Viterbo 23 luglio 2020 – Il Covid19 ha rivoluzionato anche il modo di svolgimento dei consigli comunali, aprendo la parentesi dei collegamenti in videoconferenza. Una pratica inizialmente salutata con un certo scetticismo, e qualche mugugno, ma che con il passare del tempo ha rivelato anche i suoi vantaggi. Non solo quello di tutelarsi dai contagi, che nella vicinanza fisica sui banchi di Palazzo dei Priori avrebbero trovato un efficace veicolo di trasmissione. Alcuni consiglieri, presa confidenza con il programma, hanno “scovato” altre opportunità: come quella di collegarsi dall’auto, ferma o, pare, anche in marcia, e, vista la stagione, magari da qualche parco, o perché no, pure dal mare. Insomma il consiglio comunale “virtuale” per certi versi è diventato quasi uno “spasso”, accentuando una certa distrazione dalle discussioni di consiglio che, a dire la verità, serpeggiava già nelle sedute in presenza, quando, molti consiglieri comunali, con il protrarsi del dibattito, facevano prolungate sortite sul balcone, al bar, nei corridoi. Una pausa accettabile, considerando le lunghe sedute, purché la sala, però, non restasse semivuota, come, invece, più volte è accaduto. E ora che avere pochissimi consiglieri presenti fisicamente in aula è diventata una necessità, almeno fino al 31 luglio, termine per la fine dell’emergenza, ecco che ci si allarga ancora di più. Tanto che, nell’ultima seduta di consiglio comunale, è dovuto intervenire lo stesso presidente del consiglio, Stefano Evangelista. A fornire l’occasione per puntualizzare certi comportamenti, è stato il collegamento dalla propria auto della consigliera Lina delle Monache (PD): «Non se la prenda – dice Evangelista – non ce l’ho in particolare con lei, ma chiedo a tutti i consiglieri comunali di evitare cortesemente di connettervi dalla macchina, soprattutto mentre guidate, innanzitutto perché è pericoloso per la vostra incolumità, e quella degli altri, anche se vedo la consigliera al momento ferma, ma anche perché viene a mancare la linea e tutti noi dobbiamo aspettare che si ripristini il collegamento quando il consigliere trova la connessione. Non c’è nel regolamento, ma è un invito che faccio a tutti: o venite fisicamente in consiglio comunale, o, se vi collegate in videoconferenza, fatelo dal vostro ufficio, o da casa, ma comunque in una sede stabile, in un modo che sia rispettoso verso tutti». Intervento condiviso anche dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Luigi Buzzi: «Giusta affermazione, a prescindere dal consigliere che lo fa, non è un bell’esempio collegarsi al consiglio comunale mentre si guida». In proposito se non rimarrà agli annali della storia, sicuramente resterà incisa sulla registrazione dei consigli comunali in streaming la bestemmia pronunciata in diretta da un consigliere rimasto a tutt’oggi ignoto. Il “bello” della diretta, si fa per dire, dato che, visto il contenuto, di gradevole c’è poco. Allarga la cortese “reprimenda” il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle, Massimo Erbetti: «Questo comportamento non è più tollerabile. Alcuni consiglieri comunali vengono qui, poi se ne vanno e si collegano in giro con lo streaming. Addirittura dalla macchina. Non è rispettoso non solo verso noi che stiamo qui, ma soprattutto nei confronti dei cittadini. Se si viene in aula, si mantenga l’impegno di starci. Se, invece, si vuole stare a casa, ci si colleghi da lì. Ma non dal mare, dal lavoro, o dall’auto. Prendiamo un gettone di presenza per partecipare alle sedute di consiglio comunale, non possiamo fare altre cose durante il suo svolgimento. Spero che a breve queste restrizioni cessino e si torni a stare tutti in aula fisicamente. Ma nel frattempo, durante il consiglio comunale, bisogna garantire la presenza, non andarsene in giro», conclude Erbetti piuttosto seccato.