Talete, Nocchi-Moneta: “Sindaci offesi e feriti da Frontini. Abbiamo lavorato con serietà e sacrificio».
Viterbo, 6 agosto 2022 – Talete: mentre la società che gestisce il servizio idrico integrato, naviga in acque agitate per la necessità di trovare al più presto i soldi necessari per gestione e investimenti, anche in vista della presa in carico di tutti i Comuni della Tuscia entro il 30 settembre, il dibattito all’interno della politica si scalda. A rendere frizzantina l’aria dei Palazzi è arrivata la nuova sindaca di Viterbo, Chiara Frontini, contraria all’ingresso di soldi privati nella compagine del capitale sociale di Talete, soluzione, questa, verso cui starebbe, invece, andando la maggioranza dei soci, i Comuni appunto, dopo aver percorso le strade possibili per una ricapitalizzazione interamente pubblica: nuove iniezioni di euro da parte dei Comuni, dalla Regione e da Arera. Ad oggi, però, ognuna delle tre soluzioni si sarebbe rivelata un vicolo cieco, da qui la virata verso i soldi dei privati che, qualora avessero una quota minoritaria, come ad esempio il 40% di cui si parla, non determinerebbero la privatizzazione della società che assicura il servizio idrico integrato che resterebbe sottoposta al controllo di maggioranza da parte dei soci pubblici. i Comuni. E proprio sul vaglio delle possibile strade percorribili per portare soldi in Talete senza l’aiuto privato, si è nuovamente infiammato il dibattito. A innescare la miccia le dichiarazioni di Chiara Frontini: “Se le soluzioni fossero state realmente percorse, Arera avrebbe risposto. Io penso che questa strada non sia stata perseguita in modo convinto», aveva detto la sindaca del capoluogo. Parole che da Palazzo dei Priori, sede del comune di Viterbo, sono rimbalzate nel vicino Palazzo Gentili sede della Provincia e delle riunioni dell’Ato, dove sono esplosi come dardi fiammeggianti, incendiando il dibattito e mandando su tutte le furie i sindaci che da anni, come loro stessi dichiarano, le starebbero provando tutte per cercare di reperire i soldi pubblici per Talete. La risposta su questo punto al sindaco Chiara Frontini è arrivata in sede di assemblea dei soci del 4 agosto, la stessa che ha deciso la decadenza del sindaco di Tarquinia, Alessandro Giulivi, dal comitato ristretto per assenze superiori alle tre sedute consecutive, come ha riferito l’Ato. Ad aprire la controffensiva alle parole della sindaca, sono stati il sindaco di Canepina, Aldo Maria Moneta: «Abbiamo sempre agito in maniera corretta cercando risposte serie – ha detto -. Voglio rivendicare il lavoro di questi anni e di tutti i sindaci che hanno fatto parte dell ‘Ato. Le dichiarazioni del sindaco Frontini sono anche offensive, spero siano il frutto di una mia non corretta interpretazione che lei oggi voglia smentire. Io come tanti altri colleghi mi sono sentito offeso da quelle dichiarazioni. Sono andato a rappresentare la popolazione di Canepina, e della popolazione della Provincia di Viterbo, con responsabilità, passione e onestà intellettuale. Sono pronto a garantire per tutti i miei colleghi. Quelle dichiarazioni feriscono. Stiamo lavorando tutti per la cittadinanza, non c’è una popolazione di serie A e una di serie B. C’è la popolazione della Provincia di Viterbo, che noi tutti tutti vogliamo tutelare, e a cui tutti noi siamo legati da amore e affetto». Sulla questione è intervenuto anche l’ex presidente della Provincia di Viterbo e sindaco di Capranica, Pietro Nocchi, visibilmente adirato: «Si può essere giustificati perché nuovi, quindi non si ha conoscenza delle cose – ha detto – oppure ci sono dinamiche politiche, quelle stesse dinamiche politiche che noi, in questa assemblea, in questi ultimi anni, abbiamo messo da parte per il bene del territorio – ha detto Nocchi in riferimento all’agire di Frontini – Ci sono state dichiarazioni, si è detto che verranno perseguite in maniera seria possibilità di salvataggio di Talete, non per finta, come chi c’è stato prima. Se il sindaco di Viterbo non lo sa – ha proseguito Nocchi – glielo dico io cosa è stato fatto prima: le precedenti consulte hanno lavorato in maniera seria e non finta. Ci sono sindaci che hanno ancora cause in corso alla Corte dei Conti per aver partecipato alla consulta, dove hanno dato la loro disponibilità in maniera totalmente gratuita per il bene del territorio. E ora sono alla Corte dei Conti in maniera seria. Le parole sono importanti: chi parla male vive male, chi parla bene vive bene», conclude Nocchi con una citazione che non è riuscita a mascherare il suo disappunto.