Home Attualità Stato di emergenza, Salvini: «Se prorogano, non li facciamo uscire dall’aula fino al 31 ottobre».
Stato di emergenza, Salvini: «Se prorogano, non li facciamo uscire dall’aula fino al 31 ottobre».

Stato di emergenza, Salvini: «Se prorogano, non li facciamo uscire dall’aula fino al 31 ottobre».

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Roma, 23 luglio 2020 – «Se prorogano lo stato di emergenza fino al 31 ottobre, non li facciamo uscire dall’aula. Stiano loro in aula fino al 31 ottobre». È una vera e propria dichiarazione di guerra quella che stamattina ha lanciato Matteo Salvini all’indirizzo della maggioranza giallorossa. «Non c’è nessuna emergenza sanitaria in corso, i numeri dicono il contrario, chiunque voglia prorogare lo stato di emergenza è un nemico dell’Italia e degli italiani. La gente ha bisogno di libertà, responsabilità, lavoro e serenità». Riguardo all’argomento contagi, Salvini torna sugli arrivi di migranti di questi giorni: «Stanotte sono sbarcati solo in 400 – dice con tono ironico – c’è un governo che sta ammazzando la Sicilia e, di conseguenza, il resto d’Italia. È l’anno più difficile per il comparto del turismo dal dopoguerra ad oggi, e il governo spalanca i porti, mostrando ai telegiornali di tutto il mondo l’Italia come il campo profughi d’Europa». Ma sulla politica di Lamorgese, Salvini attacca ancora più duramente: «Non solo li fanno sbarcare, ma li spargono in giro per tutta Italia. Stanno importando infetti. Poi alcuni giornalisti scrivono ‘allarme focolai’‘stato di emergenza’, ovvio – prosegue Salvini – se fai entrare gente positiva al Covid19». Toni piuttosto duri quelli del leader della Lega, disposto comunque ad ammorbidire la linea se: «Nello scostamento di bilancio sarà inserito l’anno bianco fiscale, esentando così famiglie e lavoratori dal pagamento delle tasse fino al 31 dicembre; la stabilizzazione di 50 mila insegnanti precari di sostegno; il riconoscimento della lingua italiana dei segni e della sordo cecità. Se queste cose verranno inserite nello scostamento di bilancio – dice Salvini – allora l’atteggiamento della Lega potrebbe essere di un certo tipo in aula. Altrimenti i voti se li trovi da solo», dice con chiaro, anche se non esplicito, riferimento, al presidente del consiglio, Giuseppe Conte. Salvini ribadisce anche la centralità della flat tax: «Per noi è questione di vita o di morte – dice – introdurre una tassa piatta, semplice, uguale per tutti fino a 70 mila euro di reddito all’anno, costerebbe 13 miliardi, questa cifra sarebbe il mancato introito per lo Stato, recuperabile grazie ai maggiori consumi di chi, dovendo pagare meno tasse, comprerebbe più beni e servizi», dice Salvini. Flat tax che non dovrebbe essere un problema «Se, come dicono, hanno trovato i soldi. Parlano non di un miliardo ma di 200 miliardi», prosegue. «Conte punta sul 2021», anno a partire dal quale potrebbe rendersi disponibile la prima tranche di fondi dal Recovery fund, «ma non capisce – continua Salvini – che tra ottobre e  novembre 2020 si rischia una crisi sociale senza precedenti. O interviene sulle tasse ora, o avremo grossi problemi». Alla domanda di un giornalista se si fosse sentito con Berlusconi e Meloni dopo l’accordo raggiunto da Conte a Bruxelles sul Recovery fund, e se pensa che il suo prossimo sfidante alla leadership del Paese possa essere proprio l’avvocato del popolo, Salvini risponde: «L’altra domanda?».

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.