Natale? «Sì, il Comune deve festeggiarlo, con moderazione, per tirare su il morale».
Viterbo, 23 ottobre 2020 – Natale sì. Ma con moderazione. E, soprattutto, per tirare su il morale ai cittadini. «Con il Covid rischiamo tutti di andare in depressione». Mentre in consiglio comunale infuria la discussione sul bilancio, con una polemica piuttosto accesa sull’opportunità di spendere risorse o meno per il Natale quest’anno, i cittadini dicono la loro. Pochi i frugali che vorrebbero cancellare Babbo Natale dal calendario viterbese, rinunciando ad alberi e ad addobbi. La maggior parte delle persone intervistate, vogliono vedere il Natale in città, senza assembramenti e senza strafare, sia sui soldi, sia sugli eventi. E parlano di qualcosa che, nelle preoccupazioni per la salute pubblica e quella economica, non ha ancora trovato il suo spazio, ma è ad uno stato latente destinato a salire alla ribalta da un momento all’altro: la depressione. Quasi tutti ne parlano: 10 mesi con la minaccia del Covid e le vite sballate nei loro ritmi abitudinari stanno ingenerando depressione, tristezza, nervosismo, abbattimento morale. Molti sono dilaniati dalla preoccupazione per la propria salute e per il portafoglio, in una condizione di vita che non ha più nulla di
normale a cominciare da quella mascherina diventata oramai indispensabile. «È vergognoso in questo momento fare discorsi e scontri politici. Il Natale non dovrebbe essere motivo di questo. Se il comune ritiene di avere le risorse per i festeggiamenti, a me farebbe piacere che ci fossero, se, altrimenti, ritiene che quelle risorse siano necessarie a persone che si trovano in difficoltà, va bene destinarle così, anche in tal caso sarebbe Natale». È l’opinione di una signora che passeggia in via San Lorenzo. «Fare qualcosa a Natale è carino. Senza esagerare, ma almeno la gente quando esce di casa per una passeggiata, trova qualcosa. Senza strafare», dice un’altra signora a Piazza del Plebiscito. Decisamente favorevoli al Natale due ragazzi d 24 anni a spasso in via Roma: «Così si fa girare un po’ l’economia – dice uno dei due -. Si guardi il modello Salerno. Qualcosa, insomma, si dovrà fare». «Non dico di spendere tutto il budget per le festività natalizie – dice l’altro – ma destinare una parte a questo, credo sia opportuno, per alleviare la situazione. Già devo invitare sei persone, se non mettete nemmeno un alberello, è veramente brutto». Una coppia che cammina a piazza delle Erbe dice «sì al Natale, anche se quest’anno tanti festeggiamenti non si potranno fare. Una stretta sarebbe positiva. Ognuno di noi dovrà avere la responsabilità di regolarsi. Ma vedere qualcosa per Natale sarebbe auspicabile. Senza esagerare. Così come a casa, non con tantissime persone». Molto favorevole e investire sul Natale è un’altra signora che passeggia al Corso: «Io sono molto d’accordo. Dico che bisogna fare il Natale, c’è modo per fare tutto con precauzioni, studiando un sistema, con alberi, addobbi location contigentate, numeri chiusi, come al supermercato. per me bisogna vivere». «C’è gente che ha una grande paura a fare feste di Natale – dice una signora di Napoli -. Credo che il Comune debba festeggiare il Natale, altrimenti così si va tutti in depressione. Soprattutto i bambini. Non ci possiamo isolare. Sono favorevole al Natale. Bisogna portare un po’ di allegria. Io vengo da Napoli, ho preso una casetta in centro storico e mi sono innamorata di questo posto. Mi piace andare nei vicoli. La gente tiene bene le costruzioni antiche, con la piantina, il rampicante. Ma il Comune dovrebbe spingere più sul turismo. Sul Covid meno terrore, il telegiornale è un bombardamento continuo, stiamo a diecimila, a 12 mila, a 14 mila. Certo non bisogna sottovalutare il problema. Ma un cittadino dovrebbe anche essere libero delle proprie azioni. Non c’è stato un secolo che non abbia portato i propri problemi. Forse adesso c’è troppa informazione. Con il Covid dobbiamo conviverci». Un’altra signora passeggia in piazza Verdi e anche secondo lei un po’ di Natale in città ci vuole: «Ma sì – dice – qui è una smorteria. Qualcosa bisogna fare. L’anno scorso era carino». Un’altra signora si gode la mite sera di ottobre seduta in via Marconi con accanto un grosso, candido, pastore maremmano: «Certo che sono d’accordo che il Comune spenda per il Natale. Anche se c’è il Covid. Bisogna tirare su il morale ai cittadini. Già la vita è tanto triste. Con il virus ancora peggio». Un’altra donna passeggia in via Marconi con un barboncino “infiocchettato di rosa”: «Ma sì, senza assembramenti, ma festeggiamo il Natale. Io lo sento». Su una panchina sotto i portici di Palazzo dei Priori un gruppo di pensionati si godono anch’essi la serata, discutendo dei fatti del momento. Il Natale è uno di questi. Alla domande se festeggiarlo o no, si accende il dibattito. «No, dovrebbero spendere su strade che sono piene di buche, non per il Natale. Con il Covid la gente deve essere più prudente, sennò con questa malattia moriremo tutti noi anziani e pensionati. Dobbiamo cercare di risparmiare per fare cose più utili», dice il primo della fila di persone seduto sulla panchina. Non la pensa così la signora accanto a lui: «Non solo l’albero, io vorrei anche qualcosa in più. Almeno ci sarà qualcosa per tirare su il morale ai cittadini. Sono d’accoro a festeggiare il Natale, anche senza fare grandi cose». Sulla panchina non sono tutti d’accordo un’altra signora confessa che: «Non lo faccio nemmeno a casa l’albero», quindi, il Comune «avrebbe tante altre cose da fare». Così anche un altro uomo seduto accanto a lei. Nel gruppo non si è ancora pronunciata l’ultima signora, e vorrebbe continuare a tacere per non prendere le parti del sì o del no, ma alla fine si convince e dice: «Sì al Natale».