Home Cronaca Marchio San Pellegrino in Fiore, Comune pronto a trattare con l’ente autonomo per acquisirlo.
Marchio San Pellegrino in Fiore, Comune pronto a trattare con l’ente autonomo per acquisirlo.

Marchio San Pellegrino in Fiore, Comune pronto a trattare con l’ente autonomo per acquisirlo.

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Viterbo, 6 maggio 2023 – Marchio San Pellegrino in Fiore: si tratta. Fissato per la prossima settimana un incontro tra l’assessore allo Sviluppo Economico, Silvio Franco, e l’ente autonomo San Pellegrino in Fiore, detentore dello stesso marchio, ma disponibile, sembrerebbe, a cederlo al Comune di Viterbo. L’annuncio è stato dato dalla stessa sindaca Chiara Frontini nell’ultima seduta di consiglio comunale, su interrogazione del consigliere  Alvaro Ricci (PD). Un incontro fissato per “conoscere le condizioni che (l’ente autonomo) intende mettere sul piatto”, per la cessione del relativo marchio, ha specificato la sindaca. Frontini durante la seduta di consiglio è tornata a ribadire le motivazioni del rinvio della kermesse floreale al 2024 e della decisione di sostenere, in sostituzione, Viterbo in Festa, con uno “stanziamento di 18.500 euro” e “suolo pubblico gratuito”. “Abbiamo approvato il bilancio il 14 aprile – ha detto Frontini – la manifestazione si sarebbe dovuta tenere il 30. C’era anche da ricostruire un percorso, visto che l’ente autonomo non c’era più». Tempo tiranno, insomma. Intanto la bufera di critiche esplosa sui social è arrivata anche a Palazzo dei Priori. Un polverone di polemiche che forse ha anche un po’ offuscato  il sostegno dato dal Comune a Viterbo in Festa che, se è inferiore a quella che era abitualmente riconosciuta a San Pellegrino in Fiore, risulta comunque superiore a quella concessa a molti altri eventi. A riaprire la questione su Viterbo in Festa in consiglio comunale è stato di nuovo Alvaro Ricci, rimasto coinvolto in un dibattito sui social tra la figlia, che criticava l’amministrazione, e la sindaca Frontini che ribatteva additando il suo rapporto di parentela con il consigliere di opposizione. «Lei soffre di un’allergia alle critiche – ha detto Ricci in consiglio. – Ha fatto un post sgradevole, inopportuno, con scarso senso istituzionale. Ha tirato in ballo mia figlia, collegandola a me, tacciandomi di rimestare nel torbido che vuol dire intrigare, trafficare, agire in maniera subdola per vantaggi personali. Un’affermazione gravissima. Su quaranta commenti negativi che ha ricevuto, lei ha risposto solo a quello di mia figlia”, ha detto Ricci,  che ha poi stigmatizzato alcune parole scritte dalla sindaca in replica alle critiche mosse dalla figlia: «Dice che lo ha fatto per accreditare me stesso, per trovare un nemico, per cercare la notizia. Lei su questo ha impostato la sua carriera politica. Lo ha fatto con me, con gli assessori precedenti e anche con l’ex sindaco Arena. Con tutti. E lo ha fatto così bene, che è arrivata a fare il sindaco. Ora tacciare di questo gli altri, è fuori luogo». Parole al vetriolo. Da Chiara Frontini è arrivato un segnale di distensione: «Sono d’accordo con lei: di fronte a certi livelli di polemiche, chi sta a servizio della città prova fastidio. Intorno a questa meravigliosa iniziativa si è creato un vespaio di polemiche stucchevoli. Un sottobosco che forse è alimentato da qualcuno che ha inteso provare a inventare l’esistenza di una frattura tra amministrazione e organizzatori che nei fatti non esiste”. Insomma un complotto o forse qualcosa non è veramente andata nel verso giusto?

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.