Viterbo, 27 giugno 2023 – Un buco nell’acqua l’incontro che si è tenuto sabato scorso tra l’amministrazione comunale da un lato e i genitori, le responsabili degli uffici ex convenzionati e i lavoratori dall’altro. Il Comune pare abbia confermato la volontà di tirare dritto sulle scelte già adottate, come lo stop delle convenzioni, ma, quel che più preoccupa, è che non avrebbe chiarito alcuni dubbi sul nuovo meccanismo adottato. A parlare è Alice, mamma di un bambino che va all’asilo e membro del comitato di gestione dei genitori dell’asilo Pollicino. Sul tavolo restano irrisolti alcuni nodi fondamentali. “Il Comune dice di voler anticipare la retta di due mensilità complete per ogni richiedente il bonus – spiega Alice – , poi mensilmente, ti daranno una quota a conguaglio sempre minore per recuperare il surplus che ti hanno versato, rispetto ai contributi Inps ed efamily”. Insomma prima il Comune verserebbe ai genitori una cifra, per poi riprendersi i soldi dati in più rispetto a quanto dovuto al netto degli altri contributi percepiti dal genitore del bambino che va all’asilo. Inoltre “l’anno scorso il bando e family è uscito a dicembre, quest’anno l’assessore dice che probabilmente uscirà a ottobre”, continua Alice. La certezza, però, non c’è e i genitori temono di doversi trovare nella condizione di restituire al Comune quanto hanno percepito come anticipo, ma non sarebbe il solo punto critico: “Ogni quattro mesi dobbiamo comunicare al Comune tutti i dati, oltre a inviare mensilmente all’Inps quanto mi richiede per erogare il bonus”, spiega ancora Alice. “La modifica delle convenzioni – prosegue – poteva anche avere una sua ratio, ma non fatta così, andando a complicare la vita ai genitori e senza comunicarlo ai titolari degli asili”. Oltre a un meccanismo che si annuncia piuttosto farraginoso, la preoccupazione principale dei genitori resta quella di vedersi lievitare le rette degli asili nido ex convenzionati visto che “non hanno più la certezza di un numero di iscrizioni fisse”, prosegue Alice. “Alla fine, insomma, all’asilo ci andrà solo chi se lo potrà permettere. Abbiamo chiesto se sapevano quanto costava un bambino al giorno all’asilo e loro ci hanno risposto che lo sanno gli uffici. Cioè loro (assessore e sindaco ndr) non lo sanno – spiega Alice – Non ci hanno lasciato molti spiragli di miglioramento. La riunione è rimandata al prossimo venerdì per la necessità di chiarire i numeri”, che sono stati portati dall’assessore Notaristefano alla base della delibera di giunta che chiude le convenzioni, ma che non coincidono con quelli dichiarati dalle strutture. Secondo Notaristefano quest’ultime avrebbero assorbito l’anno scorso solo il 22% dei bambini in lista, mentre gli asili sostengono che si tratti di un 40% circa. Intanto questa mattina si svolgerà il consiglio comunale e la possibilità che la questione esploda è molto alta.