Home Cronaca Covid19: l’uomo arretra, la natura avanza. Lepri nei parchi milanesi, cigni e delfini nelle acque di Venezia”.
Covid19: l’uomo arretra, la natura avanza. Lepri nei parchi milanesi, cigni e delfini nelle acque di Venezia”.

Covid19: l’uomo arretra, la natura avanza. Lepri nei parchi milanesi, cigni e delfini nelle acque di Venezia”.

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Milano, 22 marzo 2020 – L’uomo arretra, la natura avanza. È l’altra faccia di Covid19, un nome che fa paura all’uomo, che da un lato ci mostra  ospedali al collasso dove la gente muore soffocata, dall’altro ci rimanda l’immagine delle acque di nuovo limpide a Venezia che si popolano di cigni e delfini, con lo stop alla circolazione di barche e traghetti, o dei parchi di Milano immersi nel silenzio, dove sono tornate a scorrazzare  indisturbate le lepri. L’uomo si fa da parte, abbandona i luoghi del vivere comune, si chiude in casa per fermare il contagio. La natura se ne riappropria, rivendica i suoi spazi, e lo fa esplicitamente, inviando un virus che, secondo la tesi prevalente degli esperti, non solo è partito proprio dagli animali, ma avrebbe contaminato l’uomo  perché quest’ultimo, con la sua attività invasiva, avrebbe alterato e distrutto gli ecosistemi che permettevano l’ordinata convivenza e coesistenza delle diverse specie sulla terra. Insomma, Covid19, che terrorizza il genere umano al punto da personificarlo con epiteti del tipo: “killer”, “mostro invisibile”, addirittura l'”alieno che non si vede e ti colpisce”, evocando prodotti della fantascienza stile Predator, piuttosto che la scheggia impazzita che ha soverchiato la normalità dei giorni moderni, pare la scintilla razionale tesa a ripristinare l’equilibrio naturale, primigenio, delle cose. È un grido della natura, uno sbuffo della Terra, stanca di essere barbaramente calpestata e violata, che sta costringendo l’uomo a pensare e a ripensare il suo ruolo, rinchiudendolo a casa, isolandolo dalle cose e dalle persone, a riscoprire i gesti semplici, a  prendere coscienza della sua esatta dimensione, a dimenticare socialità, svaghi, consumi sfrenati, nel tentativo, magari, di riavvicinarlo all’essenzialità della sua esistenza. Forse, allora, guardare Covid19 non con gli occhi della paura, ma della consapevolezza, potrebbe farci capire perché improvvisamente il nostro mondo, tutto, con i pilastri delle sue certezze e convinzioni diventati di cartapesta, sia stato risucchiato in un attimo, sul punto di essere triturato, in un’infinitesima parte di un granello di sabbia. Nelle fauci di un microbo così minuscolo da essere invisibile, capace di annientare le colossali architetture dell’economia e le consolidate visioni della società moderna. Capire il messaggio che ci sta inviando Covid19, non ci porterà a un vaccino, ma sicuramente sarà una preziosa lezione per evitare drammi futuri e anche più gravi di quello che stiamo vivendo oggi.

Tiziana Mancinelli

mancinellitiziana@gmal.com

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.