Sfilata di Sant’Antonio: 176 cavalli a piazza del Plebiscito fanno riecheggiare la tradizione della Maremma laziale
Ci sono le tenerissime pecore, i miti vitelli, cani festosi che abbiano di rimando alle campane della domenica mattina, e poi ci sono loro, i cavalli, che dominano, dall’alto della loro possente e fiera figura, piazza del Plebiscito, punto di arrivo del corteo di cavalieri e amazzoni che da Porta Faul stamattina sono partiti alla volta del palazzo comunale per la tradizionale sfilata di Sant’Antonio con relativa benedizione ricevuta da don Ivo.\r\n\r\nAd accogliere il corteo il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini, la consigliera delegata al benessere animali, Maria Rita de Alexandris con il suo cane, il presidente della Camera di Commercio di Viterbo, Domenico Merlani, e quello di Coldiretti Viterbo, Mauro Pacifici.\r\n\r\nIl corteo è stato organizzato da Bastiano Iaschi, del centro equestre Cava di Sant’Antonio.\r\n\r\n“Non è stato semplice inquadrare 176 cavalieri, ordinarli, controllare l’attrezzatura, ma ci siamo riusciti”, commenta Iaschi soddisfatto di fronte alla suggestiva scenografia che man a mano prende forma con l’ingresso dei cavalieri e delle amazzoni da via Ascenzi, per andarsi a disporre in semicerchio con le spalle ai portici del Palazzo Comunale.\r\n\r\nIl folto gruppo si è ritrovato a valle Faul, arrivando in sella direttamente dal centro equestre, distante circa un chilometro e mezzo, per poi iniziare la sfilata per le vie cittadine.\r\n\r\n“Abbiamo incontrato molte persone lungo il tragitto, ferme a osservare e a scattare foto incuriosite e ammirate. La via più suggestiva secondo me – dice ancora Iaschi – è stata certamente via Marconi, ampia e con alberature molto scenografiche”.\r\n\r\nI cavalieri e le amazzoni di tutte le età, compresi i giovanissimi, hanno percorso la tangenziale, via della Palazzina, viale Gramsci, piazza Verdi, via Marconi, Sacrario, via Ascenzi per arrivare a piazza del Plebiscito.\r\n\r\nIl sindaco Leonardo Michelini ha fatto gli “onori” di casa sotto Palazzo dei Priori, esaltando la figura di questo maestoso animale, profondamente espressivo per la Tuscia, in quanto intimamente legato alla Maremma laziale e alla sua tradizione.\r\n\r\nProprio la provincia di Viterbo esprime importantissime realtà, sia a livello agonistico, sia di tutta quella storia legata alla figura del buttero, che sopravvive nelle esibizioni che vedono come protagonisti questi gruppi viterbesi non solo in Italia ma anche all’estero. (Guarda il video)\r\n\r\n \r\n\r\nTiziana Mancinelli