Capri, 15 ottobre 2020 – Il Covid19 segna il record assoluto di contagi: 7.332 nuovi positivi in ventiquattr’ore. Un’impennata che non si era vista nemmeno in pieno lockdown. Il governo ha adottato un dpcm con validità a 30 giorni, quando le misure potrebbero inasprirsi con l’avanzare dell’epidemia. Gli appuntamenti dei prossimi mesi sono da brividi: l’arrivo del freddo in contemporanea con le feste più affollate dell’anno, a partire da Halloween, a Natale, Capodanno e la Befana. E proprio in concomitanza del Natale c’è chi vede agitarsi lo spettro di un altro lockdown. Un’ipotesi che il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, intervistato a Capri, non vuole sentir nominare: «Non faccio previsioni per Natale – dice ai giornalisti – ma delle misure più idonee, adeguate e sostenibili da adottare per prevenire il lockdown. Molto dipenderà dal comportamento di tutta la comunità nazionale». Insieme alla salute dei cittadini, c’è da salvaguardare anche quella dell’economia italiana che dopo il blocco di primavera sta tentando di rimettersi in piedi. Fondamentale per scongiurare un altro lockdown che rischia di rivelarsi fatale per la
tenuta dell’economia italiana per Conte: «Non c’è altro modo – dice – di rispettare le regole. La curva dei contagi sta lentamente e progressivamente crescendo, ragione per cui abbiamo adottato misure restrittive, non ci ha fatto affatto piacere, ma adesso dobbiamo rispettare queste regole più restrittive. Oggi c’è questo nuovo innalzamento, ma c’è anche un record dei tamponi. Tuttavia è una situazione che non può non preoccuparci e non spingerci a rispettare tutti le regole. Questa è una partita in cui vinciamo tutti o altrimenti perdiamo tutti. Non potete pensare che ci sia il governo che risolve il problema, è stata la comunità nazionale italiana che ha affrontato questa prova difficilissima e siamo usciti vincitori. Adesso è la stessa cosa: dobbiamo affrontare questa nuova ondata con grande senso di responsabilità, smettiamo di fare polemiche, discorsi astratti, discussioni, dibattiti. Bisogna essere concreti. C’è da tutelare la salute delle persone, perché se cresceranno i contagi e il numero delle persone negli ospedali, in particolare in terapia intensiva, andremo di nuovo in difficoltà. Dobbiamo arrestare questa curva. E per farlo dobbiamo rispettare le regole». Per quanto riguarda la tenuta della rete ospedaliera, Conte rimarca: «Abbiamo rafforzato in modo concreto con numeri alla mano, il sistema sanitario nazionale. Abbiamo a disposizione attrezzature respiratorie che possiamo distribuire al bisogno. Lo stiamo facendo per la Campania. Manderemo anche personale medico aggiuntivo. È chiaro che non possiamo creare posti letto in terapia intensiva sulla prospettiva di un’esplosione dell’epidemia che derivasse dal mancato rispetto delle regole. Perché se ciò avvenisse, e lasciassimo correre il contagio, non ci saranno numeri che potranno rivelarsi sufficienti per la terapia intensiva». La questione sanitaria, porta con sé, inevitabilmente, quella collegata ai fondi MES: «Lavoriamo sui fabbisogni e sugli obiettivi. Se mancheranno risorse ce le procureremo. Non ne faccio una posizione ideologica. Non c’è teoria che tenga se c’è bisogno di salvare la comunità. Se si dovrà fare il bene dei cittadini, lo faremo».