Viterbo, 27 giugno 2022 – La data del 26 giugno 2022 rimarrà nella storia di Viterbo. Non solo perché ha portato a Palazzo dei Priori la prima donna sindaco, un traguardo, peraltro, che nessun partito politico potrà rivendicare, poiché Chiara Frontini ha varcato la soglia dell’ufficio del sindaco con un patto civico, ma anche perché si inabissa un’intera classe politica. Qualcuno forse lo aveva capito, e non ci ha messo la faccia dall’inizio. Qualcun altro, probabilmente, l’ha dovuta mettere per cercare di salvare il salvabile. Mentre molti altri, forse, non avevano visto arrivare l’onda d’urto che si stava abbattendo sul sistema partitico a Viterbo, con le sue logiche e le sue dinamiche spesso incomprensibili all’uomo della strada. Ma i fatti sono quello che sono: fatti, semplicemente. E la storia racconterà che dopo la caduta del comune di Viterbo e lo sbriciolamento del centrodestra, con fratture e salti della quaglia oltre la staccionata, i viterbesi hanno preso la matita e hanno messo un “Punto e a capo”, decretando la fine di un’era politica. Con quali conseguenze è tutto da vedere. Alla fine, quasi nessuno si è salvato. E se altri stessero pensando a qualche alchimia per resuscitare, la matita è sempre lì, pronta a colpire alla prossima tornata, implacabile, severa, spietata. Perché non è vero che il cittadino dimentica. Incassa. Pazienta. Sopporta. Alla fine dice basta: ti gira le spalle e non torna più sui suoi passi. O bianco o nero. Nella mentalità dell’uomo della strada non c’è spazio, né voglia, né tantomeno interesse a capire e accettare gli arzigogoli della politica dei piani alti. Dove spesso restano, senza dare alcun frutto. O peggio, a far cadere la pera dall’albero. Quando è matura. Così come è caduta quella di Chiara Frontini, innescando un terremoto politico di proporzioni bibliche per la storia della città. La sua vittoria è stata scritta dall’elettorato, stufo di dover comprendere l’incomprensibile. La vittoria di Chiara Frontini ha determinato un ricambio quasi totale del consiglio comunale, inabissando un’intera classe politica. Un naufragio che non è detto si esaurisca con la tornata del comune di Viterbo. Perché quando una nave affonda, crea un vortice che risucchia tutto ciò che le sta intorno, anche se non era a bordo. Intanto Frontini si prepara a indossare la fascia da sindaco, mentre altri salutano la Sala d’Ercole. Alcuni, forse, per sempre. Restano fuori personaggi che hanno determinato la politica cittadina per circa un ventennio. E anche i partiti. Scompare da Palazzo dei Priori Forza Italia, che per anni ha svolto in città e in provincia un ruolo di primo piano. Altri tempi. Lontani. Gli azzurri, da queste parti, non si vedono più nemmeno con il binocolo. Scompare anche Fondazione, il Movimento Cinque Stelle, Viterbo sul Serio di Giacomo Barelli di ispirazione calendiana. Non entra Italexit che resta una bella promessa e nulla più, almeno per ora. Ma a fare clamore sono quelli che se ne vanno. Nella Lega, a parte Andrea Micci, eletto, e Claudio Ubertini consigliere comunale d’ufficio, in quanto candidato sindaco sconfitto, restano fuori dal consiglio comunale quasi tutti: l’ex presidente del consiglio Stefano Evangelista, l’ex assessora Ludovica Salcini, che avrebbe lasciato anche la Lega, pare, gli ex consiglieri comunali Elisa Cepparotti, Carlo Marcoaldi, Vittorio Galati. Stefano Caporossi Valter Merli, forse fiutata l’aria che tirava, non si sono candidati dall’inizio. Così come Gianmaria Santucci, mentre l’hanno fatto gli ex assessori Alessia Mancini e Paolo Barbieri: anche loro rimasti fuori dal parlamentino di Palazzo dei Priori. Decimata Forza Italia: nonostante un buon risultato di preferenze, non ritorna in consiglio comunale Giulio Marini, mentre Paolo Muroni ha scelto di non ricandidarsi. Non è andata meglio a chi ha provato a disegnare un perimetro diverso dal centrodestra per Forza Italia: restano fuori dal consiglio comunale l’ex sindaco Giovanni Arena, e le ex consigliere comunali Isabella Lotti e Paola Bugiotti, confluite nella lista Viterbo Cresce a sostegno di Alessandra Troncarelli (PD). Per Arena, Lotti, Bugiotti fine corsa. Prosegue, invece, quella di Elpidio Micci, ma all’opposizione. Fratelli d’Italia, nonostante il risultato del 15%, porta in consiglio comunale tre consiglieri Laura Allegrini, candidata sindaco sconfitta al primo turno, e, quindi automaticamente dentro e i due consiglieri comunali eletti Antonella Sberna e Matteo Achilli. Luigi Buzzi non si è ricandidato, mentre Paolo Bianchini ha salutato da tempo. Se, non si sa quando, dovesse trovare un qualche fondamento la voce di un probabile ingresso nella giunta Frontini di Antonella Sberna, potrebbe tornare in consiglio comunale Gianluca Grancini. Salutano, invece, l’ex assessore alla cultura Marco de Carolis, gli ex consiglieri comunali Antonio Scardozzi e Donatella Salvatori. Fuori pure Marco Torromacco, Claudio Taglia e Ombretta Perlorca. Dicono addio anche Mario Quintarelli del Pd, Massimo Erbetti del Movimento Cinque Stelle, Giacomo Barelli di Viterbo sul Serio. Torna, invece, Luisa Ciambella, candidata sindaco per il Bene Comune e Viterbo La Splendida. Sarà all’opposizione di Chiara Frontini anche il Pd con Alessandra Troncarelli, Alvaro Ricci, Lina delle Monache e l’ex assessore della giunta Michelini, Sonia Perà. Per tutti, vincitori e sconfitti, domani è un altro giorno. Una storia tutta da ricominciare.