Viterbo, 29 novembre 2022 – L’Ato vota sì al via libera all’aumento delle tariffe dell’acqua al 12,51% dal 2023. Non sono mancati i distinguo. A dire no i Comuni di Tuscania, Sutri, Grotte di Castro. Attacchi agli assenti, come alla sindaca di Viterbo, Chiara Frontini che non ha partecipato all’assemblea, ma ha reso nota, anche se a distanza, la posizione dell’Amministrazione comunale: no all’aumento tariffario, senza un piano di risanamento. “Chi non è presente, vuole che la società fallisca. Questo è un atto dovuto“, ha detto il sindaco di Capranica, Pietro Nocchi rivolto alla prima cittadina di Viterbo. “Chi oggi è assente e grida l’acqua pubblica, rischia di determinare la privatizzazione del servizio – ha aggiunto il sindaco di Bassano Romano, Emanuele Maggi – Votiamo l’aumento delle tariffe che ha come conseguenza quella di intervenire sull’emergenza della società, quindi il fine ultimo è quello di allungarle la vita, ma non di guarirla del tutto. Dobbiamo interloquire con lo Stato centrale, perché chi nasce qui, ha già il problema dell’acqua non potabile“. No dal sindaco di Tuscania, Fabio Bartolacci: “Noi dobbiamo rispondere soprattutto agli abitanti della provincia di Viterbo- ha detto – perché anche gli interventi dei sindaci favorevoli all’aumento della tariffa, hanno evidenziato una difficoltà cronica della società. Io voterò contro, perché l’aumento non è una soluzione al problema. Ci troviamo sempre al limite del baratro, nonostante i continui aumenti. Qualcuno ha detto che bisogna intervenire sul governo. Io dico che la Regione doveva intervenire quando era il momento. La soluzione non è aumentare le tariffe, ma creare l’Ato unico. Altrimenti presto ci ritroveremo a dover fare un altro aumento. Se non c’è una pianificazione seria di quello che dobbiamo fare di questa società, credo che il fallimento sia vicino. La società non è in grado di incassare, allora aumentiamo la tariffa. E ad ogni aumento della tariffa aumenta la morosità. Io non sono convinto. L’anno prossimo questo sarà ancora un Ato debole. Il territorio è enorme e le condotte sono lunghissime“. Contrario all’aumento tariffario anche il vice sindaco di Sutri Di Mauro: “Non mi piace questo tono aggressivo verso chi esprime un dissenso. Ci sembra che questi interventi dell’Ato sull’ aumento delle tariffe serva esclusivamente all’emergenza e non risolve il problema strutturale della società. Fino a che punto dovremo arrivare con l’aumento delle tariffe? Il mio consiglio comunale ha espresso contrarietà, io sono qui per rappresentarlo, ci metto la faccia e voto no”. Contrario pure il sindaco di Grotte di Castro, Piero Camilli: “Io voto contro Talete. Ci hanno fatto entrare per via giudiziaria. Ma ad oggi io non ho visto niente. Un’azienda marcia. Gli è stato messo addosso tutto, come Robur per esempio. Non si risana aumentando del 10 o del 15. Serve un intervento forte”. Un convinto sì da parte del sindaco di Acquapendente Bambini: “Io ho uno zero dieci e potrei anche non stare qui. Eppure ci ho messo la faccia, sono qui e voto l’aumento delle tariffe“. Se Talete chiude, rischiamo che domattina non esca l’acqua dai rubinetti”. Adelio Gregori sindaco di Vallerano: “Oggi chi è qua dentro è perché vuole mantenere una società pubblica“. “Non approvare oggi la tariffa – ha detto il presidente dell’Ato Alessandro Romoli – significherebbe rinunciare al bonus energia di circa un milione, di cui Talete ha fatto richiesta, e rinunciare ai fondi del PNRR, così come ai 20 milioni che sono già stati trasferiti. Io apprezzo la posizione del sindaco Fabio Bartolacci – ha proseguito Romoli – è venuto e ha portato il suo punto di vista, così come il vice sindaco di Sutri. Non essere qui significa non tutelare i cittadini da decisioni che comunque verranno calate dall’alto. Fanno comunicazione nelle piazze, ma quando è il momento di parlare qui dentro, scappano”.