Home Cronaca Trasporto, Rossi: «Se le piazze saranno vuote, lasceremo la Macchina e ce ne andremo».
Trasporto, Rossi: «Se le piazze saranno vuote, lasceremo la Macchina e ce ne andremo».

Trasporto, Rossi: «Se le piazze saranno vuote, lasceremo la Macchina e ce ne andremo».

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Viterbo, 3 settembre 2022 – Sarà un Trasporto ricco di sorprese avevano detto, e oggi al Teatro dell’Unione è già stata annunciata una. La Macchina stasera si potrebbe fermare. E restare lì. Con i facchini che a braccetto ritornano a casa. Non è uno scherzo. E nemmeno il maltempo.  Il temporale non arriva dal cielo, ma dall’alto del metro e novanta del capofacchino Sandro Rossi che l’ha annunciato. Molto seriamente. Magari sarà stata una provocazione, chissà, oppure no. Ma il Sodalizio pare prossimo a una presa di posizione piuttosto ferma. Ad addensare le nubi sull’orizzonte del Sodalizio, che finalmente quest’anno può tornare a portare la Macchina, sarebbero i protocolli di sicurezza che, secondo il capofacchino, non consentirebbero di sfruttare al massimo la capienza delle piazze per il pubblico. «Se stasera scendiamo a Piazza del Teatro, ed è vuota, noi non andiamo avanti – dice  dal palco dell’Unione dove si stava tenendo il raduno dei facchini prima del giro delle sette chiese,  rivolto alla sindaca Chiara Frontini accanto a lui – Quando arriviamo a via Marconi, ti chiamerò, se è vuoto, e non è il caso di portare la macchina, ci fermeremo e andremo a casa». Scrosci di applausi per il capofacchino da tutti i facchini seduti in platea. L’ira di Rossi è iniziata a montare da ieri sera: «Abbiamo fatto le strisce – dice riferito alla prassi dei facchini di segnare il percorso la sera prima del Trasporto –  scendendo a Piazza Fontana Grande c’erano sedie messe a distanza ultra Covid. Lì ci vanno 2 mila persone. Stasera ne avremo 200. Mi dispiace sindaca – dice rivolto ancora a Frontini –  sono discorsi spiacevoli da fare, ma il Sodalizio vuole che queste cose escano fuori. A Piazza del Plebiscito entrano 3 mila persone, ce ne staranno 600, 500.  Arriviamo a Piazza delle Erbe.  A sinistra della fontana, tutto transennato. Lì non ci può stare nessuno.  Da quando sono bambino le persone riempivano via dell’Orologio Vecchio fino a capo. Arrivava dietro alla fontana. Adesso è vuoto». La furia di Rossi, però, monta a piazza del Teatro, «Ci sono due recinti chiusi, pensare di mettere i viterbesi lì dentro è vergognosoTra le tribune e il recinto ci sono 30 metri che resteranno vuoti». Ma non è tutto. «Sulla destra – dice Rossi – hanno montato il baraccone della Croce Rossa,  da lì, con tutto il rispetto del lavoro che fanno,  hanno la visione della macchina quando arriva dal Corso. Questa cosa non mi sta bene – grida Rossi dentro il Teatro dell’Unione, mentre i facchini acclamano il capofacchino e lo sostengono con grida di approvazione – La macchina sulle spalle la portiamo noi – prosegue Rossi – Noi vogliamo la gente che ci guarda, che ci abbraccia, che ci incoraggia. Loro sono la nostra forza. Siamo andati alle riunioni di ordine e sicurezza, glielo abbiamo detto. La sindaca l’abbiamo sfinita. Ma oggi la situazione non è cambiata.  Sono andato a Nola, lì se non c’è il contatto fisico con le persone, la festa non si fa. Ci sono 45 mila persone in piazza. Qui ci sono spazi vuoti. La festa va mantenuta come era.  Al circo Massimo che leggi hanno adottato per Vasco Rossi? chiede il capofacchino – Noi così non abbiamo intenzione di continuare. Se a piazza delle Erbe ci saranno 300 persone, la benzina a questi chi gliela dà? – strilla Rossi – la forza dove la prendono, io posso accendere la miccia, ma durante il percorso ci vuole la benzina. E la benzina ai facchini gliela dà la gente». La sindaca Frontini ascolta in silenzio, poi interviene: «Qualcosa la devo dire anche io a cuore aperto – esordisce – Nessuno qui stasera ha voglia più di me che la festa sia più bella possibile». La sindaca annuncia l’impegno affinché il Trasporto torni ad essere una festa di popolo. Sottolinea, però, anche il fatto che «Un sindaco ha come primo dovere quello di far rispettare le leggi».  Rossi spiega che il suo sfogo non riguarda la sindaca: «Tu non hai colpe – dice – ti sei battuta come una tigre per fare le cose diverse. Non diamo la colpa a te. Se mi sono espresso male, ti chiedo scusa. Non era mia intenzione offendere la tua persona. Ma il sistema va cambiato a livello di ordine pubblico. Io quando scenderò a piazza del Teatro se la piazza è vuota, ti chiamerò. Ma sarà così, perché ci sono parcheggiate una serie di ambulanze e camioncini in via Rossi Danielli, perché altri posti, giustamente, non c’erano», dice Rossi. Insomma si annuncia un Trasporto che potrebbe riservare molte sorprese.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.