Home Cronaca San Pellegrino: «Da via degli antiquari a via delle ceramiste».
San Pellegrino: «Da via degli antiquari a via delle ceramiste».

San Pellegrino: «Da via degli antiquari a via delle ceramiste».

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Viterbo, 17 maggio 2021 – «Prima era la via degli antiquari, ora sta diventando quella delle ceramiste»: “Buongiorno ceramica” e benvenuti a San Pellegrino, cuore pulsante del quartiere medioevale che torna a battere con le botteghe artigiane dove si impasta l’argilla, si cuoce in forno, si dipinge e decora. Si dà libero sfogo al proprio estro creativo, e con esso si soffia nelle narici dell’anima del quartiere che pare risvegliarsi da un antico torpore.  È un lavoro silenzioso, che cela la vita che ritorna, e che riempie nuovamente di voci i vicoli di un luogo simbolo del Medioevo viterbese, a periodi caduto nel muto grigiore delle saracinesche che si abbassano, dei negozi che chiudono, della via che si spopola. Ma la storia non muore. A volte si dimentica. Però riesce sempre a ritornare, in qualche modo.

Ceramica CNA Daniela Lai
Daniela Lai

E, proprio negli ultimi anni, San Pellegrino ha riscoperto una delle sue antiche tradizioni, l’arte delle ceramica che, grazie al lavoro di alcune ceramiste, tutte donne, sta dando una connotazione ben precisa al quartiere, arricchendolo nei suoi contenuti, e dando un motivo in più per andare alla sua scoperta, offrendo anche un’indiscussa attrazione ai turisti. Viterbo è stata ufficialmente riconosciuta come “Città della ceramica”, un titolo che racchiude un pezzo di storia che merita di essere raccontata, così come è avvenuto in questo week end del 14-15 maggio grazie all’iniziativa “Buongiorno Ceramica” che ha coinvolto 46 città italiane aderenti all’AiCC (Associazione italiana città della ceramica) ognuna impegnata a promuovere e a raccontare, con degli eventi, la propria tradizione locale. Oltre a Viterbo, nella rete delle città della ceramica, anche Civita Castellana.

Elena Urbani

A Viterbo l’iniziativa è stata proposta da Cna e subito sposata dal Comune. «L’amministrazione, con l’assessore Alessia Mancini, ha subito condiviso l’evento – dice Daniela Lai della Bottega d’Arte su via San Pellegrino, vice presidente della Cna e portavoce del settore della ceramica nel Lazio  – Viterbo è una città di antica tradizione ceramica e grazie al Comune abbiamo potuto promuovere   il nostro lavoro anche a livello nazionale – dice -.  Via San Pellegrino sta diventando la via delle ceramiste, siamo tutte donne  – esclama – In questo week end ben 46 città italiane hanno celebrato l’arte della ceramica, ognuna a modo suo, organizzando degli eventi. Qui a Viterbo abbiamo deciso di percorrere i luoghi della ceramica, partendo dalle chiese, dove sono conservate ceramiche del 500, come nella pavimentazione della Cappella Mazzatosta nella chiesa della Verità e quella di Santa Maria della Salute,  e al museo della Ceramica dove c’è tutto il percorso dal 1200 fino al 1800. Prima nella decorazione c’era l’arancio e il giallo ferraccia, poi si è passati al blu con la meravigliosa tecnica della Zaffera, orgoglio non solo viterbese, ma italiano», dice Daniela.

Ceramica, Cinzia Chiulli

A Viterbo stanno dando impulso all’arte della ceramica anche luoghi della formazione come «Lab 33 di Elena Urbani – dice Daniela – e l’istituto Orioli, con un corso specifico. La ceramica è utilizzata anche a scopo terapeutico». Pochi metri dopo la bottega d’Arte di Daniela Lai, sempre su via San Pellegrino si apre un altro suggestivo scorcio: sono i “Percorsi artistici” di Cinzia Chiulli. «I miei prodotti – dice Cinzia – sono una narrazione del territorio. La ceramica – spiega –  nasce dall’incontro dell’uomo con se stesso. Si è girato e ha visto le sue orme. Lì, in quel momento, ha preso coscienza dell’incontro tra la terra e l’acqua. All’inizio faceva vasi, quindi la ceramica aveva potere contenitivo. Poi è iniziata la decorazione».  A tal proposito Cinzia Chiulli sta riproducendo sulla ceramica affreschi di Lorenzo da Viterbo, come lo Sposalizio della Vergine nella Cappella Mazzatosta della chiesa di Santa Maria della Verità». Interessante anche il lavoro che Cinzia svolge sul «simbolismo viterbese e sui tarocchi», uno dei suoi campi privilegiati di ricerca. Poco più sù, proseguendo verso piazza San Pellegrino, si apre un altro luogo quasi “magico”: all’ingresso fanno capolino fate e regine, i bizzarri personaggi di Alice nel Paese delle Meraviglie e altre creature della fantasia. Tutte rigorosamente in ceramica! Siamo al Lab33 di Elena Urbani: «Mi occupo principalmente di modellazione e creazione – dice – qui facciamo l’oggetto dall’inizio alla fine. Si lavora e si plasma l’argilla, poi si decora». Elena realizza “sculture” e in questo periodo si sta dedicando «all’esplorazione del mondo femminile», spiega,  che l’ha portata a dare vita alle «eroine del futuro». Presso il Lab33 si tengono corsi di formazione per adulti e bambini. Oltre a Elena Urbani, Cinzia Chiulli e Daniel Lai, con le loro botteghe affacciate su via San Pellegrino, hanno preso parte a Buongiorno Ceramica anche Daniela Lombardo di Creazioni Daniela e la cooperativa Agatos, oltre al Museo della ceramica.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.