Un francobollo dedicato al Santuario S. Maria della Quercia, le iniziative per la presentazione ufficiale del 25 novembre
Un luogo dall’alto significato religioso, ma anche un gioiello rinascimentale dal pregio storico artistico veramente rilevante, forgiato da famosi maestri del passato tra i quali Andrea della Robbia, Andre Bregno, San Gallo il giovane e il vecchio e, secondo autorevoli fonti, il grande Michelangelo: il suo genio avrebbe lasciato un’impronta inconfondibile su alcune raffigurazioni che decorano il maestoso tempietto che troneggia nell’ampia navata. Stiamo parlando della chiesa della Madonna della Quercia, un santuario imponente a un paio di chilometri da Viterbo, che ben esprime la forza della devozione iniziata nel 1417 intorno a una tegola miracolosa posta su una Quercia raffigurante la Madonna. Fu essa il primo “mattone” di una fede cresciuta imponentemente negli anni, conquistando con i suoi eventi miracolosi popolazioni anche molto distanti dal territorio viterbese, fino ad affermarsi come un culto ufficialmente riconosciuto anche fuori i confini nazionali. Un prestigio, un’importanza, che ha da poco ricevuto un’altra significativa sottolineatura con l’emissione del francobollo dedicato al Santuario S. Maria della Quercia a cura del Ministero dello Sviluppo Economico, presentato stamattina a Palazzo dei Priori con Leonardo Michelini, sindaco di Viterbo, Monsignor Lino Fumagalli, vescovo di Viterbo, Don Massimiliano Balsi, parroco e rettore Santuario S. Maria della Quercia, Irene Temperini, presidente Pro Loco Viterbo, Roberto Saccarello, Ordine dei Cavalieri di Malta, deleg. Viterbo-Rieti, Andrea De Simone, direttore Confartigianato Viterbo\r\n\r\n“Il francobollo non si può ancora vedere – ha detto il vescovo Fumagalli – ma è una bella iniziativa che corona il sopraggiungere dei 600 anni dall’inizio del culto della Madonna della Quercia, un luogo dove i viterbesi si sono sempre sentiti protetti e sostenuti, come ben testimonia il patto d’amore”. La basilica ha da poco ricevuto importanti restauri grazie al contributo della Fondazione Carivit. “È tornata alla sua originaria purezza – dice ancora il vescovo – quando si chiudono chiese e conventi tutto ciò che c’è dentro viene portato in altri edifici sacri anche senza avere nessun senso con il contesto di destinazione. Ora, invece, alla Quercia abbiamo messo in evidenza le tele migliori, togliendo tutto ciò che era stato aggiunto.\r\n\r\n“Quello che oggi ci porta a questa emissione filatelica – ha detto don Massimiliano – è un cammino iniziato tre anni fa con Roberto Saccarello. Il francobollo arriva un po’ prima del 2017, ma resta comunque un bel modo per vivere la vigilia di questa importante ricorrenza che segna 550 anni dal Patto di Amore e il sesto centenario dall’inizio del culto”. L’iniziativa si inquadra nella raccolta del Ministero per lo Sviluppo Economico per la promozione del patrimonio artistico culturale italiano e comprende, oltre a quello del santuario della Quercia, altri cinque francobolli riferiti a Imperia, Val d’Aosta, Pesaro, Lecce, Cesena. “Insieme a Poste Italiane – continua don Massimiliano – abbiamo dato vita anche a un folder rappresentativo della basilica della Quercia dove, oltre al francobollo, ci saranno due cartoline timbrate con l’annullo del primo giorno e le foto più belle del complesso tra cui il chiostro della Cisterna e la lunetta centrale del santuario di Andrea della Robbia. I restauri sono stati effettuati non solo per celebrare il santuario, ma anche per salvaguardare un patrimonio culturale e storico molto importante per Viterbo. La città ha avuto già sei francobolli, una per piazza Fontana Grande nel 1979, uno per Villa Lante nel 1982, un altro per la macchina di santa Rosa nel 1984, ancora uno per santa Rosa nel 2001, nel 2004 per Palazzo dei Papi e un altro per il Natale. Ringrazio il professor Angelo di Stasi presidente della commissione filatelica per l’attenzione che ci ha rivolto. Sarà presente lui stesso il 25 novembre a presentare il francobollo”.