Bagnaccio, riapertura lontana, Ricci (PD): «Consiglio straordinario», Floris annuncia bando.
Viterbo, 12 agosto 2022 – Chiuso l’accesso al Bagnaccio e chiusi pure i “rubinetti” dell’acqua. Pozze a secco. Sull’area termale scende il De profundis dopo la sentenza del Tar che ha respinto il ricorso dei gestori. Difficile ad oggi ipotizzare i tempi per la riapertura del Bagnaccio, che sembrano comunque lunghi. A meno di miracoli, è ragionevole pensare che passerà del tempo prima che i viterbesi possano tornare a sguazzare nella calda acqua sulfurea che sgorgava da queste parti. Questo è emerso anche dall’ultimo consiglio comunale, convocato sulla Francigena, ma finito anche sul Bagnaccio, oggetto di interrogazione dal parte del capogruppo del PD Alvaro Ricci. Sull’argomento aveva già preso posizione anche Andrea Micci della Lega con una nota stampa. Al consiglio comunale sulla Francigena i nodi del Bagnaccio sono venuti al pettine. «In questo momento se io e lei stasera volessimo andare a fare il bagno al Bagnaccio, potremmo farlo?», chiede ironicamente Alvaro Ricci (PD) all’assessore al termalimo, Stefano Floris. Non so darmi una risposta – prosegue -. Prima c’era una sorgente e due pozze naturali di cui si poteva liberamente usufruire. Se, andando avanti nello studio su questo dossier, come lei l’ha chiamato, volesse anche riferire al consiglio comunale, riusciremo a capire che strade intendete prendere in futuro. In campagna elettorale le parole escono in abbondanza – dice ancora Ricci riguardo alla promessa riapertura del Bagnaccio – ma tra il dire e il fare i problemi ci sono. Vorremo capire che strada a breve, ma anche a medio e lungo e termine, intendete prendere. In questo momento la concessione è tornata al Comune. Io e il mio gruppo vogliamo rappresentare fortemente l’interesse di questi cittadini a poter usufruire nel più breve tempo possibile di questo segmento di termalismo libero», conclude Ricci. Per lui la prima “brutta notizia” è che non potrà andare a fare il bagno nelle pozze, tantomeno con l’assessore, come lui stesso conferma, rispondendo alla battuta scherzosa di Ricci: «Mi dispiace deluderla – dice – non potremo andare a fare il bagno perché l’acqua non viene più somministrata». Dopo quanto è successo «Tireremo una linea – dice Floris – e inizieremo a ragionare su un nuovo bando. Abbiamo già definito le linee guida. Ci stiamo prodigando per restituire alla città questo luogo di socializzazione». Aggiunge altri dettagli la sindaca Frontini: «C’è un aspetto importante e preliminare affinché l’Amministrazione possa agire in qualunque modo decida di farlo: in ottemperanza all’ordinanza di demolizione, ancora non abbiamo un verbale di ripristino dei luoghi – dice – Anche questo è un tema ereditato, sul quale non vogliamo perdere tempo. È necessario il ripristino della legalità e l’eliminazione degli abusi, quale condizione preliminare per qualunque modalità si decida di intraprendere per restituire questo sito alla cittadinanza». Sul punto è tornato Alvaro Ricci ponendo sul tappeto le questioni che ad oggi portano a ipotizzare un termine non breve per la riapertura del Bagnaccio: «Se serve una variante al PRG ci vorranno mesi e mesi. Andava predisposta ieri se volete riaprire il sito, altrimenti parliamo di aria fritta». A questo punto Ricci lancia due questioni fondamentali: «È necessario rimettere nella piena legittimità il Bagnaccio e consentire alla cittadinanza di usufruirne. Chiediamo un consiglio straordinario sul tema». Sulla stessa posizione di Ricci arriva pure Ubertini: «Non si può prescindere dalla variante urbanistica – dice – altrimenti non troveremo soluzione. Io avevo avviato le procedure. Invito il sindaco a svolgere il ruolo che le compete e a non fare dichiarazioni di immediata come ha fatto in campagna elettorale, perché ci sono grandi difficoltà».