Home Cronaca Riapertura attività, commercianti viterbesi cautamente positivi: «È andata bene».

Riapertura attività, commercianti viterbesi cautamente positivi: «È andata bene».

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Viterbo, 19 maggio 2020 – C’è cauto ottimismo e grande entusiasmo tra i commercianti che ieri hanno ritirato su le saracinesche e hanno ripreso a lavorare. Già solo il fatto di ripartire con la propria attività, ha riacceso sul volto di molti di loro il sorriso anche nella consapevolezza che quello che si prospetta sarà un mese molto duro. Una ripartenza in cui si cercherà innanzitutto di coprire le spese, anche quelle che sono continuate a maturare durante la quarantena, mentre i negozi erano chiusi e gli incassi azzerati. Anche se la riapertura delle attività è coincisa con un lunedì, giorno notoriamente poco abituale per lo shopping o la passeggiata in centro, ieri c’è stato abbastanza movimento. Lo riferiscono gli stessi commercianti che della giornata tracciano un bilancio cautamente positivo che fa ben sperare per il futuro. «Come primo giorno – dice Di Marco del negozio di sport in via Roma – siamo abbastanza soddisfatti. Il mio poi è un negozio dove bastano poche persone per avere già un incasso decente. Oggi (ieri 18 maggio ndr) – prosegue Di Marco possiamo dire che è andata bene, siamo ottimisti. Sessanta giorni di chiusura sono stati pesantissimi a livello economico. Dobbiamo recuperare tantissimo, speriamo nell’aiuto dei nostri clienti e di Dio». Di Marco riferisce come ad essere preoccupati dei contagi siano, incredibilmente, i bambini: «Sono preoccupati – dice – temono di infettarsi. Noi mettiamo a loro disposizione tutte le precauzioni, dal gel ai sanificatori, ai calzini prova monouso». Poco più avanti, all’inizio di Corso Italia, c’è la signora Anna Rita del negozio Ficari: «Oggi è andata discretamente – dice – c’è molta curiosità tra la gente. Essendo il primo giorno, non sono molto interessati agli acquisti. Stiamo facendo promozioni come stanno facendo un po’ tutti. La stagione sta iniziando in ritardo. Tutto sommato oggi per essere il primo giorno, un lunedì, che è sempre abbastanza tranquillo, si può tracciare un bilancio positivo di buon auspicio per il futuro». Per quanto riguarda lo stato d’animo delle persone che ieri hanno visitato il negozio, Anna Rita dice: «L’umore sembra buono. Stanno vivendo un’esperienza come quando finisce la scuola per i bambini. Io dico a tutti i miei clienti di stare attenti, che è un periodo di prova». Nel negozio accanto «Flo Store» c’è Barbara: «Il primo giorno sta andando bene. Non ci lamentiamo. C’è stato movimento. Le persone sono entrate con mascherina, guanti e igienizzante e hanno acquistato. Essendo anche lunedì, che è un giorno, normalmente di chiusura, tanta gente non sa nemmeno che i negozi sono aperti», dice Barbara. Anche Gaetano Labellarte si dice entusiasta «Anche solo per avere riaperto il proprio negozio». Quella saracinesca che si alza è sempre stato un rituale per troppo tempo sospeso nel 2020. «Siamo stati contenti di riaprire – dice Labellarte – nei giorni precedenti ci siamo organizzati in modo da riaprire oggi in piena sicurezza. Siamo fiduciosi, siamo nelle mani di Dio e del governo. Anche le norme per la messa in sicurezza del locale possono dire tutto e il contrario di tutto. Non ci resta che sperare sul buonsenso di chi farà i controlli. Il primo giorno è andato bene, e questo ci incoraggia. Lo spirito giusto c’è, ci siamo preparati a questo giorno da tre mesi. Tra le persone c’è molta maturità». Bilancio positivo pure per Barbareadi Luna lie: «La giornata è andata abbastanza bene. Siamo contenti. Abbiamo avvisato i clienti della riapertura anche via social. Come primo giorno siamo soddisfatti e fiduciosi per il futuro», conclude Barbara. Anche ai bar non starebbe andando male: «All’inizio la giornata è partita un po’ a rilento, poi nel pomeriggio ha ripreso  – dice Andrea del Caffè Marconi -. Stiamo molto attenti ad assicurarci che i clienti rispettino le norme anticontagio quando vengono nel nostro bar». Un altro bar che si è detto contento e convinto di riaprire  è quello Centrale a piazza del Plebiscito: «La giornata è stata un po’ blanda – dice  Ivan -, ma ce lo aspettavamo. Le persone non sono ancora nemmeno così tanto informate su quello che si può fare o meno. Questo sarà un mese di  transizione. Ma è un bene che la vita ricominci così gradualmente, altrimenti torneremmo ad avere delle gravi problematiche». Il Bar Centrale per rispettare le norme sul distanziamento sociale ha dovuto rinunciare a metà dei posti a sedere. «Prima – dice Ivan – erano 32 all’interno e circa 30 di fuori. Oggi sono complessivamente, interno ed esterno, circa 30. Una perdita, dunque, della metà. «Sappiamo che il sindaco ci darà degli ulteriori spazi all’esterno sulla piazza. Noi abbiamo presentato la richiesta».

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.