\r\n\r\nAltro attore dell’iniziativa Roberto Saccarello dei Cavalieri di Malta: “Il francobollo è un ottimo veicolo per pubblicizzare il santuario – ha detto – ottenerlo non è una cosa facile. Ringraziamo, per questo, il prof. di Stasi, anche lui dei Cavalieri di Malta. La filatelia è un po’ in crisi, l’uso dei francobolli è sempre minore, sia dal punto di vista postale, sia collezionistico, quindi vorrei invitarvi non solo ad ammirarlo, ma anche ad usarlo”.\r\n\r\nRicorda la storia del santuario Irene Temperini: “Due date sono importanti – dice – quella del 1873 quando il santuario fu dichiarato monumento nazionale e quella del 1896 quando Papa Giovanni Paolo II nominò la Madonna della Quercia patrona celeste della diocesi. Nel 1467, inoltre, si diede vita alla prima processione importante alla quale parteciparono, come ci racconta Niccolò della Tuccia, ben 30 mila persone. Un evento che non richiamò solo i viterbesi, ma anche persone da Vetralla, Canepina, Orte, Giove, una cosa non da poco considerando la comunicazione di sei secoli fa”. Grazie all’attivismo della Pro loco il 25 novembre sarà riaperto il museo degli ex voto, un ambiente anch’esso ricco di storia, rimasto per molto tempo chiuso, e restituito ora alla cittadinanza.\r\n\r\n“Sarebbe una buona idea che ogni associazione prendesse in carico una chiesa”, dice Temperini riguardo alla necessità di contribuire a far conoscere, permettendo una fruizione più ampia di questi spazi, una realtà che non è solo religiosa, ma anche storico, culturale, artistica e sociale.\r\n\r\nDa questo punto di vista la presentazione del francobollo celebrativo della basilica di Santa Maria della Quercia, che si terrà venerdì 25 novembre alle ore 10,30 nel coro della basilica, è accompagnata da una serie di iniziative: una mostra fotografica di immagini di fine ‘800 tratte dall’archivio di Mauro Galeotti, nei giorni 25,26,27 novembre, una visita guidata sabato 26 e domenica 27 alle 16 con apertura straordinaria del museo degli ex-voto, mentre domenica 27 novembre alle 9,30 “#incredibletuscia” sarà protagonista di un percorso narrato sul web alla scoperta del santuario con gli instagramers di IgersViterbo e IgersLazio.\r\n\r\nAlla conferenza stampa di presentazione stamattina è intervenuto anche il direttore di Confartigianato, Andrea de Simone, che ha ricordato il desiderio degli imprenditori della Tuscia di rendersi partecipi di iniziative come questa, strettamente connaturate al territorio. “Il trenta novembre – ha detto De Simone – ci sarà l’elezione del presidente nazionale di Confartigianato e doneremo il francobollo agli esponenti politici nazionali presenti”.\r\n\r\nIl sindaco, Leonardo Michelini, invece, ha ricordato la sua scelta di riportare quella che era diventata la “Sala della carrozza” alla sua originaria natura di “Sala della Madonna”, dedicata appunto a S. Maria della Quercia. “Credo nelle radici nella storia – ha detto il primo cittadino – e mi sono preso questa responsabilità di restituire la sala al suo originario significato. Il turismo a Viterbo sta crescendo molto e credo che sia anche il risultato di quello che stiamo facendo per rendere questo territorio interessante. La Quercia dista solo qualche chilometro dalla città, ma ne fa parte integrante. La passeggiata da Viterbo fino al santuario è ormai un’abitudine tipica dei viterbesi”.\r\n\r\n \r\n\r\nTiziana Mancinelli\r\n\r\n \r\n\r\n(In foto da sinistra: Andrea de Simone, Irene Temperini, don Massimiliano, Leonardo Michelini, Vescovo Fumagalli, Roberto Saccarello, Antonio delli Iaconi assessore comunale)\r\n\r\n