Home Attualità Consiglio provinciale: mascherine, guanti e pacificazione politica. Una seduta consegnata alla storia.
Consiglio provinciale: mascherine, guanti e pacificazione politica. Una seduta consegnata alla storia.

Consiglio provinciale: mascherine, guanti e pacificazione politica. Una seduta consegnata alla storia.

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Viterbo, 17 aprile 2020 – A Palazzo Gentili la storia scrive una pagina del tutto inedita. Sono tempi che non dimenticheremo. Sono giorni che le nuove generazioni conosceranno dai documenti, dalle foto, dalle testimonianze di chi li ha vissuti. Sono tempi mai visti non solo perché nel palazzo di via Saffi  centrodestra e centrosinistra si sono date la mano alla luce del sole e hanno deciso di governare insieme, ma perché quella stretta di mano, oggi, può essere solo immaginata. Il rischio di contagio impone di stare distanziati gli uni dagli altri.  Coronavirus: è, questa la parola che organizza il nostro tempo, che detta le nuove abitudini, i nuovi comportamenti, che sta facendo tremare le fondamenta dell’economia mondiale. Che sta portando via vite. Il coronavirus entra anche a Palazzo Gentili a dettare le sue regole. Invisibile. Si avverte. Ogni volta che un consigliere provinciale prende la parola e non può più farlo come prima. Afferra il microfono con i guanti in lattice. Discorre con una mascherina su naso e bocca che rende a volte anche incomprensibile ciò che sta dicendo. Piccoli accessori che danno la misura della gravità del momento che stiamo vivendo. E, all’improvviso, anche la lotta politica, tra un versante e l’altro dell’ideologia, si frantuma, cade miseramente in pezzi, come qualcosa che non ha più valore,  ma soprattutto non ha più senso. Oggi, più che mai, a Palazzo Gentili, con il Covid19 che si aggira libero nell’aria, nelle strade, si è avvertita l’urgenza e la responsabilità del verbo “fare”, nel senso più brutale del termine, più essenziale  del rimboccarsi le maniche per il territorio, per i tanti cittadini che soffrono, provati dalla malattia, o dalla difficoltà economica. Una popolazione che chiede aiuto in silenzio, asserragliata civilmente  nell’isolamento delle proprio case. È questo il momento di darsi da fare sul serio, di ammainare la bandiera dell’ideologia politica, di raccogliere sasso dopo sasso le macerie economiche e sociali fatte dal virus e dare risposte a una comunità che rischia di affondare.  Una Provincia che, forse, per la prima volta nella storia, ha deciso di rappresentare tutto l’universo politico da destra a sinistra in cui ogni sindaco della Tuscia, di ogni Comune del viterbese, indipendentemente da quale maglia vesta, può sentirsi ugualmente rappresentato, può vedere quella mano tendersi verso di lui in questi tempi difficili e insidiosi come le sabbie mobili, con la responsabilità di intere comunità locali sulle spalle. Delle loro vite. Un valore incommensurabile. Un peso schiacciante. Un consiglio provinciale che non è frutto dell’inciucio, ma di un dialogo alla luce del sole che ha portato universi diversi a disegnare lo stesso orizzonte.  La prova che la politica, quando ritrova il suo fine autentico di servizio al cittadino, riesce a parlare la stessa lingua, a incontrarsi partendo anche da mondi opposti. A non scadere nella rissa. Ma ritrovarsi nella sintesi di una visione comune, arricchita da diversità di pensiero. Quello di oggi è stato definito un «esperimento». Se avrà successo o no lo dirà il tempo. Per il bene della Tuscia, è bene confidare che sarà così. Soprattutto in questo momento storico. Certo è che in quel minuto di silenzio tributato oggi alle vittime del coronavirus, al saluto rivolto a tutti i sindaci della Tuscia, in apertura del consiglio,  quella seduta, seppur trasmessa, forse per la prima volta, in streaming, è riuscita a far trapelare l’autenticità dei buoni propositi, un ottimo  punto di partenza, in un momento in cui la crisi pandemica ha resettato la scala dei valori, rimettendo al primo posto quello che oramai davamo per scontato: il valore della vita.

Tiziana Mancinelli

mancinellitiziana@gmail.com

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.