Home Cronaca Figliuolo “secca” le “Primule” di Arcuri: revocato il bando per i padiglioni griffati.
Figliuolo “secca” le “Primule” di Arcuri: revocato il bando per i padiglioni griffati.

Figliuolo “secca” le “Primule” di Arcuri: revocato il bando per i padiglioni griffati.

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Nazionale, 29 marzo 2021 – La primavera è arrivata, ma le primule dei padiglioni vaccinali di Arcuri si sono seccate come per una gelata invernale che porta il nome di Francesco Paolo Figliuolo. Il nuovo commissario per l’emergenza, infatti, «ha firmato il decreto n.4 del 23 marzo 2021», con il quale  «si ritiene necessario procedere all’annullamento della procedura di gara poiché, in ottemperanza agli obiettivi stabiliti nel nuovo Piano Vaccinale Anticovid del 13 marzo 2021, le strutture modulari previste nel bando in oggetto non rispondono più in termini di aderenza ai requisiti necessari per garantire una risposta pronta agli scostamenti del rapporto esigenze di vaccinazione somministrazioni, oltre che rappresentare una onerosità elevata se rapportata ad altre modalità ora in atto col nuovo Piano Vaccinale». Riporta la notizia il quotidiano Il Tempo, secondo il quale, la firma di Figliuolo per l’annullamento del bando avrebbe fatto «risparmiare agli italiani  almeno 8,5 milioni di euro», a tanto ammonterebbe il costo per realizzare   «21 Primule» e  «circa 480 milioni di euro, qualora ne sarebbero state realizzate 1.200». Sempre secondo il Tempo, infatti, la «quantità di Primule da collocare nelle piazze italiane non era ben definita nel bando», pubblicato «il 20 gennaio con scadenza il 27 dello stesso mese». Lo stesso Arcuri, forse resosi conto della brevità della scadenza, aveva prorogato «la scadenza al 3 febbraio». Il progetto tuttavia era stato accolto tra un mare di critiche, non solo per il costo, giudicato da più parti esorbitante, ma anche per l’allungamento dei tempi in un’operazione che al contrario avrebbe dovuto essere rapidissima: la partenza della campagna vaccinale. Sempre secondo il Tempo «la consegna della Primula chiavi in mano, sarebbe dovuta avvenire in 30 giorni, poi prolungati a 45». Un lasso di tempo forse troppo lungo per la partenza della campagna vaccinale, e troppo corto per le aziende produttrici dei padiglioni.  Meno di due mesi per produrre almeno ventuno strutture rimovibili da 315 mq l’una, trasportarle in tutta Italia, arredarle, testarle e consegnarle». Un progetto che non ha mai visto la luce e oggi, con l’annullamento del bando da parte del nuovo commissario Figliuolo, va ufficialmente al macero. La campagna vaccinale dell’era Draghi procederà su altri binari, utilizzando strutture già esistenti per grandi hub vaccinali nelle città, e task force mobili per raggiungere anche i luoghi più isolati dello stivale, con un unico obiettivo: fare presto.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.