Nazionale, 8 maggio 2021 – Razzo cinese in caduta libera sulla terra. Non si conosce ancora il punto dell’impatto di “Lunga Marcia 5B“, questo il suo nome, anche se, con il passare delle ore, si restringe il campo delle ipotesi. Si è ridotto a poco più di 2 ore il margine di incertezza sull’orario stimato per il rientro. Secondo i calcoli dell’organizzazione europea per la sorveglianza spaziale Eusst (EU Space Surveillance and Tracking) l’orario indicativo per il rientro nell’atmosfera sono le 4:32 italiane, con una finestra temporale di circa 4 ore che va dalle 2:32 circa alle 6:45.
Scendono a 2 le orbite sull’Italia – “Sulla base degli ultimi dati forniti dalla Agenzia Spaziale Italiana (ASI) durante il nuovo incontro del tavolo tecnico presieduto dal Capo Dipartimento Fabrizio Curcio, si è ulteriormente ridotta la finestra temporale relativa al rientro sulla Terra del lanciatore spaziale cinese “Lunga marcia 5B”, e questo consente di escludere la prima delle tre traiettorie inizialmente individuate”. Lo rende noto la Protezione Civile, specificando che “scendono a due le traiettorie che potrebbero interessare alcuni settori di nove regioni centro-meridionali italiane. In ogni caso il tavolo tecnico continuerà a seguire l’evolversi della situazione in tempo reale, fa sapere ancora la Protezione Civile, ma “la probabilità che uno o più frammenti possano cadere sul nostro territorio rimane estremamente bassa“.
Venti tonnellate che stanno precipitando sulla terra in modo incontrollato. Ma l’attenzione resta d’obbligo perché, con le sue circa 20 tonnellate, il secondo stadio del razzo cinese Lunga Marcia 5B è uno dei più grandi detriti spaziali a cadere in modo incontrollato sulla Terra negli ultimi anni. La stazione spaziale cinese, che nel 2018 aveva tenuto tutto il mondo col fiato sospeso, ne pesava otto. Oggi come allora l’incertezza su quando e dove potrà avvenire il rientro nell’atmosfera è grande, ma al momento le stime delle organizzazioni internazionali che stanno seguendo il detrito spaziale indicano poco probabile che la caduta possa avvenire su un centro abitato e il rischio per l’Italia è considerato remoto.
La sorveglianza attiva in tutta Europa – In Europa la sorveglianza è affidata al consorzio per la sorveglianza spaziale Eusst (EU Space Surveillance and Tracking), del quale fa parte l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e al quale l’Italia partecipa con Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e il centro (Isoc Italian Space Surveillance and Tracking Operation Center) dell’Aeronautica Militare a Pratica di Mare.
Le stime sulle orbite di questo cilindro dal diametro di cinque metri e lungo più di 30 vengono aggiornate continuamente e tutte le organizzazioni internazionali che le stanno analizzando sono concordi nell’indicare che l’impatto nell’atmosfera potrebbe avvenire nelle prime ore del mattino di
domenica 9 maggio, con un ampio margine di incertezza.
Molto probabilmente finirà nell’Oceano – I radar europei per la sorveglianza spaziale e il tracciamento indicano che lo stadio del lanciatore scende mentre ruota velocemente su se stesso, con un’inclinazione tale che l’Eusst stima che il rientro possa avvenire entro la latitudine compresa fra 41,48 gradi Nord e 41,48 gradi Sud: un’area vasta, ma nella quale “la maggior parte della superficie terrestre è coperta dall’oceano o da aree disabitate, quindi la probabilità statistica di un impatto sul suolo nelle aree popolate è bassa”.
Il Centro-Sud è ancora in allerta – Al momento l’area ancora nel “mirino” del razzo cinese comprende l’Italia centro-meridionale, da Roma in giù, insieme a parte dell’Africa, delle Americhe e dell’Asia meridionale e dell’Australia, più gli oceani Atlantico, Pacifico e Indiano. Lo stadio del Lunga Marcia 5B era caduto in modo incontrollato anche nel 2020, ma allora l’attenzione era troppo concentrata sulla pandemia.