Home Cronaca Michele Telari: «A Viterbo manca un polo espositivo prestigioso gestito dal Comune».
Michele Telari: «A Viterbo manca un polo espositivo prestigioso gestito dal Comune».

Michele Telari: «A Viterbo manca un polo espositivo prestigioso gestito dal Comune».

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Viterbo, 17 dicembre 2021 – Nel suo studio raccolto all’ombra del santuario di Santa Rosa, si vede quel panorama per molti inedito della città di Viterbo, i tetti delle case antiche che diradano verso l’orizzonte. E oggi, Michele Telari, giovane artista viterbese la cui carriera, in questi ultimi anni, sta conoscendo una rapida accelerazione, quella linea immaginaria che perimetra la città fin dove arriva l’occhio  può dire di averla superata. Le sue tele prendono vita qui, nel suo studio viterbese, ma ci restano per poco, i lavori di Telari viaggiano oramai in tutto il mondo: da New York a Londra, passando per la città eterna. Collaborazioni con galleristi e mostre all’estero. Michele Telari pare proprio aver spiccato il volo, anche se torna sempre nella sua città, Viterbo, dove vive e lavora come pittore. E proprio a lui, che si confronta con l’arte e con la cultura ogni giorno, al di fuor dei confini anche nazionali, abbiamo posto un domanda, tra il serio e il faceto:Ma se fossi sindaco di questa città, Viterbo” cosa faresti per renderla un luogo di arte e di cultura?“. Telari, che magari tra i suoi progetti non avrà annoverato  quello dello scranno di primo cittadino, sta comunque al gioco, e dal suo punto di vista, quello dell’artista, ha le idee chiare. «A Viterbo manca un polo espositivo gestito dal Comune che potrebbe dare lustro alla città e richiamare qui anche artisti internazionali di un certo calibro, che altrimenti, senza un posto adatto, non verrebbero mai», dice. Per fregiarsi di città d’arte e di cultura, Viterbo, secondo Telari, avrebbe certamente bisogno di: «Investimenti e progetti a lungo termine. Bisogna mettersi in gioco – dice – guardare a quelle città che ce l’hanno fatta. Non dico di copiare, ma di trarne ispirazione. Anche io lo faccio nei miei quadri: mi ispiro ad altri pittori, per poi sviluppare un genere mio. Per quanto riguarda la città, bisogna anche avere cura delle piccole cose. Viterbo è bella, la gente la vede, però poi nota anche le piccole cose, che quando non vanno bene, finiscono con sovrastare anche la bellezza della città. Se essa non viene curata è come un bel quadro con una brutta cornice. Ma le cornici si restaurano, si migliorano. E così può essere per Viterbo. È un cambiamento che va iniziato, senza andare a cercare colpe di quelli di oggi o quelli di ieri.  Alcuni degli amministratori attuali li conosco, mi pare stiano facendo bene, ma sono percorsi che  durano anni.  Magari serviranno dieci, venti, ma l’importante è iniziare”.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.