Nazionale, 9 marzo 2021 – In corso da stamattina alle 9 una riunione del Comitato tecnico scientifico per valutare la possibilità di eventuali nuove misure restrittive alla luce dell’aumento dei contagi degli ultimi giorni. A causa delle varianti si registra un’impennata dei contagi. Sono diverse le ipotesi sul tavolo per fronteggiare la nuova ondata. Tra queste l’introduzione del criterio di 250 casi ogni 100mila abitanti per entrare automaticamente in zona rossa. Un metodo che era già stato proposto dai tecnici a gennaio, ma che era stato respinto dalle Regioni. Si valuta anche una maggiore stretta nei fine settimana, con chiusure generalizzate, e zone rosse più rigide.
Lockdown nei week end. Sembra potersi escludere la possibilità di tre settimane di lockdown generalizzato. In queste ore si starebbe, invece, lavorando per dare una stretta dei parametri per l’ingresso di una Regione o di una singola zona in fascia rossa. Questo potrebbe avvenire automaticamente nel momento in cui il contagio tocchi i 250 casi ogni 100.000 abitanti.
Aumento delle zone rosse. L’ipotesi che potrebbe prevalere sul tavolo del Cts è quella di aumentare le zone rosse, che potrebbero scattare automaticamente, saltando la lunga procedura attuale, sulla base non più dei dati vecchi di 7/10 giorni prima e validati dall’Iss, ma di quelli raccolti un paio di giorni prima dalle Regioni. Un’altra ipotesi sarebbe quella della serrata dei negozi laddove sono chiuse le scuole, per evitare gli assembramenti nei centri commerciali dei giovani, fascia più colpita dalla variante inglese.
Modello dello Natale. Un’altra ipotesi che circolerebbe sarebbe quella di riproporre il cosiddetto “Modello Natale” che prevede la fascia rossa per l’intero Paese nei giorni festivi o prefestivi e quella arancione nei giorni feriali.
Coprifuoco anticipato. Sul tavolo del Cts c’è anche il rafforzamento della fascia rossa, che diventerebbe ancora più rossa, nelle micro-zone dove circola intensamente la variante inglese e quella brasiliana, con maggiori chiusure rispetto a quelle previste dall’ultimo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio Mario Draghi. Nelle zone più colpite dal virus potrebbe scattare un coprifuoco anticipato alle 19.