Viterbo – Tra quelli che gioiscono per i risultati ottenuti alle elezioni provinciali, c’è sicuramente Fratelli d’Italia, che si è presentata con la lista Tuscia Tricolore. Secondo i dati ufficiosi entrerebbero due consiglieri provinciali: Gianluca Grancini e Sandro Leonardi. Ma per diversi minuti si pensava che i meloniani eletti fossero addirittura tre. Poi il conto definitivo ha assegnato il terzo uomo al Pd che con esso è arrivato a cinque consiglieri provinciali eletti. Un risultato inatteso un po’ da tutti che, secondo la matematica, si aspettavano un sensibile ridimensionamento del Pd a Palazzo Gentili, dopo la perdita dei comuni di Viterbo, Civita Castellana, Tarquinia. E, invece, i democratici hanno tenuto e hanno recuperato voti tra la moltitudine degli amministratori dei Comuni più piccoli della Provincia. “Due anni fa puntavamo tutto sulla candidatura di Gianluca Grancini e abbiamo preso 38 voti – dice Mauro Rotelli -. Quest’anno ne abbiamo presi 118, cioè 80 in più. Un risultato straordinario”, conseguito, secondo il deputato di Fratelli d’Italia, anche grazie alla decisione di presentarsi con una propria lista, diversamente da Lega, Forza Italia e Fondazione confluite tutte nella lista “Insieme per la Tuscia”. “Facendo una lista per conto nostro – spiega ancora Rotelli – abbiamo aggregato tanto. E, infatti, così è stato. Ci meravigliamo di come altri abbiano pensato di ridurre le proprie candidature, non andando a coprire spazi del territorio che invece sono stati conquistati da altre liste. Tre movimenti, due partiti e una forza civica, hanno candidato 12 persone, facendo liste separate ne avrebbero potute proporre almeno 24. Noi siamo andati ad occupare e a rappresentare territori lasciati liberi. Per questo abbiamo ottenuto questi numeri. Ognuno fa le proprie valutazioni, ma quella che abbiamo fatto noi ci ha permesso di passare da 38 a 118. Con più liste avremo moltiplicato il consenso per il centrodestra, soprattutto perché questa volta non si eleggeva il presidente, e, dunque, ce lo potevamo permettere. Anche il centrosinistra ha fatto la sua strategia: ha retto e si è fortificato nei piccoli comuni. Nei grandi il centrodestra è andato molto, molto, forte. Il nuovo consiglio provinciale sarà molto equilibrato. E questo è interessante: su alcune politiche o c’è un comune sentire o non si riesce a farle. Penso all’acqua, alle infrastrutture. Alcune tematiche vanno valutate da tutti”, conclude Mauro Rotelli.