. Quando una forza politica si concentra solo sull’interesse di parte e valuta solo con il metro della propria convenienza elettorale, compromette l’interesse nazionale. Assumendo incarichi istituzionali così rilevanti e dando avvio al governo del cambiamento, si assumono specifici doveri e responsabilità nei confronti dei cittadini e verso lo Stato, che non è possibile accantonare alla prima convenienza utile. Far votare cittadini è l’essenza della democrazia, sollecitarli a votare ogni anno è irresponsabile. I comportamenti adottati negli ultimi giorni dal ministro rivelano carenza di cultura istituzionale e scarsa responsabilità istituzionale. Aprire in pieno una crisi, quando già da aprile, dopo l’esito delle elezioni europee c’era una chiara insofferenza all’esperienza di governo, ritenuta, probabilmente, oramai, limitativa per le ambizioni politiche di chi ha rivendicato pieni poteri per guidare il Paese. La scelta di comunicare, oggi, una decisione assunta già da tempo è un gesto di grave imprudenza istituzionale irriguardoso verso il parlamento. Suscettibile di precipitare il Paese in una spirale di incertezza politica e instabilità finanziaria. Una decisione annunciata dal ministro dell’Interno subito dopo aver incassato la fiducia sul decreto sicurezza bis: una coincidenza temporale che suggerisce opportunismo politico. Appare palesemente contraddittorio il comportamento di una forza politica che dopo aver presentato la mozione sfiducia al governo non ritiri i propri ministri.
Difficile conciliare la presentazione e il mantenimento di una mozione di sfiducia con la permanenza in carica dei propri ministri. Amici della Lega per giustificare la scelta di tornare alle urne, avete cercato di far passare l’idea di un governo dei no, del non fare, pur di battere la grancassa mediatica avete oscurato 14 mesi di attività di governo. In questo modo avete offeso non solo il mio impegno personale, passi, ma la costante dedizione dei vostri stessi ministri e sottosegretari che mi hanno affiancato fino all’ultimo giorno di attività di governo.
All’ indomani della competizione europea, il ministro dell’Interno, visto il successo conseguito, ha subito posto in essere una serie di comportamenti di distacco dal governo, distratto dai suoi compiti istituzionali alla costante ricerca di un pretesto per giustificare la crisi di governo e il ritorno alle urne.
Promuovendo questa crisi di governo, hai anche invocato le piazze a tuo sostegno: questa tua concezione mi preoccupa. Le crisi di governo nel nostro sistema parlamentare si regolano in Parlamento, non nelle piazze. Il principio dei pesi e contrappesi è fondamentale per la democrazia, perché sia garantito l’equilibrio democratico, contro le derive autoritarie. Ci sono stati molti episodi e molteplici atteggiamenti in cui ti ho fatto notare riservatamente e a volte, purtroppo, pubblicamente purtroppo alcune cose. Quest’anno volevo partire anzitempo per la manovra economica. Ti ho chiesto di inviarmi i nomi dei delegati della Lega a sedere nei tavoli governativi. Mi hai fatto attendere due mesi invano, prima di darmeli.
In molteplici occasioni hai invaso le competenze di altri ministri, creando contrapposizioni e interferenze che hanno finito per minare l’efficacia dell’azione. Hai criticato pubblicamente l’operato dei singoli ministri, incrinando la compattezza della squadra di governo.
Accostare slogan politici a simboli religiosi non è coscienza ma incoscienza religiosa.
15.00 – La riunione dei capigruppo decide che ci sarà un dibattito dopo le comunicazioni di Giuseppe Conte al Senato, cosa che lascia presupporre una votazione. Questo lascia tutte le porte aperte.