Home Cronaca Pressing Lega e Forza Italia, Draghi ora pensa a riaperture “ragionevoli” già da aprile.
Pressing Lega e Forza Italia, Draghi ora pensa a riaperture “ragionevoli” già da aprile.

Pressing Lega e Forza Italia, Draghi ora pensa a riaperture “ragionevoli” già da aprile.

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Nazionale, 30 marzo 2021 – Programmare le riaperture per dare speranza al Paese. Mario Draghi ci ripensa e dalla linea “rigorista” sostenuta dal ministro Roberto Speranza, da Pd, 5 Stelle, Leu e dal Comitato tecnico scientifico, apre al dialogo con il centrodestra: Lega e Forza Italia, a cui si aggiungono le tante Regioni dello stesso colore, che chiedono di dare un “segnale” al Paese sulla ripartenza delle attività. Inizialmente si era parlato di escludere la zona gialla fino al termine del mese di aprile, avallando, quindi, l’applicazione delle misure anti covid più rigide riconducibili alla zona rossa e arancione. Il premier Draghi in un primo momento pareva, quindi, posizionato sulla linea dettata dal ministro Roberto Speranza che anche oggi ribadisce: «Ora va usata prudenza, sono i numeri dei decessi, del contagio e delle terapie intensive a imporci attenzione. Con 3.721 posti letto in terapia intensiva occupati non possiamo fare un passo troppo lungo. Le prossime settimane saranno decisive per le vaccinazioni e potremo così programmare l’estate e la graduale uscita dalle restrizioni sulla base delle evidenze scientifiche e dei dati del monitoraggio che sono e restano la nostra bussola». Ma la “sirena” di Speranza, pare aver perso un po’ la sua forza incantatrice davanti al pressing di Lega e Forza Italia che, al contrario, chiedono un’iniezione di fiducia al Paese, oltre a quella del vaccino, per riportare gli imprenditori e i commercianti italiani a guardare nuovamente al futuro.  La Lega, Forza Italia e i governatori di centrodestra vorrebbero introdurre un «meccanismo automatico».

Maria Stella Gelmini

Meccanismo automatico per riaperture mirate. Il ministro agli Affari regionali, Mariastella Gelmini, nel corso dell’incontro con i governatori ha messo a verbale: «Il testo del decreto Covid non è ancora pronto, ma stiamo dicendo tutti la stessa cosa, bisogna dare ai cittadini una prospettiva di speranza. Allo stesso tempo questo non è il momento per dire “riapriamo tutto”, fino al 15-20 aprile ci vorrà ancora molta attenzione. Ma se i numeri migliorano, all’interno del decreto servirebbe un automatismo per prevedere aperture mirate senza il bisogno di approvare un nuovo provvedimento».

Mario Draghi

Lo stesso Draghi pare aver recepito la linea del centrodestra: «Occorre ridare speranza al Paese, pensando a programmare le riaperture – dice -. Bisogna cominciare ad aver di nuovo il ‘gusto del futuro‘. Bisogna uscire da questa situazione di inattività». Lo stesso Draghi nella conferenza stampa di qualche giorno fa aveva ammesso che le misure adottate con il decreto per dopo Pasqua sarebbero potute cambiare già in aprile con il miglioramento della curva dei contagi. Insomma sarebbe una questione di “dati”, non di “date”.

Matto Salvini

La Lega e le riaperture ragionevoli. Dai governatori della Lega è arrivata una richiesta forte per «riaperture ragionevoli», insistendo affinché vengano introdotte nel prossimo decreto delle clausole per ripristinare le zone gialle, laddove i numeri dei contagiati lo permetterano.  Chiesta anche la rivalutazione dei criteri per determinare l’andamento del contagio, e  «indicazioni scientifiche sul rischio che comporterebbero alcune riaperture come quelle di teatri o ristoranti». Altra richiesta fatta al governo è «l’aumento del personale sanitario per fare i vaccini, considerate le promesse non mantenute dal precedente governo».

Giallo rafforzato. Da metà aprile potrebbe tornare un “giallo rafforzato”, con bar e ristoranti che dovranno chiudere alle  quattro del pomeriggio e non alle sei per evitare movida e assembramenti. Secondo Speranza le regole delle zone gialle non sarebbero sufficienti a contenere le  varianti del Covid. Da qui la decisione, venerdì scorso, di lasciare fino al 30 aprile solo aree rosse o arancioni. Ma di fronte al pressing di Lega e Forza Italia, Mario Draghi sarebbe ora pronto a introdurre un allentamento delle restrizioni e ad inserire nel decreto quel meccanismo automatico che consentirebbe il passaggio in zona gialla direttamente al verificarsi di una diminuzione dei contagi senza necessità di varare un altro provvedimento. Ciò potrebbe avvenire già dal 16 aprile o quando lo renderà possibile lo stato delle terapie intensive. Questo comporterebbe la riapertura di bar e ristoranti in quelle zone dove il contagio avrà un’incidenza minore, e la situazione degli ospedali non sarà critica.

Salvini canta vittoria. «Per noi le frasi di Draghi sulle possibili riaperture sono una vittoria», dice il leader della Lega, «nessuna chiusura inesorabile per tutto aprile, ma attenta e ragionevole valutazione dei dati per non penalizzare ulteriormente famiglie e imprese anche nelle zone meno colpite dal virus».

Norma per obbligo vaccinale ai sanitari. Se ne era già parlato nei giorni precedenti e ora l’ipotesi potrebbe diventare realtà: nel decreto potrebbe essere introdotta una norma per  gli operatori sanitari a contatto con i malati che rifiutano l’immunizzazione per spostarli ad altro incarico o addirittura, nel caso ciò non sia possibile, arrivare all’interdizione dal lavoro con la sospensione dello stipendio.  Nel provvedimento dovrebbe entrare anche una «norma di garanzia» per  eventuali conseguenze penali per chi somministrerà il vaccino, tranne nel caso di colpa grave.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.