Viterbo, 11 giugno 2021 – Percettori di reddito di cittadinanza, solo in 4 si sarebbero resi disponibili per partecipare a progetti socialmente utili, mentre tutti gli altri si sarebbero rivelati irreperibili o avrebbero declinato l’invito. La mina è esplosa ieri in consiglio comunale su interrogazione del capogruppo della Lega, Andrea Micci, che ha chiesto di sapere lo stato dell’arte al settore dei Servizi Sociali. Interrogativo a sua volta scaturito dalla recente conferenza stampa del comandante provinciale di Viterbo dei carabinieri, Andrea Antonazzo, che ha rivelato cifre drammaticamente elevate sul numero di persone che hanno percepito il reddito di cittadinanza esibendo false dichiarazioni: «125 persone individuate e denunciate per percepire senza averne titolo il sussidio statale per un importo complessivo di 620 mila euro». (Leggi qui).

«La misura nata con il corretto intento di facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro – ha detto il capogruppo Andrea Micci nella seduta di consiglio comunale di ieri – ha finito con il trasformarsi in una forma di puro assistenzialismo. Credo che ci siano molte persone oneste che percepiscono a giusto titolo il reddito di cittadinanza, ma necessitiamo di una legge nazionale che possa rendere effettivo l’obiettivo. Il dato della Tuscia così elevato è preoccupante – ha detto Micci in merito al numero di denunciati reso noto dai carabinieri -. Quante persone che percepiscono il reddito di cittadinanza sono state impiegate in lavori socialmente utili?». L’interrogazione del consigliere Andrea Micci era rivolta all’assessore ai Servizi Sociali, Antonella Sberna, ma prima di lei ha preso la parola, Massimo Erbetti, esponente del Movimento Cinque Stelle che proprio nel reddito di cittadinanza incontra uno dei suoi tratti ideologicamente più caratterizzanti.

«Se aiutare chi è in difficoltà è una questione di bandiera sono felicissimo di portarla avanti – ha detto rivolto ad Andrea Micci -. Lei attacca una categoria di persone più sfortunate. Allora, siccome ci stanno i falsi invalidi, togliamo anche la pensione di invalidità». La replica di Micci non si è fatta attendere: «lei non ha ascoltato bene quello che ho detto». Ma Erbetti ha proseguito: «Quello che lei sta chiedendo alla maggioranza, noi lo stiamo chiedendo da diverso tempo». E Micci ha nuovamente puntualizzato: «Non ho detto di togliere il reddito di cittadinanza, ma di tradurlo da misura assistenziale, quale si è rivelato, a mezzo per l’introduzione al lavoro. Lo strumento è buono in teoria, ma in pratica non funziona, è sotto gli occhi di tutti. Non dico di toglierlo, ma evidenzio un malfunzioamento». A rispondere, infine, è stata l’assessore Sberna: «C’è una grande confusione su questa questione – ha spiegato -. I Servizi sociali per tutto il distretto hanno attivato più di 120 colloqui, la maggior parte delle persone sono state inviate al collocamento, perché non di competenza del servizio sociale. Alla data di oggi solo 4 persone hanno dato la disponibilità, altri hanno declinato, altri ancora sono irreperibili. Sono dovuti andare anche i vigili. Questi sono i dati di una settimana fa. Ad oggi abbiamo inviato 4 nominativi al tribunale per progetti di utilità pubblica».
