Corso, commercianti: «Crollo totale del passeggio». Altro che turisti, sparita anche la gente dalla provincia.
Viterbo, 21 aprile 2023 – Non saranno più gli anni d’oro Ottanta e Novanta, ma il Corso, anche se più sottotono rispetto a quei tempi, aveva in qualche modo resistito. Con la sua connotazione di via principale dello shopping, era riuscito a mantenere un certo “passeggio” di persone, anche se lontano dai livelli del passato. Tuttavia, la desertificazione che sta progressivamente ingoiando il centro storico, pare essere arrivata a bussare pure alle porte dell’arteria principale che in qualche modo ancora pompava qualche goccia di linfa vitale alla città antica, mantenendola in vita. Ora, però, il campanello d’allarme, inizia a suonare anche qui. I commercianti non hanno dubbi: «Da qualche mese a questa parte, non passa più nessuno». Altro che turisti, oramai «Non arriva più gente nemmeno dalla provincia», è la testimonianza di
Fabrizio Cardoni, con un ‘attività commerciale in via Marconi e una al Corso. «C’è un crollo totale delle persone. Non passa più nessuno», prosegue. La drastica caduta del tradizionale passeggio sarebbe iniziata, secondo i commercianti, nei primi mesi dell’anno, dal contestato Natale. «Lo stiamo notando da qualche mese – spiega Cardoni – . Io vendo coperte, articoli per l’inverno, ma anche in primavera avevamo i matrimoni. Quest’anno non si vede nessuno. Manca la provincia di Viterbo. Non viene più al centro», conclude, indicando tra le possibili cause «l’aumento della tariffa dei parcheggi. Abbiamo chiesto all’amministrazione di introdurre la frazione di ora. Chi viene e si ferma 20 minuti, non può pagare per intero», dice. Parcheggi che sono passati da un euro a 1,50 all’ora. «Bisogna invogliare in qualche modo la gente a venire in centro. Qui non c’è più niente che spinga a farlo. E i negozi sono sempre di meno», continua Cardoni che sta preparando degli allestimenti per Viterbo in festa. In piazza della Repubblica, un’altra commerciante, Barbara Primi, conferma lo stesso scenario. «C’è stato un crollo. Lo confermo». Secondo lei a mancare sono anche i «viterbesi». Un vuoto che sarebbe partito anche secondo lei, da gennaio, dopo Natale che definisce: «Sotto tono. Molto più basso dell’anno scorso. Non sarà stato bello il mercatino, ma portava gente». La clientela di Barbara: «Non si lamenta dei parcheggi». Il problema, a suo avviso, è che «non ci sono proprio cose che richiamano i giovani al centro. Bisogna proporre più eventi che possano attirare la clientela». Analoghe considerazioni quelle di Ivan Migliaccio, con un negozio di abbigliamento al Corso: «Una via con un flusso così misero di persone, per giunta tenuta in questo modo», dice riguardo al decoro urbano, «toglie dignità a un lavoratore». Turisti? «Orvieto era pieno in questi giorni – commenta – Credo che ne abbiano più Marta e Capodimonte di noi. Da Natale c’è stato meno movimento, ma da quando il 15 febbraio si è vociferato un aumento dei parcheggi, c’è stata una contrazione ulteriore del passeggio. Non dico che sarà stato solo quello». Ivan è tra quelli che non aderirà a Viterbo in festa: «Devo aprire nei giorni festivi per fare cosa? Lo faccio se ci sono eventi che mi portano gente. Ma qui, con questa situazione – dice indicando il Corso – perdiamo anche la dignità di lavoratori. Dobbiamo restare in negozio, pagare affitto, luce, stipendi, per cosa? Basta guardarsi intorno. Il vuoto».