Viterbo, 22 novembre 2022 – «La giunta ha deliberato due ettari di forestazione urbana, finanziata con un progetto Mite, che abbiamo rivisto e rimodulato, uno intero a Santa Barbara, mezzo al Carmine e un altro mezzo a Santa Lucia». Lo ha annunciato la sindaca Chiara Frontini ieri durante le operazioni di piantumazione di un albero a piazza della Rocca, iniziativa
promossa dal gruppo di Fratelli d’Italia. «Questo – dice Frontini riguardo ai due ettari di nuovi alberi – dimostra che l’ambiente è una priorità nella visione generale di questa amministrazione che sta anche cercando di decomprimere la presenza di auto. Chi pensa al futuro delle nuove generazioni, non può non pensare all’ambiente», ha detto frontini. E proprio riguardo all’ambiente ieri ha fatto la sua prima uscita ufficiale a Viterbo il deputato Mauro Rotelli, neo presidente della omonima commissione alla Camera dei deputati. «Sono alcuni anni che celebriamo questa ricorrenza, abbiamo piantato alberi alla Quercia, a Porta della Verità a Largo Grazia Deledda – ha detto Rotelli – oggi ne mettiamo due a Piazza della Rocca. Sono gesti simbolici. Per combattere il cambiamento climatico non basta piantare un milione di alberi, ma serve una strategia complessa, non ultimi anche i nostri comportamenti. Piantare alberi è comunque molto importante per l’ecosistema cittadino, per le zone d’ombra e per tanti altri motivi. Una misura molto importante del PNRR prevede di piantare 6 milioni di alberi entro il 2024 in 14 città metropolitane di Italia. L’urbanistica più contemporanea prevede di piantare alberi per disegnare tratti interni verdi della città, collegando, così, le periferie di bosco e campagna con il centro urbano». Rotelli ipotizza una «venatura verde di Viterbo», collegando gli alberi « dell’ Arcionello, di via Genova, di via Marconi per ricongiungersi a Valle Faul e a Castel d’Asso. Questa potrebbe essere una venatura della città per ricongiungere il verde urbano ed extra urbano- spiega -. Negli ultimi 100 anni i boschi italiani sono più che raddoppiati, con un’estensione del 40% del territorio nazionale, il restante 60 si divide tra agricoltura e città. I boschi sono aumentati non per l’attività dell’uomo ma per il suo abbandono di parte di pascoli e agricoltura. Ora il problema è gestirli».
