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Sfruttamento del lavoro: denunciati gestori di due autolavaggi.

Sfruttamento del lavoro: denunciati gestori di due autolavaggi.

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Viterbo, 18 settembre 2021 – Indagati due cittadini egiziani gestori di due autolavaggi in cui avrebbero “assunto e utilizzato sei cittadini extracomunitari in stato di bisogno”, in condizioni di evidente sfruttamento sottoponendoli   a “orari di lavoro esorbitanti rispetto ai limiti previsti dai contratti collettivi nazionali e dai singoli contratti di lavoro (10/12 ore di lavoro al giorno), non consentendo loro di usufruire di periodi di ferie e, in alcuni casi, di riposi settimanali”. I due avrebbero anche retribuito i suddetti dipendenti “ in modo palesemente difforme dagli accordi contrattuali vigenti (arrivando a percepire, a fronte dell’ingente mole di lavoro, poco più di 3 euro l’ora)”. Lo fa sapere la questura di Viterbo in una nota stampa.

“Nella giornata di mercoledì 15 settembre questa squadra mobile ha proceduto all’esecuzione dell’ordinanza applicativa della misura cautelare coercitiva dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Viterbo nei confronti di due soggetti di nazionalità egiziana responsabili in concorso,  del delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

L’attenzione degli investigatori, coadiuvati da personale dell’ Ispettorato del lavoro di Viterbo, ha riguardato le attività di due autolavaggi dislocati nel viterbese, gestiti e organizzati dai due indagati egiziani, uno in qualità di legale rappresentante e amministratore, l’altro responsabile del procacciamento e della gestione della manodopera”.

I due soggetti avrebbero “assunto e utilizzato i propri dipendenti (6 cittadini extracomunitari in stato di bisogno) in condizioni di evidente sfruttamento. Nello specifico, gli indagati, in particolare”, avrebbero “sottoposto i suddetti lavoratori ad orari di lavoro esorbitanti rispetto ai limiti previsti dai contratti collettivi nazionali e dai singoli contratti di lavoro (10/12 ore di lavoro al giorno), non consentendo loro di usufruire di periodi di ferie e, in alcuni casi, di riposi settimanali. Tali dipendenti, inoltre, sono stati retribuiti in modo palesemente difforme dagli accordi contrattuali vigenti (arrivando a percepire, a fronte dell’ingente mole di lavoro, poco più di 3 euro l’ora).

I due cittadini egiziani, infine, hanno anche violato le disposizioni previste dalla vigente normativa in materia di lavoro, non fornendo ai propri lavoratori i dispositivi di protezione individuale obbligatoriamente richiesti dalla legge.

I suddetti dipendenti – conclude la nota –  in sede di sommarie informazioni testimoniali, hanno affermato di tollerare tali umilianti condizioni lavorative causa la necessità di guadagnare dei soldi al fine di mantenere le rispettive famiglie rimaste nei paesi di origine”.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.