Home Cronaca Emergenza fino al 31 gennaio: Calza della Befana 2021 addio!”.
Emergenza fino al 31 gennaio: Calza della Befana 2021 addio!”.

Emergenza fino al 31 gennaio: Calza della Befana 2021 addio!”.

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Viterbo 9 ottobre 2020 – Nell’immenso libro delle tradizioni viterbesi, resteranno mute pagine bianche: il trasporto di Santa Rosa 2020, San Pellegrino in Fiore 2020, e la Calza della Befana 2021.  Una non storia che diventa storia: appuntamenti mancati, che proprio per questo resteranno memorabili. Cancellati. A causa del Covid19. La pandemia che ha fermato il mondo e la vita di ognuno. Con essa anche le tradizioni hanno eccezionalmente interrotto una continuità secolare. Il Consiglio dei Ministri l’altro ieri ha deliberato la proroga dello stato di emergenza al 31 gennaio 2021. Un provvedimento che, dopo Santa Rosa, e San Pellegrino in Fiore, cancellerà quasi certamente, anche la Calza più lunga del mondo del Centro Sociale Pilastro. «Vista la situazione, non credo riusciremo a farla», dice il presidente del centro polivalente, Luciano Barozzi.  Con grande probabilità salterà, non solo «per la situazione dei contagi, che sono ricominciati a salire, ma anche perché il centro sociale è chiuso e non c’è chi la fa». La Calza, infatti, è realizzata dagli iscritti al centro sociale, che in questo periodo di pandemia non hanno più frequentato, essendo anche questa struttura chiusa. «Il centro sociale è chiuso da marzo a causa del Covid19 – dice Barozzi – Molti iscritti mi chiamano, ma tra tutti è palese la preoccupazione. Questo mese avremo un incontro con l’assessore. Ma anche se il centro riaprisse, non so quanti verrebbero.

Da sin. Aluisi, Barozzi, Arena

Se da un lato le attività ci mancano, dall’altro c’è il serio rischio di contagio che è sempre dietro l’angolo, nonostante vengano prese tutte le precauzioni possibili. Non dimentichiamo – continua Barozzi – che i frequentatori del centro sono una categoria fragile. Non solo hanno timore a venire qui, ma anche i familiari non vogliono mandarli». In tempi normali la macchina organizzatrice della Calza si sarebbe già messa in moto. «Negli anni scorsi, già da agosto –  dice Luciano Barozzi –  avevo iniziato con le operazioni burocratiche, autorizzazioni, piano della sicurezza,   poi ci sarebbe stata la riunione con le associazioni partecipanti: Admo, Avis 500 Tuscia Club, parrocchia del Sacro Cuore». Quest’anno ancora non si sono incontrati, né sentiti, ma anche senza essersi parlati, tutti hanno la stessa, medesima, sensazione, di fronte alla situazione pandemica, e cioè che la Calza della Befana 2021 non ci sarà. Anche se la situazione dovesse migliorare tra qualche mese e lo stato di emergenza dovesse finire prima, sarebbe oramai tardi per allestire la calza.  «I lavori partono a novembre – dice Barozzi –  ma da ottobre la macchina organizzativa è già in moto. Ci sono da preparare manifesti, locandine e una miriade di tante altre cose che vanno fatte e per le quali va anticipato anche del denaro. Operazioni che vengono fatte quando c’è la certezza che l’evento si svolga. E quest’anno non c’è.  C’è solo l’evidenza di un’epidemia che ancora circola tra la popolazione e una serie di restrizioni a comportamenti e abitudini di vita, tra le quali si sta facendo largo anche l’intenzione di procedere nei prossimi mesi con una stretta sugli eventi di massa.  Per vedere sfilare la Cala 2021, insomma, ci vorrebbe un miracolo. Ci vorrebbe che il Covid19 sparisse all’improvviso, una scommessa su cui nessuno pensa di puntare.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.