Viterbo, 17 giugno 2022 – «900 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno, 8.100 in media a settimana, che trattava l’impianto di Malagrotta», interessato da un vasto incendio qualche giorno fa, «a cui ora va trovata una soluzione per evitare che restino a moltiplicarsi tra le strade della città», ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Durante l’incendio, nella notte tra mercoledì e giovedì, mentre i vigili del fuoco erano a lavoro per spegnere le fiamme, «la raccolta dell’indifferenziata si è in parte bloccata». Il problema è grave e lo sintetizza lo stesso Gualtieri nelle sue dichiarazioni sull’accaduto: «È inutile raccogliere i rifiuti se non ci sono siti di “trasferenza”, ovvero luoghi dove poter anche per un massimo di 48 ore scaricarli per poi trattarli». Dunque, se ancora non è nota l’entità dei danni all’ impianto di Malagrotta, che nel frattempo non è stato dichiarato inagibile, lasciando, quindi, ipotizzare una riapertura in tempi rapidi, ancor più celermente dovrà essere individuata una soluzione alternativa per lo smaltimento, in modo da impedire che i rifiuti invadano le strade della città eterna. Dopo il vertice in Prefettura, la soluzione inevitabile che starebbe prendendo quota pare proprio quella della redistribuzione dei rifiuti. Prospettiva che torna a far tremare il territorio viterbese, chiamato in causa ogni volta che c’è stato da trovare una scappatoia all’incapacità della Capitale di provvedere allo smaltimento dei propri rifiuti. Il black out innescato al già critico sistema romano dall’incendio di Malagrotta, mette tutti in allerta sulla possibilità che la Tuscia possa ancora una volta essere chiamata a provvedere ai disastri romani, con il rischio di veder innescata, con il perdurare del sovraccarico dei rifiuti all’impianto viterbese, rispetto a quelli normalmente smaltiti, una prossima emergenza anche nella Tuscia, dove il sistema è stato probabilmente programmato per soddisfare alle richieste della provincia viterbese e non di quelle del Lazio, né tantomeno della Capitale. A scendere in piazza per manifestare la propria opposizione al protrarsi di questa servitù imposta alla Tuscia a suon di ordinanze della Regione Lazio a guida Zingaretti è stata finora la Lega. Ma l’arrivo dei rifiuti non si arresta: ad ogni emergenza i tir di spazzatura imboccano la strada verso la Città dei Papi. Una situazione a cui, oramai, dovrà pensare, in modo serio, e con tutti gli strumenti a disposizione, la prossima sindaca del comune di Viterbo: Chiara Frontini o Alessandra Troncarelli. Intanto il primo cittadino di Roma, Roberto Gualtieri prende la sua posizione: «Non posso escludere – dice – l’esercizio di poteri straordinari che il governo mi ha conferito al fine, se necessario, di emanare ordinanze che ci consentano di far fronte all’emergenza nel modo più efficace e tempestivo possibile».