Home Cronaca Rave, il prefetto: «Arrivati tutti dal grossetano che non ci ha detto nulla».
Rave, il prefetto: «Arrivati tutti dal grossetano che non ci ha detto nulla».

Rave, il prefetto: «Arrivati tutti dal grossetano che non ci ha detto nulla».

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Valentano (Vt), 20 agosto 2021 – Le cifre oscillano, ma gli zeri restano tanti, si parla di sei, otto, dieci mila giovani arrivati da tutta Europa, un primo gruppo, consistente, tutto in una notte, il 13 agosto. Da quel giorno ha preso vita sul terreno dell’azienda agricola di Piero Camilli, sulle sponde del lago di Mezzano, fino a questi giorni semi sconosciuto al mondo, un rave, forse il più grande di Europa che sia stato mai organizzato finora. Niente green pass, niente mascherine, l’antitesi del distanziamento sociale con migliaia di giovani a ballare notte e giorno ininterrottamente, ammassati gli uni sugli altri, alla faccia delle discoteche chiuse e in barba al Viminale e alla sua politica “niente sconto per i trasgressori di Ferragosto” strombazzata nei giorni prima, con l’annuncio di controlli serrati su green pass e feste abusive.  Cinque giorni di follia che consegnano un bilancio amaro: un ragazzo morto nel lago di Mezzano, alcuni ricoverati in coma etilico, forse un secondo morto che non ha però trovato conferme ufficiali da parte delle autorità viterbesi, un quadro delirante oliato con alcol  e droghe. Ma quel che più ha sconvolto l’opinione pubblica è come circa diecimila ragazzi possano essere arrivati da mezza Europa nel viterbese con tir, camper, apparecchiature musicali senza che nessuno se ne accorgesse in un periodo, quello di Ferragosto, in cui il Viminale aveva annunciato un dispiegamento straordinario di forze, anche in borghese, e pure  l’uso di droni, per controllare il famigerato green pass, feste abusive e assembramenti. Questo è il grosso punto interrogativo che resta appeso nella testa di tutti coloro che hanno assistito inermi a questa vicenda. «Non si è saputo in anticipo dell’arrivo di questo primo gruppo – dice il prefetto di Viterbo, Giovanni Bruno  – sono transitati tutti attraverso il grossetano che non ha dato questa informativa. Sono passati tutti da lì, anche le apparecchiature, la provincia di Viterbo è rimasta assolutamente estranea a questa cosa». Estranea al viaggio, ma la Tuscia era la meta finale, cioè la protagonista, involontaria, principale.  Una telefonata dei carabinieri a notte fonda al custode del fondo agricolo, che, a sua volta, ha informato il proprietario, Piero Camilli, in vacanza in Sardegna, ma a quel punto era già troppo tardi. Il primo grosso gruppo di partecipanti al rave si era già insediato sul campo, materializzandosi dal nulla. Una volta arrivati, procedere con uno sgombero forzoso non è stata la prima scelta, per il rischio di innescare pericolosi incidenti, vista la grande quantità di persone e il clima piuttosto “vivace”. Così è iniziata la trattativa tra le forze dell’ordine e gli organizzatori per convincerli a cessare la festa. Operazione andata in porto dopo 5 giorni, quando è scattato l’ultimatum delle forze dell’ordine: o il rave finiva o sarebbe iniziato lo sgombero forzoso. E, così, ieri se ne sono andati tutti, anche se parecchi hanno tentato di accamparsi nei comuni limitrofi, sulle rive del lago di Bolsena, in particolare, da dove sono stati  prontamente allontanati dai tanti agenti presenti sul posto. «Eravamo pronti per procedere allo sgombero se non se ne fossero andati spontaneamente – dice il prefetto Bruno – ma non c’è stato bisogno, hanno lasciato tutti l’area di loro volontà. Più del 90% sono stati identificati». E ora la polizia ha iniziato un’intensa attività investigativa per accertare reati commessi durante il rave. Chiusa la festa, il sindaco di Valentano, Stefano Bigiotti, ha immediatamente avviato dei sopralluoghi per la conta degli eventuali danni all’ambiente, attivato il servizio di smaltimento delle centinaia di sacchetti di immondizia lasciati sul campo. Tutte operazioni “pagate” con i soldi dei contribuenti di Valentano, per ora, perché il sindaco sulla questione ha messo un paletto che sembra un macigno: «Il governo e i responsabili di tutto ciò dovranno rimborsare fino all’ultimo centesimo, poiché non accetterò mai che sia la finanza comunale a dover pagare le conseguenze di questo atto vile e barbarico. Su questo andrò fino in fondo».

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.