Roma, 2 novembre 2020 – Il nuovo dpcm istituirà tre fasce di rischio in cui saranno collocate le regioni in base a dei coefficienti certificati che esprimeranno la velocità di circolazione del virus e la tenuta dei sistemi sanitari. Questa, in sostanza, la novità principale del prossimo dpcm, le cui linee sono state anticipate oggi alla Camera dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte. Sarà applicato un sistema di misure restrittive differenziato. L’inserimento di una regione in una
fascia, determinerà automaticamente l’applicazione del regime di misure ad essa associato. Ciascuna regione potrà uscire da una fascia ed entrare in un’altra in base all’evolversi della situazione epidemiologica. A questo regime differenziato, se ne affiancherà uno valido per tutto il territorio nazionale, che implicherà una serie di misure omogenee per tutti, come il ritorno integrale alla didattica a distanza per le scuole superiori, il coprifuoco in fascia serale, la riduzione del trasporto pubblico.
«Nonostante gli sforzi, l’andamento dell’epidemia risulta molto preoccupante», ha detto il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, alla Camera dei Deputati. In base al report dell’Istituto Superiore della Sanità: «Il quadro epidemiologico descritto è in via di transizione a uno scenario di tipo 4», passaggio che per alcune regioni potrebbe compiersi: «già nel breve periodo». «Alcune regioni rischiano la tenuta dei servizi sanitari», spiega Conte che, riguardo al monitoraggio delle ultime settimane, comunica: «11 regioni sono a rischio elevato o anche molto elevato di trasmissione non controllata di Sars-Cov 2, altre otto regioni sono a rischio moderato con probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese. L’aumento rapido dell’incidenza, è coerente con l’incremento dell’indice RT nazionale. Esso si colloca a 1,67 su base nazionale, ma in alcune regioni il valore è superiore alla media nazionale. Nella settimana di riferimento, per la prima volta, è stata superata la soglia critica in area medica, ed esiste un’alta probabilità che 15 regioni superino la soglia individuata come critica di terapia intensiva e aree mediche già nel prossimo mese. Questo scenario non tiene conto degli effetti delle misure restrittive, introdotte in particolare con l’ultimo dpcm del 24 ottobre – spiega ancora Conte -. Potrebbero rendersi evidenti a partire dal 14esimo giorno dall’adozione. Sebbene ci saranno effetti positivi, come ci viene confermato da tutti gli esperti e dagli scienziati, in questo momento non vi sono evidenze scientifiche che ci consentono di pronosticare la misura di questo impatto. Alla luce dell’ultimo report di venerdì scorso, la situazione da esso certificata è diffusamente grave sul territorio nazionale e particolarmente critica in alcune regioni. Siamo costretti a intervenire, quindi, nell’ottica della prudenza e della massima precauzione con una strategia contenitiva e mitigativa del contagio, necessariamente modulata in base alle differenti criticità rilevate nei territori, graduando misure in base al rischio di tenuta sanitaria e di velocità di circolazione del virus. I nuovi interventi restrittivi, quindi, saranno modulati in base al livello di rischio concretamente rilevato nei
territori sulla base di criteri scientifici e oggettivi. Necessario introdurre un regime differenziato in base ai diversi scenari regionali. Il prossimo dpcm introdurrà tre aree con diversi scenari di rischio, dove saranno inserite le regioni con applicazione automatica delle misure previste per quella determinata fascia. La classificazione delle regioni con conseguente inserimento nelle tre aree, dipenderà dal coefficiente di rischio raggiunto dalla regione secondo parametri certificati. Sarà possibile uscire da un’area a rischio e passare in un’altra. Sull’intero territorio nazionale, dove non c’è rischio elevato, interverremo solo con specifiche misure: chiusura nei giorni festivi e prefestivi dei centri commerciali, ad eccezione di farmacie e para farmacie, negozi di generi alimentari, tabaccherie ed edicole, chiusura sale gioco, sale bingo, corner per attività scommesse, video giochi, ovunque collocati. Chiuderanno anche musei e mostre, riduzione fino al 50% della capienza sui mezzi pubblici. Introdurremo limiti a spostamenti da e verso regioni che presentano elevati coefficienti di rischio, salvo che per comprovate esigenze lavorative, studio, salute e necessità. Limiti alla circolazione delle persone in fascia serale più tarda, ad eccezione di comprovate esigenze di lavoro, studio, salute e necessità. Prevediamo la possibilità per le scuole secondarie di secondo grado di passare integralmente alla didattica a distanza, sperando che sia una misura temporanea. Nelle regioni con più elevato rischio – conclude Conte – introdurremo maggiori restrizioni graduando intensità e severità in proporzione al coefficiente di rischio rilevato».