Nazionale, 10 gennaio 2021 – Il Covid19 sta riprendendo forza e i contagi sono in rapido aumento. A mancar l’allarme è la cabina di regia che si è riunita l’8 gennaio 2021 per monitorare il rischio sanitario e ”classificare tempestivamente il livello di rischio in modo da poter valutare la necessità di modulazioni nelle attività di risposta all’epidemia”.
La conclusioni della riunione sono chiare: «L’epidemia da virus SARS-CoV-2 in Italia è nuovamente in una fase di peggioramento con una incidenza molto elevata e un impatto elevato nella maggior parte del Paese. Quasi tutto il paese si colloca ad un rischio moderato o alto di una epidemia non controllata e non gestibile. Si raccomanda pertanto di definire ed implementare rapidamente ed in modo rigoroso misure di mitigazione più stringenti».
Questa la posizione del CTS che prelude a un’ondata di nuove restrizioni su tutto il territorio nazionale. «I dati consolidati forniti dalle Regioni», riguardano la «settimana dal 28/12/2020 al 3/1/2021». Una fotografia allarmante, secondo la cabina di regia per un «nuovo aumento dell’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 gg arrivata a 313,28 per 100.000 abitanti nel periodo 21/12/2020-03/01/2021 rispetto alla precedente 305,47 per 100.000 abitanti del periodo 14/12/2020 – 27/12/2020 (Dati flusso ISS).
RT di nuovo sopra al valore 1. L’Rt per la prima volta dopo sei settimane passa sopra ad uno ed è in continuo aumento da quattro settimane con un valore pari a 1,03 (range 0,98 – 1,13).
Regioni più a rischio. «Il Veneto è attualmente la regione più a rischio», secondo la cabina di regia. Nella regione «si evidenzia il persistente valore elevato di questo indicatore pari a 927,36 per 100.000 abitanti negli ultimi 14 gg».
Regioni con Rt superiore ad 1. Sono tre le regioni che hanno un Rt «puntuale significativamente maggiore di 1». Sono: Calabria, Emilia Romagna e Lombardia.
Regioni con valore medio Rt superiore a 1. Sei regioni hanno una media dei valori assunti dall’indice Rt superiore ad uno. Sono: Liguria, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria, Valle d’Aosta.
Regioni con Rt pari a 1. Puglia.
Regioni con Rt prossimo a 1. Lazio, Piemonte, Veneto.
Regioni a rischio elevato. Sono 12 le regioni classificate a rischio alto questa settimana, rispetto alla precedente. Si tratta di: Emilia-Romagna, FVG, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, PA Bolzano/Bozen, PA Trento, Puglia, Umbria, Veneto. Di queste si segnala un Rt puntuale compatibile con uno scenario di tipo due in Emilia-Romagna e in Lombardia. Si conferma nella Regione Veneto la persistenza di una incidenza particolarmente elevata (927,36 per 100.000 abitanti negli ultimi 14 gg).
Regioni a rischio moderato. Sono otto le Regioni che si collocano a rischio moderato: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Sardegna, Sicilia, V.d’Aosta/V.d’Aoste. In due Regioni, Calabria e Molise, si configura un rischio moderato con alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane. Si segnala, inoltre, un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo due nella Regione Calabria.
Toscana: unica Regione classificata a rischio basso, con «un Rt puntuale compatibile con uno scenario di tipo uno».
Sistema di tracciamento in tilt. La cabina di regia segnala che «L’incidenza su tutto il territorio èancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. I servizi sanitari hanno mostrato i primi segni di criticità quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni e una criticità di tenuta con incidenze elevate.
Epidemia fuori controllo. La cabina di regia osserva «un chiaro aumento complessivo del rischio di una epidemia non controllata e non gestibile dovuto ad un aumento diffuso della probabilità di trasmissione di SARS-CoV-2 sul territorio nazionale in un contesto in cui l’impatto sui servizi assistenziali è ancora alto nella maggior parte delle Regioni».
Nuove misure restrittive. La cabina di regia chiede misure di contenimento dell’epidemia. «I dati – scrive nel verbale – confermano che l’epidemia si trova in una fase delicata, che sembra preludere ad un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane qualora non venissero definite ed implementate rigorosamente e tempestivamente misure di mitigazione più stringenti. Questo avverrebbe in un contesto di elevata incidenza con una pressione assistenziale ancora elevata ed in crescita in molte Regioni. Si suggerisce pertanto di introdurre ulteriori misure di mitigazione a fronte di livelli di incidenza particolarmente elevati anche quando si documentino livelli di trasmissibilità non superiori a 1. A tal fine la cabina di regia recepisce il documento in bozza stilato dall’Istituto Superiore di Sanità che identifica una chiara criticità a livelli di incidenza tra 300 e 250 casi/100,000 abitanti, in particolare quando l’incidenza viene calcolata nei soggetti di età ≥ 50 anni.