“Siamo pronti ad andare a votare anche a giugno. Siamo in molti a volerlo”. Lo dice il deputato del Movimento Cinque Stelle, Massimiliano Bernini, presente ieri all’inaugurazione della sede del gruppo viterbese in via delle Piagge 14 nel quartiere San Faustino.\r\n\r\nDel resto la legge c’è. L’italicum, che dopo il restyling della Consulta è stato ribattezzato il Legalicum, comunque una legge elettorale, come dice la stessa sentenza della Corte Costituzionale, pronta all’uso, anche domani.\r\n\r\nChi vorrebbe aspettare ancora, secondo Bernini, non la racconta giusta, anche se non scende nello specifico dei suoi “maliziosi” pensieri che corrono probabilmente al desiderio che avrebbero molti di assicurarsi la pensione arrivando fino a settembre. C’è poi la situazione incerta di Forza Italia, che vorrebbe aspettare per andare alle urne, forse anche per attendere il maturarsi del quadro politico delle probabili alleanze.\r\n\r\nDi certo la mancata armonizzazione tra la legge elettorale della Camera e quella del Senato, secondo Bernini è un falso problema. Dopo l’abolizione del ballottaggio nell’Italicum, il Movimento alza l’assicella: “Dobbiamo raggiungere il 40 per cento – dice il deputato Cinque Stelle – non vogliamo allearci con nessuno, io almeno la penso così”.\r\n\r\nSu come moltiplicare i consensi del movimento che, seppure molto gettonato dagli italiani, si è attestato finora intorno al 30%, Bernini risponde: “Stiamo lavorando molto sui programmi”.\r\n\r\nArrivando almeno al 40% si può ottenere il premio di maggioranza, al di sotto sarà necessario stringere alleanze. Una prospettiva di cui il Movimento non vuole nemmeno sentire parlare, nonostante il voto anti sistema diventi un comune denominatore con la destra che sta riemergendo sulla spinta del nazionalismo accentuato dal problema migratorio e dalla rigorose politiche europee. \r\n\r\n“Con Trump ci divide l’elemento ambientalista che connota fortemente il nostro movimento. – dice Bernini – Abbiamo fatto molte battaglie in merito”.\r\n\r\nAnche con Salvini il matrimonio, almeno secondo Bernini, sarebbe alquanto difficile. Non resta quindi che puntare al 40%, una vetta difficile da scalare, almeno secondo i sondaggi fatti fino ad oggi, ma l’esperienza insegna che la realtà potrebbe rivelarsi tutt’altra cosa”.