Home Attualità “Offese e insulti”, la Commissione diventa un ring tra maggioranza e opposizione.
“Offese e insulti”, la Commissione diventa un ring tra maggioranza e opposizione.

“Offese e insulti”, la Commissione diventa un ring tra maggioranza e opposizione.

0
0

Viterbo – Doveva essere una commissione tranquilla, considerando l’oggetto all’ordine del giorno: l’elezione del presidente della prima commissione. Un passaggio burocratico, anche se di contenuto politico, scaturito dalla necessità di sostituire il dimissionario presidente Luigi Buzzi, diventato nel frattempo capogruppo di Fratelli d’Italia, in sostituzione del dimissionario consigliere comunale, Paolo Bianchini. Solo che al posto di Buzzi, Fratelli d’Italia alla presidenza della prima commissione fa il nome di Martina Minchella, ex segretario comunale del Partito Democratico, passata durante il mandato dalle file dem a quelle della Meloni, dunque dall’opposizione ad  Arena, alla maggioranza che lo sostiene. E così, quella che doveva essere una seduta lampo, senza particolari sorprese si è trasformata in un vero e proprio ring tra maggioranza e opposizione. La proposta di Minchella come presidente della commissione stamattina è stata un boccone amaro da digerire per la minoranza. Reazione tutto sommato prevedibile. Del tutto inatteso, invece, si è rivelato il tono colorito che la discussione ha assunto nel corso della commissione. Usando una metafora, tra maggioranza e minoranza, dopo qualche minuto, sono iniziate a volare le cosiddette torte in faccia. Comincia Giacomo Barelli: «Minchella non è un nome di garanzia, ma uno schiaffo all’opposizione. Si tratta di un consigliere  che passa da una parte all’altra. Stava in commissione come esponente dell’opposizione, e ora ne diventa presidente, dopo essere passata in maggioranza. Sembra un baratto. Anzi lo è». Chiara Frontini è sulla stessa lunghezza d’onda: «Non possiamo appoggiare il nome di una persona che si è candidata con la lista dell’opposizione e poi è passata in maggioranza». Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Luigi Buzzi, cerca di smorzare i toni: «Queste considerazioni non mi sembrano condivisibili, oltre che fuori luogo. Non so in che senso sia stato utilizzato il temine garanzia, mi pare che Minchella abbia tutte le caratteristiche di capacità e preparazione che dovrebbe avere per svolgere al meglio questo ruolo». Ma l’opposizione non ne è convinta. «Si può cambiare idea politica, ma non in questo modo. Sono persone buone per tutte le stagioni», dice Massimo Erbetti (M5S). Interviene anche Luisa Ciambella del Pd, e fino a poco tempo fa molto vicina a Minchella quando era nello stesso partito. «È una persona per cui ho nutrito anche un affetto – dice – e sul cui valore non si discute. Ma la politica è un’altra cosa. Qui si tratta di coerenza. Bisogna rispondere ai nostri elettori. Si può anche cambiare idea. Ma quando si sta all’interno delle istituzioni  si dovrebbe avere pudore  e rispetto verso i propri elettori che hanno votato Minchella quando era nel Pd. Rispetto anche nei confronti degli elettori di Fratelli d’Italia, che si vedono rappresentati da Minchella, ex segretario del Pd. Così si mina la credibilità della politica. Quanto a trasformismo la vostra amministrazione è campionessa», dice Ciambella che attribuisce alla coalizione di centrodestra una connotazione poco gradita ai banchi della maggioranza: familismo. Buzzi coglie l’occasione e con tono sibillino replica: «Non parliamo di familismo». A questo punto interviene Sergio Insogna, anche lui candidato prima con l’amministrazione di centrosinistra di Michelini, poi con quella di centrodestra con Giovanni Arena, nelle file di Fondazione. «Mi stupisce – dice Insogna rivolto all’opposizione – tutta questa veemenza verso un consigliere comunale. Non capisco questa doppia moralità per Minchella  e non per Purchiaroni». Pure Fabrizio Purchiaroni, infatti, è passato in corso di mandato dalla maggioranza all’opposizione, andando nel movimento di Giacomo Barelli. Ed è proprio questo a prendere le difese dell’ingegnere ex Forza Italia: «Detto da te  – replica a Insogna – che sei un campione di trasformismo». Parte la rissa verbale. «Tu sei un poraccio», replica Insogna a Barelli. E Buzzi: «Non accettiamo lezioni dal Pd». A questo punto si irrita pure Lina delle Monache che fa parte di una lista civica, ma che molti danno in procinto di entrare tra le file dem: «I consiglieri di maggioranza offendono. Non si dice poveraccio a un collega, consigliere comunale, e non si dice non accettiamo lezioni dal Pd, io non mi permetterei di parlare così di un altro partito. Ognuno ha le sue idee». Insogna precisa: «Ho detto poraccio in senso politico». E incalza: «Qui ci sono lupi vestiti da agnelli, che hanno governato peggio di quello che stanno contestando»

Replica pure Barelli: «Prendo atto che Insogna non si scusa. Ma questo non è un modo di interloquire.  ‘Sei quello che sei che significa’? – dice Barelli ripetendo le parole di Insogna – Lo trovo fuori luogo. Si insulta quando non si hanno argomenti.  Questa è la vera violenza politico istituzionale. È una cosa molto grave».

Giulio Marini e Andrea Micci cercano di buttare acqua sul fuoco. Ma oramai l’incendio è divampato e “brucerà” l’intera durata della commissione consiliare, al termine della quale Martina Minchella è eletta presidente.

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.