L’Imu spreme le prime case nell’edilizia agevolata, in commissione la proposta per eliminarla
Edilizia agevolata, ma non troppo. Nella commissione consiliare di ieri si è discusso di aliquote e imposte comunali, argomento su cui si fa sentire anche la voce della cooperativa “6 giugno”.\r\n\r\nIl Comune fa pagare l’IMU alle cooperative che a loro volta le trasferiscono sugli inquilini, futuri proprietari, della case costruite in edilizia agevolata.\r\n\r\n“La prima casa non paga IMU – dice il presidente della cooperativa Claudio Neri – nel nostro caso, invece, viene applicata. Si crea, pertanto, una disparità di trattamento. Chi prende una casa in edilizia agevolata per i primi otto anni paga un affitto simbolico, dopodiché diventa proprietario. Ma in questi anni che riveste il ruolo di una sorta di inquilino sostiene l’IMU, cosa che non fanno tutti gli altri proprietari di prime case”.\r\n\r\nGli alloggi in edilizia agevolata nel capoluogo sarebbero in totale circa 200. Su ognuno di questi appartamenti, che variano dai 50 metri quadrati ai 70 metri quadrati, il Comune riscuoterebbe, secondo il presidente della cooperativa “6 giungo”, dai 180 ai 280 euro all’anno.\r\n\r\n“Un proprietario gode di un regime fiscale migliore, rispetto a chi prende una casa con l’edilizia agevolata che paga le tasse e per i primi otto anni non è nemmeno proprietario”, spiega Neri.\r\n\r\nL’appello, quindi, a ripristinare pari trattamento tra i cittadini.\r\n\r\nSe per il passato oramai non si può fare più nulla, non potendo chiedere la restituzione di quanto versato, almeno da quest’anno gli operatori del settore auspicano che il Comune possa assumere un indirizzo nella direzione sperata, cioè l’abolizione dell’imposta.\r\n\r\nLa proposta è stata esposta in commissione e ora dovrà ricevere il parere tecnico dei dirigenti per potersi tradurre in una modifica dell’attuale regime fiscale.